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L'ascesa delle influencer create con l'intelligenza artificiale: c'è futuro per le modelle (vere)?

La modella generata con l'AI Emily Pellegrini 

Non esistono ma occupano spazi, guadagnano e stabiliscono standard di bellezza (e di disponibilità) inarrivabili per qualsiasi essere umano: le influencer create con l'intelligenza artificiale sono esplose come fenomeno a partire dalla prima, la spagnola Aitana Lopez (oltre 150mila followers). L'hanno presto seguita la finlandese Milla Sofia e le italiane Francesca Giubelli, Emily Pellegrini e Rebecca Galani.

Non sono mai stanche, non dicono mai "no", non hanno bisogno di mangiare, di riposo, non rischiano di andare in burnout e sono esteticamente un manifesto dello standard di bellezza più diffuso, quello eurocentrico. Le influencer e modelle create con l'intelligenza artificiale sono in aumento, sono ovunque e hanno tutto da guadagnare. Anzi no: a guadagnarci sono i creators e le aziende, sia in termini economici che di tempo e risorse. Le modelle create con l'intelligenza artificiale possono perfino "viaggiare" gratis, basta collocarle sullo sfondo di Napoli o di Parigi. Bastano dieci minuti se si sa come farlo. Tanto è vero che le nuove influencer si loggano dalle prime file delle sfilate alle Fashion Week e l'indomani postano selfie scattati dai vicoli di Roma.

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influencer create con l'intelligenza artificiale

Si dovrebbe dire "generate", ma va bene. La prima, di cui abbiamo parlato qui, si chiama (è stata chiamata) Aitana Lopez ed è una 24enne spagnola con in capelli rosa. C'è Milla Sofia, bionda e con gli occhi azzurri, che vive a Helsinki, in Finlandia, dove sta "considerando per quale marchio diventare ambasciatrice della moda". Si descrive sui social infatti anche come una modella.

E in Italia? Non ci facciamo mancare niente: la travel blogger, food blogger e modella Francesca Giubelli ha 23 anni ed è nata nel quartiere della Garbatella, a Roma, ma ha studiato Comunicazione e Moda a Milano. Lo scorso 14 dicembre 2013 si "iscrive" a Instagram e pubblica il primo post la modella Rebecca Galani, 19 anni. Come non parlare di lei: c'è pure - anzi c'era, il profilo ha ancora oltre 250mila followers ma è stato svuotato - Emily Pellegrini, altra modella creata con l'intelligenza artificiale che ha chattato con ignari calciatori e miliardari. A darne notizia è stato il Daily Mail che ha pubblicato anche gli screenshot di una chat con un calciatore tedesco. Ma come scrive Repubblica, nella lista di corteggiatori c’è anche un amico di Cristiano Ronaldo.

Francesca Giubelli 

bellezze artificiali

Dicevamo, lo standard di bellezza eurocentrico: queste nuove influencer si somigliano tutte perché, seppur con gli infiniti tools messi a disposizione dall'intelligenza artificiale, sono state generate secondo gli stereotipi più biechi. Hanno fisici che nel mondo reale non esistono e visi simmetricamente perfetti, si fotografano poi in pose sessualizzate e in biancheria intima. Certamente attirano le attenzioni di chi non legge la BIO in cui di solito - sempre - viene scritto qualcosa come "AI generated" che spiega a chiare lettere che non si tratta di persone reali. Ma tant'è.

La generazione di immagini e video con l'intelligenza artificiale sostituirà gli influencer umani di Instagram? Sì: versioni nuove e sempre migliorate di immagini e video generati con l'intelligenza artificiale sostituiranno gli influencer umani di Instagram e TikTok - e forse di riviste - perché l’intelligenza artificiale può creare contenuti migliori, più numerosi e senza l'esaurimento delle risorse fisiche e mentali che caratterizzano l'essere umano. Il potenziale di queste nuove influencer è infinito, e finirà per rivoluzionare, letteralmente, il modo in cui le donne generate dal computer vengono utilizzate in vari settori. Per esempio le nuove modelle non possono fare altro che aumentare la concorrenza tra donne reali e quelle generate con l'intelligenza artificiale presenti sulle piattaforme social. E non parliamo delle attenzioni dei calciatori, ma di opportunità di reddito

l'intelligenza artificiale si fa sexy su Onlyfans

Al momento la maggior parte dei marketer e degli influencer sono disposti a integrare l'intelligenza artificiale nel proprio lavoro, come spiegato da uno studio pubblicato dalla piattaforma di micro-influencer SocialPubli. Anzi, secondo lo studio, il 71 per cento degli influencer considera l’intelligenza artificiale un’opportunità di crescita e di successo piuttosto che una minaccia e il 30 per cento degli influencer segue o interagisce con influencer virtuali generati con l'AI. Forse non pensano al fatto che sono competitors.

Intervistati da Wired,  i tre creators dietro l'influencer italiana Rebecca Galani raccontano che hanno iniziato per gioco, dopo aver visto il profilo della spagnola Aitana Lopez. Oggi il profilo di Rebecca si sotiene economicamente grazie alla vendita dei contenuti esclusivi sulla piattaforma Fanvue: un'alternativa a OnlyFans (ne abbiamo scritto qui). In entrambi i canali le persone pagano un abbonamento per vedere i contenuti espliciti e in questo caso quelli sexy offerti da Rebecca: una persona che non esiste e che garantisce ai suoi creatori un reddito mensile da investire. Loro rimettono il denaro guadagnato con le foto sext di Rebecca in circolo su instagram pagando le sponsorizzate necessarie a fare crescere il profilo. No: non si può tecnicamente parlare di sfruttamento perché Rebecca non esiste.

Secondo Forbes, l’industria dell’intelligenza artificiale ha raggiungento un fatturato di 86,9 miliardi di dollari solo nel 2022 e prevede che la dimensione del mercato raggiungerà i 407 miliardi di dollari entro il 2027. Si legge invece su Fortune che l'agenzia spagnola creatrice di Aitana era stanca di modelle e influencer e che sta guadagnando con l'influencer virtuale cifre pari a 11mila dollari al mese. The Clueless, questo il nome dell'agenzia, è stagta spinta a generarla perché le modelle e le influencer della vita reale erano troppo inaffidabili e difficili. Meglio quindi un corpo senz'anima, che non dobbiamo nemmeno pagare.

"Lo abbiamo fatto per poter vivere meglio e non dipendere da altre persone che hanno ego, manie o semplicemente vogliono fare un sacco di soldi", ha detto a Euronews Rubén Cruz, fondatore appunto dell'agenzia The Clueless. Forse siamo alla vigilia di un ritorno al passato: a un tempo in cu le modelle in effetti erano bei visi senza nome e senza pretese, che dovevano solo indossare le creazioni di artiste e artisti. Ma accadeva pure prima che le donne avessero il diritto di voto.