Da Aurora Ramazzotti a Victoria de Angelis: bra – less per la libertà femminile
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Sulle passerelle delle sfilate del 2022 ha regnato un solo e unico imperativo: bra - less!
La moda ci vuole così, in linea con i principi del movimento Free The Nipple: ne sono una prova schiacciante tutte le celebrities americane che da anni ne hanno accolto i dettami, non provando più vergogna alcuna nel mostrarsi topless o con i capezzoli bene in mostra sotto gli abiti, magari distintamente segnati da dei piercing.
In Italia, tuttavia, la situazione è come spesso accade ben diversa: la sessualizzazione del petto femminile è ancora tristemente in voga, come dimostrano le reazioni di molti davanti alle foto pubblicate in questi giorni da Victoria dei Måneskin e Aurora Ramazzotti. Ragioniamo insieme su cosa vuol dire oggi, al di là delle mode, andare "bra - less" e perché lo facciamo.
Victoria de Angelis, paladina del bra – less trend
Quando Bella Hadid sfoggia corsetti trasparenti a eventi mondani o durante le giornate in cui viene casualmente paparazzata, nessuno sembra farci più particolarmente caso. Oltreoceano; perché sì, in Italia il pensiero che i capezzoli di una donna (o basta l’areola? Il décolleté? O, in alcuni non troppo rari casi: le spalle?) siano visibili fa esplodere il cervello a molti.
Lo testimoniano i numerosissimi articoli online dal titolo clickbait pieni di verbi come “osare”, “ammicca” e “stuzzica” che parlano di un post su Instagram di Victoria de Angelis, bassista dei Måneskin che ha fatto scalpore. Il motivo? La sfida alla censura sessista di Instagram da parte della giovane e sempre irriverente musicista, che come spesso ha fatto per evitare il blocco del proprio account, ha coperto con degli emoticon i propri capezzoli.
Aurora Ramazzotti e la censura dei capezzoli femminili
Ma non è la sola in questi giorni a far parlare dei propri capezzoli, per qualche strana ragione. Aurora Ramazzotti, figlia di Eros e Michelle Hunziker, risponde brevemente e con piccata ironia su Instagram a un articolo che titolava altisonante: “Aurora Ramazzotti, capezzoli in mostra. La foto da bollino rosso, sconcerto totale”.
Il riferimento della foto ve la lasciamo qui sotto; capirete da voi dove sta il problema. E se credete che la censura dei social e il conseguente hype intorno a questo tipo di post sia una questione di pudicizia, e non di genere, esistono profili in rete che dimostrano il contrario: Genderless Nipples è un account che pubblica capezzoli senza mostrare il loro ‘proprietario’, e quindi privi di differenze di genere: nessuna delle loro foto è mai stata riportata. Non ci sorprende che il punto focale della questione non sia la mera esposizione di una parte del corpo ma la maniera in cui essa viene vista dalla società.
La nascita del movimento Free The Nipple
Anche a causa dell’insensatezza del metodo di censura di social come Instagram il movimento “Free the nipple” ha conquistato tanto successo dalla sua nascita, fino a trasformarsi in una vera e propria filosofia di pensiero, oltre che in un trend fashion più presente che mai da allora fino a oggi.
La campagna promozionale dell’omonimo film Free the Nipple del 2012, da cui prende ovviamente nome il movimento, sottolineava come le convenzioni sociali permettessero all’uomo di mostrarsi ‘topless’ senza conseguenze, mentre il medesimo vestiario in una donna verrebbe considerato indecente, volgare e via dicendo. Gli obiettivi di questo movimento sono: desessualizzazione del corpo femminile, il raggiungimento pratiche censorie non discriminatorie e la possibilità per le madri di allattare in pubblico senza subire sguardi accusatori o, peggio ancora, inquietantemente languidi.
Fashion Week 2022: sulle passerelle (finalmente) donne di tutte le taglie
Si è appena conclusa la Milano Fashion Week dedicata alle collezioni autunno - inverno 2022-2023.
Negli ultimi anni, poco a poco, gli stilisti e i designer si sono avvicinati al tema dell'inclusività; si tratta di un tema che al suo interno vede diverse sfaccettature. Si è iniziato anni fa aprendosi a nazionalità diverse da quella caucasica e si è giunti ora all'inclusione di diverse fisicità.
Ovviamente, come spesso accade, non tutte le passerelle hanno accolto le diversità nello stesso modo, è una scelta a tutti gli effetti. Ma una cosa è certa, il mercato richiede di cambiare i modelli proposti negli ultimi decenni, ad oggi non più così conformi alla nostra società.
L'apertura all'inclusività ha portato a diversi risvolti, ci sono stati designer del calibro di Marco Rambaldi che hanno puntato sulla fluidità sessuale mettendo in scena una pornostar o brand come Annakiki che invece hanno puntato sulla disabilità, argomento ancora poco affrontato nel mondo della moda.
Per quel che concerne, però, la body positivity, a riscattarsi è Bluemarine, casa di moda che più di una volta è stata accusata di sfoggiare corpi troppo magri, ma che in occasione della Milano Fashion Week ha fatto sfilare diverse tipologie di fisici, includendo anche quelli con più forme. Il claim che doveva passare è che "la moda è davvero per tutti, e che tutti debbono poter riconoscersi quando guardano una sfilata"!
Per altri stilisti lo scopo era quello di rivoluzionare totalmente gli standard di bellezza imposti dalla società negli ultimi anni, introducendone dei nuovi altrettanto validi. Possiamo vedere l'esempio di Andrea Adamo, che per la stagione 2022-2023 si è concentrato sul tema della seduzione liberandola totalmente dai paletti che gli erano stati imposti e permettendo a qualsiasi corpo di esprimere la propria sensualità.
In generale lo scopo di questa Fashion Week è stata quella di rappresentare ogni tipo di corpo, ogni età e ogni taglia, e di creare una discussione sul genere, che come la sessualità, vien sempre più considerata fluida.
È importante che sia proprio la moda a dire basta agli stereotipi, perché per anni è stato proprio il mondo del Fashion a decidere cosa e chi fosse "giusto" o "sbagliato", ed è proprio questo cosmo che ora ci spinge ad aprirci a nuovi orizzonti.
Sfogliando la gallery potrete osservare come siano state diverse le maison dell'alta moda ad adattarsi a questa inversione di tendenza.
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Cosa significa andare bra – less oggi?
Ciò che nasce come filosofia femminista è diventato in brevissimo tempo un accessorio di moda a tutti gli effetti, oltre che una dichiarazione politica di intenti; grazie anche a celebrities come Rihanna, Miley Cyrus, Kendall Jenner, Bella Hadid e Lily Rose Depp tra le altre, il bra - less ha spopolato.
Alcune si sono battute consciamente per la causa, mentre altre hanno seguito il trend per ricercare effetti di vedo non vedo; in ogni caso, il risultato non cambia e oggi non utilizzare il reggiseno è una pratica che attuiamo in molte, comuni mortali comprese.
Complice anche la pandemia, che ci ha fatto capire quando è indesiderabile passare 12 ore al giorno (o più) con un ferretto sullo sterno, molte donne oggi si sentono libere di abbracciare la forma naturale del proprio seno e di liberarlo dai reggiseni, motivate anche da una una rappresentazione mediatica di esso sempre più vario e inclusivo.
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