Come stiamo in USA a 48 ore da che Trump ha (ri)preso posto alla Casa Bianca
Dalla California, viaggio nella "bolla delle bolle" tra paure, speranze e la ricerca di una via d'uscita.
C'è un'ironia amara nel fatto che Trump sia risorto alla Casa Bianca proprio nel giorno in cui l'America celebrava Martin Luther King Jr., gigante dei diritti civili che ha dedicato la sua vita all'uguaglianza e alla giustizia. Il contrasto non potrebbe essere più stridente.
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Vivo in California, e qui si respira un'aria densa di emozioni contrastanti. Nelle conversazioni che ascolto emergono tre atteggiamenti distinti: c'è il panico di chi si chiede "oddio, adesso come facciamo?"; c'è il realismo di chi riconosce che viviamo in una bolla - forse la bolla delle bolle - e si interroga su come agire concretamente, e poi c'è quello che potremmo chiamare "struzzismo", coloro che oggi hanno lavorato senza quasi battere ciglio. Quest'ultimo gruppo, però, merita una riflessione più profonda: sono davvero degli struzzi che nascondono la testa nella sabbia, o forse sono persone che hanno scelto consapevolmente di preservare la propria sanità mentale mentre aspettano di vedere quali delle prime mosse di Trump si trasformeranno in azioni concrete?
Domenica sono andata a messa. Non ci vado sempre, ma forse era destino che ci andassi proprio in questa domenica pre “Trump Day”, come lo definisce qualcuno. Alla chiesa cattolica del campus di UC Berkeley è successo qualcosa di significativo. Dopo le intenzioni consuete, una voce si è alzata dai banchi: "Preghiamo per gli undocumented". Per tutte quelle persone che vivono sul suolo americano e rischiano di essere strappate dalle loro famiglie, deportate. Mi ha toccato profondamente, chissà se chi ha parlato era una persona senza documenti? Non credo che sia un caso che un intervento così abbia avuto luogo proprio qui: questa università è stata la culla del Free Speech Movement degli anni '60, quando migliaia di studenti si mobilitarono per difendere il loro diritto di fare attivismo politico nel campus. Quelle proteste pacifiche, guidate da Mario Savio di cui vi racconterò un'altra volta, cambiarono per sempre il volto dell'attivismo studentesco americano.
In queste prime 48 ore, percepisco un'ansia diversa, più profonda. Ci si interroga sul domani come non avevo mai visto fare prima. E io, che preghiera vorrei alzare io? Che
tutti noi che comprendiamo la gravità di questo momento troviamo la forza e il coraggio di far sentire la nostra voce, di militare per ciò in cui crediamo.
Mentre scrivo è martedì e vedo che scatta anche un meccanismo di difesa collettivo, quasi inconscio, e si passa dalla gravità alla caciara, alla leggerezza come valvola di sfogo. Ed ecco che si commenta il cappello di Melania, il suo cappotto così castigato che neanche Mary Poppins. Ma poi ci si riaccende: dove era Michelle? Michelle Obama, dall'alto dei suoi 60 anni, ha deciso di dire e fare solo quello che vuole. Ben per lei. A voler essere critici, avrebbe potuto usare lo stesso muscolo quando era First Lady e la sua campagna sulla nutrizione sana nelle scuole ha fatto, ma fino a un certo punto, perché certamente non poteva mica ribaltare un sistema…
Io lavoro in una scuola elementare e media, e osservo ogni giorno i modelli che ispirano le nuove generazioni. Le bambine disegnano Taylor Swift come loro eroina, mentre i bambini guardano a Musk - non per il suo sogno di colonizzare Marte, ma per le tonnellate di quattrini che ha accumulato da "immigrato di successo". E proprio pensando a Musk, mi manca una Elona - se Musk fosse una donna, almeno ci sarebbe la possibilità di sensibilizzare. I nostri figli tutti, i figli dei nostri figli hanno bisogno di un governo globale che abbatte i muri e non divide, non di pochi ricchi che si spartiscono il mondo. Una donna lo sa, non devi spiegarle niente.
La California è una bolla, sì, e forse proprio per questo abbiamo una responsabilità maggiore: quella di non limitarci a osservare da lontano, ma di agire, di essere un faro di resistenza e speranza in questi tempi incerti.
E voi cosa chiedereste oggi per l'Italia, per gli Stati Uniti, per il nostro pianeta?