La canottiera bianca è la protagonista indiscussa (e basic) dell'estate
Per molto tempo relegata a capo underwear, in inverno per proteggere dal freddo e in estate come base per il layering, la canottiera bianca vanta un passato che passa dallo sport al cinema fino ad arrivare in passerella e diventare un capo cult negli anni ’90 e di nuovo adesso. Da sola con un paio di jeans o come base per lo styling, con lo scollo a V o modello vogatore, scopriamo in questo articolo come adattare il capo più basic di sempre ai nostri look estivi.
Dai primi del ‘900 al 2023: l’evoluzione del tank top in più di un secolo di storia
La canottiera, o nella versione inglese del termine “tank top”, è inestricabilmente legata al mondo degli sport acquatici, come si può dedurre dal nome: in italiano un riferimento allo sport del canottaggio e in inglese alla piscina. Tuttavia, prima di consolidarsi nel mondo dello sport, la canottiera veniva già usata dai nobili per proteggere la pelle dal contatto con i vestiti più ruvidi, che venivano lavati meno spesso. La leggenda attribuisce la sua invenzione nel XVI secolo a un eccentrico nobile francese, Jean Des Fauches, quando, preso da un momento di rabbia, strappò le maniche della sua camicia.
Coltivare le proprie passioni è importantissimo per prendersi cura di sé
Il 1912 è l’anno in cui la canottiera scavalca i limiti dell’underwear e si afferma come capo sportivo: a Stoccolma è tempo di Olimpiadi e 27 nuotatrici si presentano con un costume smanicato per agevolare i movimenti. In quel momento storico così conservativo il gesto non passa inosservato e viene da molti criticato, ma di sicuro contribuisce a far affermare il tank top nel mondo degli sport acquatici. Negli anni ’30 e ‘40, indossata in America dagli operai e dai manovali che lavoravano duramente al caldo, la canottiera assume una nuova connotazione, culturalmente associata al concetto di virilità. Anche il cinema si appropria di questa accezione della canottiera bianca, in molti film come in “Rocco e i suoi fratelli”, “Die hard”, “Footlose” e in particolare in “Un tram chiamato desiderio” con Marlon Brando, la canottiera diventa il simbolo dell’operaio povero, rozzo e violento ma anche sexy.
È a partire dagli anni ’70 in America che il tank top inizia a essere integrato nell’abbigliamento quotidiano abbinato ai jeans a zampa di elefante. Diventa poi il simbolo della comunità LGBT con il celebre look di Freddy Mercury, ancora una volta dello sport come parte della divisa del basket o dell’atletica, della musica hip hop e in seguito del pop (celebre il look di Miley Cyrus nel videoclip di “Wrecking Ball”) e nuovamente del cinema in pellicole più contemporanee come “Fast and Furious”, “Eyes Wide Shut” e nel recente film “Malcom & Marie” indossato da Zendaya. Ma qual è stato il decorso della canottiera bianca nel mondo della moda?
L’interpretazione dei designers, da Calvin Klein a Prada
Il primo brand a portare in passerella la canottiera bianca è stato Dolce & Gabbana nella collezione Spring-Summer ’91: i due designers riprendono e sovvertono lo stereotipo di uomo italiano, eliminando la parte rozza e violenta dell’immaginario machista e amplificandone la sensualità. Nel ’93 Kate Moss è il volto della campagna Calvin Klein scattata da Mario Sorrenti che la ritrae in slip e tank top, un’immagine controversa che plasma l’estetica minimalista del tempo. A rivisitare il tank top e a ribaltare per sempre i suoi significati sono i nomi dell’avanguardia degli anni ’90: Ann Demeulemeester, Maison Margiela, Raf Simons ed Helmut Lang a cui va riconosciuto il merito della canottiera asimmetrica e del cut-out. A riportare in auge in grande stile il tank top è Prada nella Fall-Winter 22, un design minimal a costine con il logo a triangolo riconoscibile sul petto che preannuncia il ritorno all’essenzialità dell’ultimo periodo.
La canottiera bianca per l’estate 2023, guida rapida per il modello perfetto
Per la Spring-Summer 23 la canottiera bianca compare in modelli differenti, dalla versione vogatore trasparente di Coperni a quella asimmetrica di Dion Lee, dal modello a palloncino a quello con scollo a V. Ma come scegliere quella più adatta? Un aspetto importante da tenere a mente è la qualità del materiale, la canottiera é un capo a contatto con il corpo che quindi necessita lavaggi frequenti, proprio per questo è utile scegliere un tessuto naturale, traspirante e di buona qualità che non si deteriori nel tempo. Quanto alla vestibilità, il primo step è scegliere lo scollo che più si addice al proprio stile e poi optare per una vestibilità comoda o aderente, le costine sono estremamente consigliate perché, oltre a essere uno dei tratti distintivi del tank top, perdono meno elasticità nel corso del tempo!