“Lei potrei essere io”: cosa vuol dire per una bambina negli Stati Uniti avere una candidata Presidente nera
Kamala Harris è stata la prima a fare molte cose, ma non vuole essere l’ultima. Come la canditata dei Democratici spinge l'empowerment delle giovani donne.
Quando nel 2022 si videro le prime immagini del remake live action de La Sirenetta, sui social girarono moltissimi video che mostravano le reazioni delle bambine e delle ragazze nere nel vedere che la pelle di Ariel fosse del loro stesso colore. “È come me – ripetevano, commosse, a bocca aperta – “Mi assomiglia”.
Quei video aprirono un dibattito sul tema della rappresentazione e della rappresentanza, un tema che oggi torna in luce grazie alla prima candidata nera e sud asiatica che abbia mai corso alle presidenziali Usa in 248 anni di storia dello Stato. “Non riesco a crederci – ripetevano le giovane delegate intervistate durante la convention del partito democratico ad agosto – Mi sembra di vivere la storia”.
Cosa sappiamo davvero di Kamala Harris?
KAMALA HARRIS, LA PRIMA
Kamala Harris è stata la prima in molte cose: la prima donna non bianca eletta all’incarico di procuratrice distrettuale di San Francisco, la prima donna e la prima persona nera a essere eletta procuratrice generale in California, la prima vicepresidente nera e la prima candidata donna alla presidenza a essere non bianca.
“Ogni bambina che sta guardando stasera sa ora che questo è il paese delle possibilità” ha detto Harris quando ha giurato da vicepresidente. “Indipendentemente dal vostro genere, il vostro Paese vi ha lanciato un messaggio: sognate con ambizione, guidate con convinzione, e guardate a voi stessi in un modo in cui gli altri non fanno, semplicemente perché non hanno visto mai niente del genere finora”. Molte giovane donne nere l’ascoltavano piangendo. "Lei potrei essere io", balbettavano commosse. Esattamente ciò che Michelle Obama avrebbe detto quattro anni dopo durante il suo endorsement a Harris: "Chi lo dirà a Donald Trump, che anche fare il Presidente potrebbe diventare un lavoro da neri?".
IL VOTO DEI NERI E IL SESSISMO
Nelle ultime settimane di campagna elettorale Kamala Harris ha battuto molto sull’elettorato nero. La vicepresidente e il suo staff non danno infatti per scontato che gli elettori e le elettrici possano votare Harris solo in quanto donna o solo in quanto nera, tutt’al più che la candidata dei Democratici ha scelto di puntare su altri temi identitari – il suo essere stata una procuratrice, il suo rispetto per le regole e il suo polso di ferro con i ‘cattivi’ – così come sulla storia di figlia dell’immigrazione e di donna nera.
Nel 2020, l’88% degli elettori uomini neri in Georgia avevano sostenuto Biden, ma solo il 70% di loro ha dichiarato che avrebbe votato per Harris in queste elezioni. In 34 Stati l’iscrizione degli under 34 è stata inferiore rispetto al passato, soprattutto fra i giovani maschi neri. Un dato che ha preoccupato i Democratici, che infatti hanno sfoderato l’arma segreta, niente di meno che l’ex Presidente Barack Obama, inviato a Pittsburgh a fare una ramanzina ai suoi “fratelli neri”. “Se non vi spiace vi parlo in modo diretto – ha detto Obama in quell’occasione – penso che sia proprio l’idea di una donna presidente a non piacervi, e inventate un sacco di scuse per giustificarvi”.
"State pensando di chiamarvi fuori o di sostenere qualcuno che ha un passato di denigrazione nei vostri confronti – ha concluso – perché pensate che sia un segno di forza, perché è questo che significherebbe essere un uomo? Sminuire le donne? Non è accettabile".
E NON L’ULTIMA
Mentre le donne negli Stati Uniti votano a maggioranza per i Democratici, gli uomini si stanno spostando verso i Repubblicani, e molti negli Stati Uniti pensano che i maschi, anche i maschi neri, non voteranno Harris. Nonostante ciò, lei spera di poter abbattere questa barriera che ha a che fare con una discriminazione sistemica di genere, in nome della rappresentanza e della rappresentazione, delle bambine che piangevano guardando La Sirenetta nera e la prima vicepresidente donna. In nome di quella frase che la madre le disse quando era giovane, e che lei ripete spesso: “Kamala, potresti essere la prima a fare molte cose, ma assicurati di non essere l’ultima”.