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Chi è Carole Porter, 'l'altra bambina del bus'

Amica d’infanzia di Kamala Harris, ha condiviso con lei uno dei più controversi esperimenti d'integrazione negli Stati Uniti

Negli anni 70 Carole Porter usciva di casa ogni mattina con i capelli ricci legati in due ciocche e camminava fino alla fermata del bus che l'avrebbe portata in un altro mondo. Quel bus non era un semplice mezzo per attraversare i pochi chilometri che separavano il suo quartiere di Berkley, cittadina ai margini di San Francisco, in California, dalla Thousand Oaks Elementary School. Era il simbolo di un esperimento di integrazione tra i più dibattuti, controversi, odiati e amati che siano mai stati fatti negli Stati Uniti. 

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LE SCUOLE DEI NERI 

In America la segregazione scolastica era divenuta incostituzionale nel 1954, con la sentenza Brown contro Board of Education, ma nei fatti, due decenni dopo, nelle città gli spazi dei bianchi restavano dei bianchi e gli spazi dei neri dei neri. I quartieri, i negozi, i bar erano segnati da un regime di apartheid legalmente soppresso ma culturalmente ancora molto vivo. Perfino le strade raccontavano la segregazione: molte furono costruite con l'esplicito intento di tenere lontani i bianchi dai neri, di segnare un confine anche nell’urbanistica. Le scuole non sfuggivano a questo sistema: i bambini e le bambine bianche frequentavano quelle pubbliche dei loro quartieri ricchi, i bambini e le bambine nere andavano nelle scuole qualitativamente più carenti e meno finanziate dei loro quartieri poveri. 

"A Berkeley abbiamo solo una scuola superiore completa, quindi era integrata de facto", ha spiegato  in una dichiarazione la Berkley public school. "Le nostre scuole elementari, tuttavia, riflettevano la composizione razziale dei nostri quartieri, che come molti quartieri in America riflettevano la storia della segregazione derivante da politiche che limitavano le opportunità dei residenti non bianchi". 

Kamala Harris e Carole Porter 

DUE BAMBINE E UN'IDEA 

Fu per questa ragione che le istituzioni inventarono il busing. L'idea era semplice: una serie di autobus avrebbero portato alcuni bambini neri nelle scuole dei quartieri bianchi, e alcuni bambini bianchi nelle scuole dei quartieri neri. Figli di immigrati e figli dei ricchi sarebbero stati compagni di banco nelle classi campione ideate allo scopo, nella speranza di partire dalla giovane età per ricucire una ferita nella società che ancora oggi non è rimarginata. 

In uno di quei bus, diretta in una scuola frequentata al 95 percento da bambini bianchi, viaggiava Carole Porter, figlia di immigrati della flatlands, come veniva chiamato il quartiere operaio dove viveva, e accanto a lei sedeva la sua più cara amica d’infanzia, Kamala Harris. 

QUELLA RAGAZZINA ERO IO 

“In California c’era una ragazzina che faceva parte della seconda classe integrata della scuola pubblica, e che ogni giorno veniva portata a scuola da un autobus, lontano da casa sua. Quella ragazzina ero io”. Durante la corsa per le presidenziali del 2020, quando ancora erano avversari in seno alle primarie del partito Democratico, mesi prima che il quarantaseiesimo Presidente degli Stati Uniti la scegliesse come sua vice, un'agguerrita Kamala Harris diresse queste parole a Joe Biden durante un confronto in tv, incalzandolo sul tema del razzismo. 

Negli anni l'esperimento del busing non si era rivelato sempre felice: i bambini neri venivano attaccati, i loro bus presi a sassate, i genitori bianchi si opponevano all'idea che i loro figli andassero a studiare nei quartieri dei neri, intentando cause legali che nella maggioranza dei casi li vedevano sconfitti. Tra i Democratici molti si opponevano al busing, e lo stesso Biden riteneva che fosse razzista "pensare che i neri possano imparare solo seduti accanto ai bianchi". Una posizione di cui durante la campagna per le presidenziali del 2020 ha dovuto rendere conto, anche durante quell'acceso dibattito televisivo divenuto celebre. 

Aver fatto parte del busing ha segnato Kamala Harris e la sua idea di integrazione. Dal suo punto di vista di studentessa, il busing è stato un successo, e questa idea è suffragata da ricerche che negli anni hanno mostrato come i bambini neri che hanno partecipato agli scambi abbiano ottenuto punteggi più alti nei test statali e un miglior rendimento scolastico rispetto ai loro coetanei che non ne hanno fatto parte. 

PARTE DELLA STORIA 

Oggi Carole Porter vive ancora a Berkeley, dove è conosciuta come 'l’altra bambina del bus'. Rilascia interviste indossando una t-shirt con il volto della sua amica Harris, e si commuove quando le chiedono di raccontare la sua infanzia alla fermata del bus. “Mi sento come se questo quartiere e tutti noi fossimo stati parte della storia”.