La rinascita di Chiara Iezzi, da Sanremo 2023 al cast di Mare Fuori 3
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Chiara Iezzi in Mare Fuori 3
Mare Fuori è una serie targata Rai che ha trovato un grandissimo successo di pubblico; il prodotto televisivo racconta la vita di alcuni giovani ragazzi all’interno dell’istituto penale per minori di Nisida, a Napoli. Durante una delle ultime puntate trasmesse della terza stagione, è apparso, seppur per pochissimo tempo sullo schermo, un nuovo personaggio: trattasi della mamma di Giulia, una ragazza che sogna di diventare un artista trap ma che non ha ancora imparato a stare alla larga dai giri sbagliati. La mamma è interpretata da Chiara Iezzi, del duo musicale di sorelle Paola&Chiara. Probabilmente, questa figura è stata annunciata in preparazione della sua presenza in Mare Fuori 4, che arriverà su RaiPlay nel 2024.
Il nostalgico ritorno musicale di Paola&Chiara
Gli anni Novanta e i suoi iconici personaggi famosi sono tornati non solo sullo schermo televisivo in occasione di serie e film, ma anche a Sanremo 2023. La partecipazione di Paola e Chiara Iezzi alla settantatreesima edizione del Festival con il brano Furore, infatti, rientra appieno in quella riuscitissima operazione nostalgia che ha scaldato i cuori dei millenial e fatto impazzire anche i più giovani, con la partecipazione non solo delle sorelle interpreti di Vamos a bailar, ma anche di Gianluca Grignani, Giorgia e Articolo 31, per esempio. In un’intervista per RTL 102.5, Paola&Chiara hanno raccontato il brivido di tornare sul palco di Sanremo appunto, ma non solo; Chiara Iezzi, infatti, si è confidata sul periodo buio trascorso e ha sottolineato l’importanza di chiedere aiuto alle persone intorno a noi quando sentiamo di star vacillando.
Ritorno al 2000: perchè ci vestiamo (ancora) così?
Era il 2004. Hilary Duff (aka Lizzie McGuire) e Lindsay Lohan si sfidavano a colpi di teen movies. Le radio passavano Toxic di Britney Spears e Yeah! Di Usher senza sosta. La tv trasmetteva serie cult come The OC e Una mamma per amica, che in quell’anno vedeva finalmente realizzarsi il coronamento della storia d’amore tra Lorelai e Luke dopo il tanto atteso bacio alla fine della quarta stagione – no, se è successo più di due anni fa non è spoiler. Le ereditiere Paris Hilton e Nicole Richie, quelle che oggi verrebbero etichettate a tutti gli effetti come “Nepo Babies”, abbandonavano i propri privilegi per imparare a cavarsela da sole nel reality The Simple Life, che ci ha regalato un meraviglioso archivio di meme. Gli adolescenti e, in particolare, le adolescenti chiedevano un unico regalo ai genitori: un Motorola RAZR V3, preferibilmente di un fucsia acceso, che avrebbero usato principalmente per scattare foto durante le incursioni pomeridiane al centro commerciale e scambiarsi suonerie tramite bluetooth, facendo particolare attenzione a non premere il pulsante che le avrebbe catapultate nel magico e misterioso mondo di Internet, finendo per indebitarle fino all’età adulta.
Erano giorni migliori – o forse era la nostra genuina ingenuità a farcelo credere. Soprattutto per i millenial, che quegli anni li hanno vissuti da protagonisti e nel cui ricordo la mente trova ristoro. Per questo non è raro che oggi, alla soglia o superati i trent’anni – in quello che si prospetta essere un preludio di crisi di mezz’età - questa generazione faccia periodici salti nel passato, riguardando per la centesima volta la stessa serie tv che ne allietava i pomeriggi durante l’adolescenza oppure ripescando dall’armadio capi e accessori che ne albergavano le foto e di cui a distanza di anni ci si vergogna irrimediabilmente.
In effetti, da qualche tempo, capita sempre più di frequente di scorrere le foto di un red carpet, ma anche banalmente di aprire Instagram, e scorgere le celebrities fasciate da quegli stessi indumenti che andavano tanto di moda a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 e che oggi ci fanno un tantino inorridire – o forse no. È successo, per esempio, lo scorso dicembre quando, durante un evento natalizio a New York, Katie Holmes (l’amata – odiata Joey Potter di Dawson’s Creek) si è presentata sul tappeto rosso con un outfit alquanto particolare: sopra un miniabito, sotto un paio di jeans stropicciati, il tutto accompagnato da un paio di sneakers nere. Rese virali le foto della mise, il cassetto dei ricordi si è irrimediabilmente aperto e la nostra mente non ha potuto far altro che viaggiare all’indietro, riesumando i look piuttosto bizzarri sfoggiati da quelle che erano considerate a tutti gli effetti le icone di stile degli anni 2000.
Come dimenticare d’altronde l’accozzaglia di abbinamenti, colori e accessori con cui le celebrities solcavano (coraggiosamente) i tappeti rossi più prestigiosi del mondo? Ecco, il trend dell’epoca è tornato – in versione edulcorata – e ha persino un nome: Y2K.
