L'intervento di Dante Belisari (figlio di Elio di Elio e le Storie Tese) sull'autismo
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Durante il Concertozzo organizzato da Elio (di Elio e le Storie Tese) in collaborazione con il Trio Medusa e Radio Deejay, a salire sul palco è stato un ospite d’eccezione. Trattasi di Dante Belisari, figlio del cantante milanese, che ha colto l’occasione per sensibilizzare i presenti sulla condizione delle persone autistiche, troppo spesso oggetto di preconcetti infondati e vittime della negligenza istituzionale. Lo stesso ragazzo, di anni 12, è affetto da autismo, un disturbo del neurosviluppo che tuttavia non gli ha impedito di monopolizzare per un momento l’attenzione su una questione così importante e su cui aleggiano tuttora stigma e pregiudizi.
Chi è Dante Belisari, il figlio di Elio (di Elio e le Storie Tese): la sua storia
Dante Belisari è il figlio di Elio, il frontman del complesso Elio e le Storie Tese, il cui nome di battesimo è Stefano Belisari. Nato l’11 novembre del 2009, Dante oggi ha 12 anni e non è l’unico figlio del cantante e di sua moglie, di cui non si hanno notizie in quanto particolarmente defilata. Il ragazzo ha infatti un gemello, Ulisse, ed è proprio dal confronto con quest’ultimo che i genitori si sono accorti che qualcosa non andava e hanno ottenuto una diagnosi precoce di autismo. Lo ha spiegato lo stesso Elio nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato di tutte le difficoltà a cui vanno incontro le famiglie di persone autistiche soprattutto in Italia, dove le diagnosi arrivano tardive e manca un supporto concreto da parte delle istituzioni. Inoltre, sottolinea l’artista sessantenne, “Il problema è che esistono poche figure specializzate in grado di intercettarli per intervenire al più presto”.
Elio era intervenuto in merito alla questione anche durante lo scoppio della pandemia da Covid-19, quando aveva lamentato che “noi, genitori di disabili, siamo stati lasciati soli”, rimarcando come “la paura legata al Coronavirus prima o poi terminerà, quella dell’autismo non scomparirà mai”. La pandemia ha messo, infatti, a dura prova le persone autistiche, specialmente i bambini, costretti in casa e privati sia dell’appoggio dei centri di terapia specializzata che del sostegno degli educatori.
L'intervento di Dante Belisari in merito all'autismo
Di recente, però, a intervenire sulla questione autismo non è stato papà Elio, ma lo stesso Dante che, fiero ed entusiasta, è salito sul palco dell’Arena Fiera di Bergamo, dove si è tenuto il Concertozzo i cui proventi sono stati devoluti a Cesvi, un’organizzazione umanitaria per i profughi ucraini, per diffondere un importante messaggio di accettazione e inclusione. “Ciao Bergamo, fatevi sentire”, così ha esordito il ragazzo, che, dopo aver preso in mano il microfono ed essersi presentato, ha pronunciato il seguente discorso: “Il mio nome è Dante, il mio cognome è Belisari ma, vabbè, a nessuno interessa, e sì, sono autistico e ne vado fiero”.
La forza di andare avanti ogni giorno: le star che soffrono di malattie croniche
Ville idilliache, vacanze in posti paradisiaci, feste esclusive, cene nei ristoranti più prestigiosi, passeggiate al mare e poi rientro sui migliori yacht, fama, denaro, lusso ... Sì, le celebrità sembrano avere tutto a portata di mano, come se potessero toccare il cielo con un dito. Ma nulla è più lontano dalla realtà: anche se le nostre celebrità preferite hanno tutto per essere felici, la salute non è sempre dalla loro parte ed esiste, per caso, un bene più prezioso di quella? Come si suol dire, la salute non ha prezzo.
E quale triste ironia della sorte per queste star che non possono rimediare alle loro malattie anche se hanno guadagnano abbastanza per comprarsi, qualora volessero, un piccolo stato. Ad esempio, Morgan Freeman, Lady Gaga e Venus Williams soffrono della rara patologia, la fibromialgia, una malattia autoimmune che diminuisce il livello di energia causando affaticamento e dolore continuo alle articolazioni. Ricordiamo che la neo-vincitrice degli Oscar, Lady Gaga, ha dovuto annullare la sua tournée per ben due volte l'anno scorso, a causa di forti attacchi che le hanno impedito di esibirsi. D'altra parte, ricordiamo la lotta quotidiana affrontata da Selena Gomez, Seal o Nick Cannon contro il lupus. Inoltre, se le malattie fisiche sono complicate, non vogliamo nemmeno pensare a come Megan Fox attraversa ciò che sembra essere una chiara schizofrenia, o Demi Lovato e Mel Gibson con il complicato disturbo del bipolarismo.
