Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Bye-bye Usa, bentrovata Italia: dentro il cuore di un cervello che rientra

 Bye-bye Usa, bentrovata Italia: dentro il cuore di un cervello che rientra
(getty images)
Perché dopo 8 anni in USA scelgo di tornare in Italia.
di Federica Gabardi

Alla fine è successo, dopo 8 anni di pendolo “meglio vivere in Italia o qui negli States?”, “ascolto Bruce o Vasco?” (e no, la domanda meglio l’hamburger o la cotoletta non me la sono fatta perché I was born and raised in Milano e anche se in questi anni americani, di hamburger ne ho mangiati, la cotoletta non è oggetto di discussione), beh insomma, torniamo al punto: alla fine è successo, il dado è tratto. Noi, si torna in Italia!

Selena Gomez vota in abito da sera e fa tardi alla première: "Non posso andare senza prima aver votato"

Lo dico in fiorentino, per omaggiare la città di Dante. Si, torniamo, faccio baracca e burattini, vendo, dono, impacchetto, saluto, piango, chiudo gli occhi e mi butto in avanti, ancora una volta. Perché sento una chiamata, di cuore e testa. Voglio tornare per stare vicina ai miei genitori, visto che neppure loro, ahimè, hanno il dono di Benjamin Button - che ringiovanisce col passare del tempo. Rientro perché mi mancano i great indoors. Degli USA si parla tanto dei suoi great outdoors, ovvero dei suoi Parchi Nazionali, che sono sì maestosi, ma la mia anima ora ha bisogno di viette, chiesette, cortili segreti. Italo Calvino nela sua Isidora lo dice in modo magistrale: Al’uomo che cavalca lungamente per terreni selvatici viene desiderio d’una città. Eccomi, mi sento così.

Ma non torno solo per il cuore e i riti tutti italiani come il caffè in volata al mattino dove scambi una parola con il barista e la giornata parte con leggerezza. Torno anche per restituire e contribuire. Questi 8 anni sulla West Coast mi hanno messa davanti a innumerevoli sfide - provare per credere, buttarsi oltre oceano e stravolgere tutto non è glamour come può sembrare. È però una gran bella esperienza di crescita personale e professionale e se ce l’ho fatta è perché sono approdata qui anche con un bagaglio Made in Italy e se oggi sono uno zic più forte e capace, è sul suolo europeo che voglio far cadere a terra il mio valore. Perché Make-Any-Fucking-Country-Great-Again non può essere il mio slogan, che al contrario mi fa ribolire il sangue nelle vene, perché nessuno si salva da solo e anche questo l’ho capito a schiaffoni qui nela terra dalla bandiera a stelle e strisce. Torno, cara Mamma Italia e Zia Europa, torno per raccontarti le cose bele e che funzionano, di cui ho fatto esperienza qui, perché ti siano di ispirazione per le tue prossime scelte. Certo, questo vuole dire che dovrai sospendere quel tuo pensare di sapere già tutto visto che sei il Vecchio Continente ma io ho fiducia tanto in te quanto nela mia voce che non smetterà di indicarti una via leggermente alternativa, perché nessuno si salva da solo vale anche per te, ci siamo capite? Cara Italia, torno, perché stando qui ho capito che l’America è dentro di me.

È quella luce negli occhi di quando davanti alo specchio mi sistemo i capelli, mi metto un pò di mascara e anche una mezza spruzzata di profumo per procedere verso la prossima sfida sapendo che ce la metterò tutta. È la forza che ho trovato quando mi sono rimboccata le maniche e mi sono rimessa sul mercato dopo 6 anni di pausa e non ho avuto paura di spiegare che negli anni dello stop dal lavoro classico, avevo coltivato altre parti di me e competenze spendibili. È la soddisfazione di quando mi confronto a testa alta con le difficoltà della vita, perché è proprio come dicono qui: “No Pain, No Gain”. Però mettiamo in chiaro subito le cose. Non farmi quelle mezze proposte di lavoro del tipo “ti offriamo Y al posto di X perché hai il beneficio fiscale del rientro dei cervelli”.

Nota per chi legge: i benefici fiscali sono degli sconti sulle tasse, degli incentivi che lo Stato italiano concede per incentivare il rientro di professionisti qualificati dall'estero, e che dovrebbero rappresentare un vantaggio per chi rientra, non un modo per giustificare un'offerta al ribasso. Facciamo così, sediamoci a un tavolo e guardiamoci negli occhi. Io sono questa, LinkedIn alla mano. Se non sono il tuo tipo, dimmelo chiaramente. Se invece faccio al caso tuo, non pensare di potermi pagare anche un solo centesimo di meno del mio valore di mercato - italiano certamente. Perché anche saper dire NO quando una cosa è contro i miei valori, è una skill che ho imparato qui. Va bene provarci, ma dire di sì alla proposta di lavoro nela quale qualcuno si appropria del mio beneficio fiscale, mi risulta inaccettabile, come un uomo che ti mette le mani addosso e non lo hai in nessun modo invitato al party. Insomma, patti chiari e amore eterno. Io ci sono, col cuore, con la testa e l’energia. Spero che saprai accogliermi.

Ma sì dai, tutto andrà bene alla fine, e se non va bene, allora non è la fine. Vedi? Ho allenato anche il muscolo della fiducia stando lontana per un po’, puoi farlo anche tu.

PS: questo pezzo nasce per aggiornare la mia rubrica qui su alfemminile.it che sto per rientrare in Italia, ma anche per condividere come sono stata apostrofata oggi da un possibile datore di lavoro. Speriamo che resti una tantum e avanti tutta, con forza e gioia!