A riportarlo in auge, però, non sono stati tanto i millenial quanto i membri della Gen Z. Forse frustrati per l’assenza di kitsch dal guardaroba (e dai selfie) durante la pubertà, hanno deciso di rifarsi superati i vent’anni, andando a ripescare tutti quei trend che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. Quali? Jeans a vita bassa a tratti bassissima, borse baguette, bandane (da utilizzare sia sul capo che a mo’ di top), cardigan mini, bucket hat (preferibilmente all’uncinetto), magliette per bambine che lasciano rigorosamente scoperto l’ombelico, l’accostamento denim su denim (e qui il pensiero non può che andare all’indimenticabile look di coppia sfoggiato da Justin Timberlake e Britney Spears agli MTV Music Awards del 2001), le gonne – lunghe o mini – a pieghe, gli Ugg (anche con la pioggia), senza dimenticare le iconiche tute in velluto, preferibilmente firmate Juicy Couture. Trattandosi di uno stile stravagante e massimalista, i capi e gli accessori indossati sono caratterizzati da colori accesi e tessuti spesso lucidi o metallizzati, a cui si aggiungono piume e strass. Capi ed elementi stilistici che negli ultimi mesi hanno iniziato a spopolare su una piattaforma “giovane” come TikTok e nei negozi di abbigliamento vintage, dove vanno letteralmente a ruba, sotto gli occhi strabuzzanti e un po’ perplessi di millenial tuttora increduli di fronte al rinnovato successo di un’estetica che li aveva fatti imbarazzare fino a poco fa.
Sì, perché anche loro stanno iniziando a rivalutare il fascino, talora nascosto, di questo stile. Tuttavia, non si tratta di una questione di gusto estetico. La moda, d’altronde, porta con sé significati ben più profondi e che esulano dal solo apparire. Dunque, per molti millenial, il ritorno al Y2K rappresenta un appiglio a quel passato rassicurante di cui sopra, quando tutto sembrava più facile e la fiducia in un futuro brillante e glorioso non era stata ancora tradita da ripetute recessioni, una pandemia e persino lo scoppio di una guerra. Non c’è dunque da stupirsi che questa generazione, notoriamente e giustificatamente nostalgica, sia arrivata persino a rivalutare i look di cui fino a ieri si vergognava. Una riesumazione ulteriormente legittimata non soltanto da persone comuni o tiktoker, ma anche da top model e icone di stile contemporanee, prime tra tutte Bella Hadid, Dua Lipa e Hailey Bieber, i cui look anni 2000 vengono immortalati dai paparazzi con frequenza sempre maggiore e per qualcuno, forse, preoccupante.
Ma il Y2K è qui per restare? Nì. Come spiega Colleen Hill, curatrice della sezione Costume e Accessori presso il museo del Fashion Institute of Technology di New York al magazine Byrdie, “è importante non lasciarsi prendere troppo dal concetto del ciclo dei 20 anni” – secondo il quale, finito un ventennio, vengono rivalutate le tendenze di vent'anni prima – dal momento che “ci sono molti stili e riferimenti che coesistono nella moda contemporanea: vediamo ancora molte mode degli anni ’90, ad esempio, oltre a significativi revival del design degli anni ’60 e ‘70”, tiene a precisare. Un pluralismo che Hill apprezza enormemente perché “consente a tutti di trovare uno stile che funzioni per loro” e se per qualcuno funziona l’idea di indossare un mini dress sopra un paio di pantaloni cargo, perché no?
Per avere un’idea più chiara di cosa sia lo stile Y2k o, più semplicemente, per fare un tuffo nel passato, scorri la nostra gallery e riassapora la stravaganza di questa estetica oggi recuperata e attualizzata.
L'indispensabile cura della salute mentale
"Paola, a differenza mia, riesce a mettere su una corazza", ha spiegato Chiara. "Io non riesco e questa mia vulnerabilità che a volte mi sfugge, ce l'ho e ho imparato ad accettarla. È stato difficile, ho avuto un momento anche di…diciamo, che ero esaurita. Ne approfitto, perché non sempre puoi dire che va tutto bene. Ho avuto un po' di disturbi che poi ho curato, sono stata dallo psicologo". I problemi di salute mentale accompagnano moltissime persone e senza l’aiuto di un professionista è difficile, spesso, comprenderle appieno. Chiara Iezzi, forse reduce proprio da uno studio fatto su se stessa insieme allo psicologo, ha raccontato in radio del bullismo subito durante l’infanzia. "Essendo una timida, un'introversa, a scuola, quando ero una ragazzina, una bambina, mi è spesso capitato che le persone mi prendessero un po' di mira. Forse a volte il bullismo accade proprio perché tu non mostri la tua aggressività e quando ti vedono in disparte, approfittano del fatto che mostri questa tua vulnerabilità, che è solo un lato del tuo carattere".
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Come uscire da un periodo buio?
In questi casi, non è facile raccontarsi o chiedere aiuto, nonostante sia indispensabile il supporto delle persone che ci circondano. Chiara Iezzi ha ribadito questo concetto, ammettendo di aver lei stessa faticato molto ad accettare di avere delle difficoltà. A volte non si riesce ad aiutare, perché l'altra persona non ammette di avere delle difficoltà. "Uno, fino alla fine, cerca di farcela da solo. Ma a volte, da solo non ce la si fa. Ho avuto un po' di resistenze, poi ci sono riuscita. Ho capito che era un momento in cui non stavo davvero bene. Hanno vinto la forza e il coraggio di uscire da questo dedalo in cui ero finita e di aiutarmi, chiedendo aiuto agli altri".
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