Piacere di conoscerti: tutto quello che devi sapere sul film di Laura Pausini
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Diretta da Ivan Cotroneo, l’artista romagnola Laura Pausini diventa anche interprete di due sé: quella che vinse Sanremo e quella che lo perse. Il film trova infatti la propria spinta nella domanda “cosa sarebbe accaduto se Laura avesse perso Sanremo?”.
Così, quel momento diventa una sliding doors grazie alla quale indagare sulle glorie del passato, i successi e le difficoltà del presente e le aspettative sul futuro insieme alla propria famiglia: ecco di cosa parla "Piacere di conoscerti".
Laura Pausini - Piacere di conoscerti: di cosa parla il film sulla vita della cantante
Ne aveva parlato già sul palco dell’Ariston quando era stata invitata come ospite a Sanremo per annunciare la sua conduzione dell’Eurovision Song Contest 2022: il docu-film “Piacere di conoscerti” sulla sua vita (se…) è in attesa di uscire sulla piattaforma streaming Prime Video, domani 7 aprile. Insieme al regista Ivan Cotroneo, la cantante romagnola ha voluto riflettere sulla sua vita, partendo da una semplice quanto profonda domanda personale: “Che cosa sarebbe stata la mia vita se non avessi vinto Sanremo nel 1993?”. E da questo spunto nasce una pellicola, figlia di un quesito che la Pausini aveva in mente da quasi 30 anni; il film vedrà finalmente la luce in 240 paesi del mondo. Il successo dell’artista di Solarolo, si sa, è sempre stato planetario.
Laura Pausini: il what if del “se non avessi vinto Sanremo”
Il documentario prodotto e distribuito da Amazon Prime si apre con la vittoria dell’artista ai Golden Globe 2021 per la migliore canzone originale “Io sì”, colonna sonora del film “La vita davanti a sé”.
Posto l’accento su come la Pausini venga candidata agli Academy Award (prima donna italiana nella storia della musica a guadagnarsi questo merito), la regia fa un passo indietro.
Si torna sul palco dell’Ariston del 1993, quando, ignara del successo che avrebbe avuto, la Pausini canta “La solitudine”, di cui nel film si scopre anche l’origine, e vince l’edizione. Ma cosa sarebbe accaduto se non fosse arrivata sul podio?
Voci al femminile: tutte le donne che hanno vinto Sanremo
Anche quest'anno sta per tornare l'amatissimo Festival della Canzone italiana che si terrà dal primo al cinque febbraio.
Il Festival ha sempre ospitato tantissimi talentuosi artisti ad oggi famosi in Italia e all'estero, alcuni lo sono diventati proprio grazie a Sanremo, altri lo erano anche prima della partecipazione al Festival.
I cantanti concorrenti della 72esima edizione del Festival di Sanremo saranno 25, tre dei quali sono i vincitori di Sanremo Young.
Quest'anno non saranno tantissime le artiste che si esibiranno sul palco dell'Ariston, alcune sono state vincitrici delle edizioni passate, come: Iva Zanicchi, Elisa ed Emma, altre sono state semplicemente partecipanti del Festival, ad esempio: Donatella Rettore, Giusy Ferreri e Noemi.
È dal 1951 che l'Ariston ospita il noto programma di Rai Uno, tanto è vero che siamo giunti alla 72esima edizione. In tutti questi anni a vincere sono state talentuose e brillanti cantanti a volte rimaste impresse nella memoria della musica italiana come: Gigliola Cinquetti, Anna Oxa, Tosca e Giorgia.
A dirla tutta, è stata una donna a vincere le prime due edizioni del festival: Nilla Pizzi vincitrice di Sanremo 1951 e 1952.
Se volete scoprire le altre artiste vincitrici del Festival della Canzone italiana sfogliate la gallery!
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Laura si immagina così: non farmacista come l’avrebbe voluta la madre, bensì creativa. Magari al pianobar di un locale della Romagna come faceva il padre Fabrizio da giovane, o forse pittrice di ceramiche. Due le cose che mai sarebbero cambiate: l’amore per l’arte e la musica e la voglia di maternità. Se non ci fosse stata Paola, la bellissima figlia avuta col marito e collega Paolo Carta, si sarebbe immaginata con un maschietto di nome Marcello. E non un nome a caso: così si sarebbe chiamato il primogenito dei suoi genitori, se la madre non avesse subito un aborto spontaneo.
Laura Pausini: un film sul passato, il presente e il futuro
Nel docu-film c’è spazio per una profonda analisi del passato, compresi i momenti di gloria negli stadi tanto quanto quelli di difficoltà avuti nel cercare di rimanere incinta. Si ritaglia anche uno spazio per una riflessione sul futuro e sulla figlia: nel film si vede anche la cerimonia degli Oscar, in cui Laura non vince l’ambita statuetta. Ma è felice ugualmente, perché sa di poter dare, in questo modo, una grande lezione di vita alla sua bambina: al di là della vittoria o della sconfitta, bisogna essere orgogliosi di sé.
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Questo film è il risultato di un anno intero di lavoro, in cui il regista ha seguito la cantante tra Italie e Stati Uniti per dipingere un ritratto il più veritiero possibile dei pensieri, degli affetti e della vita della Pausini. E, soprattutto, per rispondere alla domanda: se non avessi vinto Sanremo, sarei stata comunque felice?
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