Plot twist durante la Milano Fashion Week Uomo: Alessandro Michele svela i suoi primi look da Valentino
A soli quasi tre mesi dall’annuncio della sua nuova direzione creativa, il designer ha condiviso il lookbook della pre-Spring 2025, innescando entusiasmo e qualche remore
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É il 17 giugno, l’ultimo giorno di MFW Menswear, e Alessandro Michele rende nota, in tutta sorpresa, la sua collezione di debutto con una rapidità senza precedenti. Una notizia che coglie impreparati un po’ tutti, vista la preannunciata decisione della maison di non sfilare durante l’edizione di giugno delle collezioni SS 25 Uomo. Invece, il designer romano ha voluto regalare al mondo della moda un’anteprima di come sarà il futuro di Valentino, che presenterà la collezione Spring Summer 2025 durante la prossima Paris Fashion Week, il 29 settembre. La Pre-Primavera 2025 di Michele non è un semplice teaser, ma il primo capitolo di una nuova era della maison, capitanata negli ultimi 25 anni dall’estetica e dalla visione di Pierpaolo Piccioli, che oggi viene totalmente stravolta.
Cambio di rotta
Prima di Alessandro Michele, c’era Pierpaolo Piccioli e prima ancora Valentino Garavani, che ha dato lustro e prestigio alla maison che porta il suo nome. Ed è proprio al suo lavoro che si ispira il nuovo direttore creativo che, sin dalla sua nomina, ha dichiarato di voler lavorare sugli archivi monumentali di Valentino. Intenzioni che si sposano con il suo gusto archeologico, lo stile massimalista e la sua propensione a mescolare diverse estetiche, passato e presente, formalwear e streetwear, in un mix and match di eccessi e nuovi linguaggi.
Mentre Pierpaolo Piccioli aveva voluto alleggerire, liberare dagli eccessi, e dare nuova vita a elementi fondamentali del passato della maison, Alessandro Michele propende per un modus agendi opposto, lavorando come un vero archeologo che scava negli archivi e nella storia di Valentino e riporta alla luce capi, pattern e accessori combinandoli al decorativismo insito nel suo DNA.
Avant les Débuts
Per questa pre-Spring intitolata Avant les Débuts, Prima del Debutto, perché di fatto, dovremo attendere ancora qualche mese per il vero debutto in catwalk, la profonda e dedita immersione di Alessandro Michele nei codici della maison è cristallina: trae ispirazione dagli anni Settanta e Ottanta di Valentino Garavani, che rimase lontano dall’edonismo che caratterizzarono quelle decadi, rifiutando ad esempio le maxi spalline, e rende omaggio alla leggendaria Collezione Bianca del 1968 e alle iconografie, al design e agli elementi degli anni successivi.
La collezione è un mix affascinante di riferimenti storici e sensibilità contemporanea, in cui i cappelli a turbante, i fili di perle, i dettagli in pelliccia e non solo, tanto intrecciati all'estetica di Michele che a quella di Valentino, accessoriano look sofisticati dall'irrinunciabile verve kitsch-chic.
Alessandro Michele ha trovato una certa affinità con l'inclinazione di Garavani per un’estetica quasi ossessivamente soigné, composta alla perfezione, meticolosamente elaborata. Il termine francese non ha una traduzione italiana letterale, ma per Valentino indica una donna ben curata e agghindata, l’opulenza unita ad un gusto sopraffino. Con il fondatore, Michele condivide il gusto per la complessità della composizione, un'attitudine che ha esplorato in Gucci e che qui ha elevato attraverso un approccio sobrio e raffinato, e la ricerca quasi ossessiva dell’hyper beauty, l’iper-bellezza, assoluta, totale, serena e magnificente.
La Pre-Spring 2025 riporta Valentino in una dimensione di eccessi
Avant les Débuts propone 171 look e 93 immagini extra dedicate agli accessori e a dettagli di styling, per uomini e donne che incarnano la stessa idea di mascolinità e femminilità, da sempre presente nella visione di Michele. Lunghi abiti in chiffon con ricami in pizzo, formali tuxedo in velluto resi ultra femminili da tulle e trasparenze, abiti a trapezio e coordinati giacca e gonna riportano indietro nel tempo, ricordando il Made in Italy che ha fatto la storia.
Gonne midi a pieghe e a balze, soprabiti con cintura e outfit bianchi omaggiano la White Collection del 1968. Gli accessori più classici e tradizionalmente femminili, come il turbante, gli occhiali da sole rétro, le perle, le calze ricamate si presentano anche negli outfit maschili, mentre i dettagli sartoriali abbondano in quelli femminili. Le bluse con ruches e volant sono indossate dall’uomo come dalla donna, così come le cappe e i soprabiti.
La palette cromatica abbraccia tonalità neutre e calde, il bianco e il nero, e stampe etniche dai colori vibranti, pois, pattern animalier, come il leopardato, ma anche pied-de-poule, righe e micro check. Gli accessori sono abbondanti e dalle vibes retro: maxi spille, orecchini xxl pendenti con perle e dettagli oro, fiocchi e pietre preziose tra i capelli o come decoro di slingback e décolleté.
Sono molti i riferimenti al passato e in particolare agli anni Settanta, tra frange, fasce per capelli, lunghi gilet, maniche a sbuffo, tessuti lucidi e fake-fur. Molte le reference all’iconografia di quegli anni: da Virna Lisi ritratta da Angelo Frontoni in abito bianco check nel 1965 alle iconiche fotografie di Gian Paolo Barbieri con Mirella Petteni, dalla foto che ritrae le modelle Viviane Fauny e Christiana fotografate da Henry Clarke ai look di Jackie Kennedy.
Questo non è Gucci, è Alessandro Michele!
“Ho rubato qualcosa di quel candore, di quella grazia”, confessa. Alle foto del lookbook è stata data una sorta di patina, “come se si trattasse di immagini d'epoca”. Michele ha strizzato l'occhio alla raffinatezza femminile e hippie-chic del Valentino degli anni 70, per poi indulgere alla leggerezza delle ruches e dei volant, “per nessun'altra ragione se non quella di connettermi con quella sensazione di grazia”.
Gli anni Ottanta sono stati citati con levità, perché “c'è ancora molto da esplorare riguardo a come Valentino si è accostato a quel decennio, che per lui non era un'ode all'edonismo, ma piuttosto morbidezza e raffinatezza estreme”. Sebbene Alessandro Michele inviti a guardare la collezione più e più volte a caccia di rimandi estetici col passato, non c’è dubbio che questo recupero vintage si leghi inestricabilmente alla sua personale estetica e al suo linguaggio stilistico.
Molti utenti social hanno espresso la propria titubanza di fronte alla prima collezione del designer per Valentino, sostenendo una forte somiglianza con il lavoro di Michele da Gucci e urlando affermazioni come: "Questo non è Valentino, è Gucci." A tali risentimenti, una sola certezza: potrebbe non essere semplice accettare un cambio di estetica così radicale e agli antipodi di quella degli ultimi anni da Valentino, ma questa Pre-Spring grida a gran voce che questo è senza dubbio Alessandro Michele!
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