L’abito da sposa non è sempre stato bianco, ma i più iconici sono puri e candidi
Moderno o d'avantgarde, originale o d’ispirazione, candido o estroso, il wedding dress è l’abito che ognuno sogna a modo proprio
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Per molte persone il giorno del matrimonio rappresenta il traguardo sentimentale di una vita intera e renderlo unico e sognante diventa fondamentale. L’abito da sposa ricopre un ruolo primario e la ricerca di quello perfetto contribuisce alla riuscita del dreamy day. Romantico e fiabesco, classico e bianco, anticonvenzionale e colorato, il bridal look è tra le scelte più complicate relative al giorno delle nozze. Le proposte sono numerosissime, gli stili svariati e le inspo look sono senza tempo: le testimonianze iconografiche ci riportano ai primi abiti da sposa risalenti agli antichi greci, mentre oggigiorno le celebrities e i personaggi del piccolo e grande schermo sono la nostra fonte inesauribili di ispirazione.
La scelta controversa del colore dell’abito da sposa
Se l’usanza più comune vede l’abito da sposa bianco o nelle sue sfumature, la storia ci insegna che è un retaggio relativamente moderno.
Nel Medioevo era coloratissimo e la nuance del vestito indicava lo status sociale di chi lo indossava: il rosso, ad esempio, era il colore che denotava una particolare ricchezza, per gli elevati costi necessari per la sua produzione. L’abito da sposa veniva generalmente realizzato con stoffe ricamate e preziose, come velluto, seta, broccato e damasco e la necessità di fornire alla sposa l’abito perfetto senza badare a spese, per rendere solenne quel giorno, è una predisposizione tramandata fino ai nostri giorni.
Il primo abito bianco, in totale controtendenza rispetto alla tradizione, fu indossato per la prima volta il 26 ottobre del 1406, da Filippa di Lancaster, nipote di Enrico IV d’Inghilterra, che sposò il principe Giovanni I del Portogallo con una tunica e un mantello di seta bianco con bordi di pelle di scoiattolo ed ermellino.
Un secolo e mezzo dopo, Maria Stuarda, per le nozze con Francesco II di Francia, il 24 aprile del 1558 a Notre Dame, indossò un abito da sposa bianco. Per i francesi, però, ai tempi il bianco era il colore del lutto e la scelta di quella sfumatura fu quasi un presagio, perché solo due anni dopo le nozze Francesco morì. Dopo di lei, nessuna scelse più quella nuance fino ad epoca recente.
Il bianco come nuance ufficiale
Nel Settecento il rosso fu sostituito da colori più tenui: l’abito nuziale, sempre cucito con stoffe preziose, si ispirava allo stile rococò, con ricchi jabot di trina e sfumature evanescenti delle tinte pastello: dal color cielo al fior di pesco, al verde pistacchio, al malva. In età napoleonica, con l’affermarsi del Neoclassicismo e degli abiti stile Impero stretti sotto il seno, le delicate nuances pastello cedettero il passo al bianco, il colore che ricordava le antiche statue greche. Un’idea può darcela Bridgerton e le sue protagoniste.
Una rivoluzione fu compiuta nel 1840 dalla regina Vittoria che, per le sue nozze con Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, sostituì l’abito d’argento, fino ad allora usato nei matrimoni regali, con un abito immacolato impreziosito da pizzi e merletti che maggiormente facevano risaltare lo splendore del bianco, firmato William Dyce.
Un’altra toeletta leggendaria dell’Ottocento fu quella sfoggiata il 24 aprile 1854 dalla principessa Elisabetta di Baviera, universalmente nota come “Sissi”, alle sfarzose nozze con l’imperatore Francesco Giuseppe: un abito di marezzato bianco, ricamato con oro e argento, con un’ampissima gonna decorata a mazzolini di fiori di diamanti, un minuscolo corpetto e la scollatura illeggiadrita da ghirlande di rose fresche.
Da allora il bianco si impose come colore ufficiale.
Curiosità necessarie sull'abito da sposa
Nel XIX secolo solo le spose finlandesi, unico caso in Europa, continuarono a indossare abiti scuri o neri, altrove ritenuti nuance da evitare drasticamente.
In generale, ogni sposa segue un codice vestimentario che più si adatta alla propria forma fisica e ai propri gusti, dettando spesso delle regole che meglio corrispondono al proprio stile. Se il colore più diffuso continua a essere il bianco, non mancano rispettabili eccezioni. In Cina, ad esempio, per tradizione gli abiti nuziali sono di colore rosso, auspicio di buona fortuna, ma recentemente, influenzati dalle usanze occidentali, molte spose preferiscono il bianco. In Giappone vige la regola per cui durante il giorno delle nozze, la sposa si cambi d’abito più volte: un’usanza diffusasi anche in Occidente, inizialmente tra le celebrities e poi anche tra le persone comuni.
Così tra intrecci e contaminazioni, tra tradizione e innovazione, ogni sposa riversa il proprio gusto nella scelta dell’abito perfetto, spesso ammaliata dalle influenze provenienti dal cinema e dal piccolo schermo con le numerosissime serie tv, che propongono l’idea di un amore romantico quasi sempre coronato da un matrimonio fiabesco e sognante. Sono proprio le spose più famose, tra celebrities e personaggi cinematografici, che nel corso degli anni hanno contribuito a delineare una moda nuziale. Da Audrey Hepburn a Grace Kelly, da Lady D a Carolyn Bessette, da Carrie Bradshaw a Cenerentola, da Chiara Ferragni a Nicola Peltz, qui una selezione di abiti memorabili che influenzano quotidianamente le bride-to-be di tutto il mondo.
Wallis Simpson, icona di stile, con il duca di Windsor al loro matrimonio allo Chateau de Conde in Francia
Audrey Hepburn al suo matrimonio con James Hanson con un abito disegnato da Zoe Fontana
Lady Diana, principessa del Galles, il 29 luglio 1981 a Buckingham Palace
Carolyn Bessette, con una creazione di Narciso Rodriguez il 21 settembre del 1996 per il suo matrimonio segreto con John Kennedy
Jennifer Lopez e Jane Fonda vestite entrambe da sposa nel film Monster in Law del 2005
Carrie Bradshaw in Vivienne Westwood per il suo mancato matrimonio con Mr Big
Anne Hathaway e Kate Hudson in Vera Wang, nella commedia del 2009, La mia miglior nemica
Catherine Middleton in Sarah Burton di Alexander McQueen il 29 aprile 2011
Kirsten Dunst in un abito-trappola nel film Melancholia del 2011
Dakota Johnson, nei panni di Anastasia Steele in Fifty Shades Darker, con un abito di Monique Lhuillier
Lily James in Cenerentola del 2015
Meghan Markle nel suo secondo abito per il matrimonio con Harry, firmato Stella McCartney
Chiara Ferragni in un abito realizzato esclusivamente da Maria Grazia Chiuri per Dior, per le nozze con Fedez il 1 settembre del 2018 a Noto
Nicola Peltz in Valentino Haute Couture per il suo matrimonio con Brooklyn Beckham
Jennifer Lopez nel film Un matrimonio esplosivo con un abito da sposa firmato Galia Lahav
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