Queste sono solo alcune delle malattie croniche di cui soffrono molti vip che amiamo. Spesso, dietro ai sorrisi di circostanza e all'aura di mistero che li avvolge e che ci affascina, si nasconde una lotta costante e quotidiana.
Prendiamo l'esempio del nostro amato Brad Pitt. Da tutta la vita, soffre di prosopagnosia, una strana malattia caratterizzata dall'incapacità di riconoscere i volti: una forma specifica di agnosia visiva che potrebbe essere causata da una lesione al cervello.
Scoprite in questa Gallery tutte le celebrità malate da sempre, ma che lottano ogni giorno, rese più forti dal loro talento e dall'affetto di tutte le persone che le amano!
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Attraverso queste parole, Dante Belisari ha smantellato quel velo di reticenza che aleggia da sempre intorno a una patologia come l’autismo, aprendo la strada a un dialogo più aperto e costruttivo in materia. “Vi chiedo una cosa in particolare”, ha poi aggiunto Dante, “Per prima cosa godetevi lo spettacolo, vi lascio in pace, ma come seconda cosa per favore, rispettate tutte le persone autistiche”, appellandosi dunque alla coscienza morale dei presenti e di tutti coloro che assisteranno al suo intervento, conclusosi con una citazione tratta da uno dei brani di maggior successo di Elio e le Storie Tese: “Un’ultima cosa: la terra dei cachi è la terra dei cachi”.
A presenziare sul palco affianco a Dante e a Elio anche Nico Acampora, creatore di PizzAut, la catena di pizzerie che attualmente conta due sedi (a Cassina e a Monza), gestita da ragazzi autistici, due dei quali presenti allo show. Il fondatore del progetto ha sottolineato come, attraverso il coinvolgimento nel mondo del lavoro, coloro che sono affetti da autismo “hanno scoperto altre caratteristiche della loro vita”. Una testimonianza quella di Acampora e dei suoi dipendenti che mira a incentivare le politiche di inserimento professionale delle persone autistiche per scongiurarne l’esclusione sociale e favorirne un riconoscimento che esuli dalla sola patologia.
Bambini e adulti autistici in Italia: qual è la situazione nel nostro Paese?
Sul sito del Ministero della Salute, si legge che i disturbi dello spettro autistico “sono un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit persistente nella comunicazione sociale e nell’interazione sociale in molteplici contesti e pattern di comportamenti, interessi o attività ristretti, ripetitivi”. A ricevere questa diagnosi in Italia sono in media 1 bambino su 77, di età compresa tra i 7 e i 9 anni. Un dato emerso dal “Progetto Osservatorio per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico” co-coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute. Le stime Censis riferite al 2020 parlano di 500.000 persone circa affette da autismo, ovvero l’1% della popolazione italiana.
Come sottolineato più volte all’interno dell’articolo, la vita delle persone autistiche e dei loro famigliari è costellata di ostacoli. Sebbene sul territorio siano presenti diverse associazioni che si occupano di fornire un supporto gratuito a chi si trova in questa condizione, come ad esempio la Fondazione Italiana per l’Autismo, urgono interventi mirati da parte delle istituzioni, volti sia a sensibilizzare l’opinione pubblica sia ad assistere concretamente chi convive con una diagnosi di autismo. Ne è consapevole lo stesso Elio che, sempre sulle pagine del Corriere della Sera, ha dichiarato che nel nostro Paese “siamo ancora all’anno zero. Anzi, sottozero, perché il servizio pubblico non si è ancora messo in moto per sostenere le 600 mila persone autistiche che ci sono in Italia”. Il cantante denuncia, inoltre, la mancanza di competenze nelle scuole, a causa della quale “stiamo lasciando indietro potenziali uomini e donne che domani potrebbero pagare le tasse, piuttosto che essere un costo”.
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