Selena Gomez mette a nudo le proprie fragilità nel documentario “My Mind & Me”
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In arrivo oggi, giovedì 4 novembre, sulla piattaforma Apple+, il documentario My Mind & Me: cosa significa essere una pop star di fama mondiale e una celebrities riconosciuta in tutto il mondo fin dalla più tenera età, mentre si combatte con lo stigma dei propri disturbi mentali, contro patologie croniche e anche contro i media, che ogni giorno ti costringono a rapportarti con quella che è diventata la tua immagine pubblica e con il tuo corpo, sempre sotto scasso della lente magnificatrice dei pregiudizi e degli stereotipi? Ce lo racconterà la stessa protagonista di tutti queste dinamiche, Selena Gomez.
My Mind & Me: il documentario su Selena Gomez
Insieme alla mano abile del regista Alek Keshishian, Selena Gomez ha trascorso gli scorsi 7 anni della sua vita a raccontarsi, e a esporre in maniera nuda e cruda tutti gli stravolgimenti e le montagne russe della sua vita (“nessuno fa la fila per una montagna russa tutta dritta”, direbbero i Ferragnez). Le riprese iniziali del documentario, che già si prospetta un grandissimo successo, combaciano con l’inizio del tour The Revival: Selena Gomez, all’epoca 23enne nel 2015, aveva deciso di pubblicare un album musicale, Revival appunto, per trasformare definitivamente la sua immagine pubblica, passando dall’essere un’icona Disney dei prodotti per l’infanzia e per l’adolescenza, al pari di colleghe quali Miley Cyrus, Demi Lovato ma anche Britney Spears, che hanno seguito lo stesso percorso, a diventare finalmente un personaggio (e una persona) distaccata da quello che era, adulta e consapevole di sé stessa. I brani e il tour sono un successo, almeno fino alla 55esima tappa: dopodiché, Gomez è costretta a ritirarsi dal palco per farsi assistere all’interno di una struttura psichiatrica. Taglio, e ci si trova nel 2019.
Dal primo tour a oggi: cosa racconta il doc?
Ma cosa è accaduto in quei tre anni? Innanzitutto, il famoso trapianto di rene avvenuto grazie al supporto e alla volontà di sottomettersi al delicato intervento da parte di un’amica storica della cantante, che ha deciso di donarle uno dei propri reni per aiutarla a combattere la patologia cronica di cui è affetta Gomez, ossia il lupus. Inoltre, nello stesso periodo, avviene l’ennesima rottura con il fidanzato storico e altrettanto famoso Justin Bieber, pop star con cui in quegli anni chiude definitivamente i rapporti, ma senza rancore, come testimonia il recentissimo scatto che vede insieme, e sorridenti, Gomez e Hailey Bieber, la modella e moglie del cantante. Più che i traguardi lavorativi di Selena Gomez, come il ritorno sugli schermi televisivi e cinematografici o il successo dell’ultimo album e primo pubblicato in lingua spagnola, non si fa grande cenno all’interno del documentario: così facendo, lo spettatore è costretto a concentrarsi sulle turbolenze che hanno condotto la vita di Selena fino a oggi.
Giornata del fiocchetto lilla: i vip che hanno sofferto di disturbi alimentari e ne hanno parlato
Affrontare i disturbi alimentari può essere ancora più difficile, se ci si sente soli; d'altronde, questi disordini del comportamento ci fanno, inevitabilmente, sentire isolati rispetto al resto del mondo. Anche per questa ragione moltissime attrici, cantanti e altri personaggi famosi si sono rivelati al pubblico, parlando delle proprie dolorose esperienze con vari tipi di disturbi alimentari. Mostrare che non si è mai davvero soli è un modo efficace di dimostrare supporto a coloro che soffrono, dimostrando come sia utile chiedere aiuto e come guarire sia, in effetti, possibile.
In occasione della Giornata del fiocchetto lilla, ovvero la Giornata nazionale contro i Disturbi dell’Alimentazione, che si tiene ogni anno il 15 marzo, abbiamo deciso di raccontare le storie dei personaggi famosi che ci sono passati e che hanno condiviso la propria storia con gli altri, infondendo empatia e messaggi di fiducia.
Se ti interessa questo argomento e le dichiarazioni dei vip, dai un'occhiata a questi altri album:
Il rapporto altalenante con la propria immagine, pubblica e privata
Alla rivista Entertainment Tonight, l’attrice ha raccontato che “stranamente, mi sembra che il documentario sia una capsula del tempo di cose – periodi della mia vita a cui guardo indietro e dispiacendomi per la persona che ero. Credo che sia stato positivo per me vedere come all’epoca rispondevo e trattavo il mio corpo, come mi comportavo e il modo in cui ero, a volte, così irrazionale, e penso che sia stato utile a guarire”. In quanto star di proporzioni mondiali, infatti, Selena Gomez si è sempre dovuta scontrare con il lavoro dei media e dei paparazzi, in cui occhio non indugia sul corpo altrui ma anzi, lo utilizza per acchiappare pubblico, fare audience, trovare un difetto e giudicare sulla base di ideali di bellezza preimpostati dalla società, e che hanno costretto Selena Gomez a momenti di complessissimo rapporto con il proprio corpo. Racconta l’attrice per il giornale online Variety: “Vorrei solo poter abbracciare quella versione di me stessa, ma sento che è importante averla condivisa perché voglio che la gente parli di questo”. Di disturbi mentali, di come vanno trattati e di quanto sia importante non vergognarsene.
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I primi commenti della cantante sul suo film
“Per quanto sia nervosa nel pubblicare qualcosa di così personale, nel mio cuore so che ora è il momento”, ha dichiarato durante la premiere del documentario che si è svolta pochi giorni fa, in compagne di tante altre star, tra cui la cantante Camilla Cabello, anche lei spesso attaccata per il proprio aspetto fisico. “Spero che condividendo la mia esperienza e le mie difficoltà, aiuterò le persone a sentirsi ispirate a raccontare le proprie storie. E ad avere la speranza che le cose possano migliorare”. L’obiettivo del documentario, quindi, sarebbe proprio quello: connettersi con persone che vivono drammi simili, mostrare loro quanto non siano davvero sole come credono.
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