Barbie pensieri di morte e una consapevolezza che non abbiamo
A me questa cosa è successa invecchiando.
Cosa ne faccio di questa consapevolezza? Te ne parlo oggi.
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Ho cominciato a riflettere sulla mia mortalità grazie a un libro. Nel libro "L'arte svedese di mettere in ordine: Sistemare la propria vita per alleggerire quella degli altri" di Margareta Magnusson (pubblicato da La nave di Teseo), si parla di un concetto chiamato "Death Cleaning," un processo da compiere per non lasciare alle spalle un carico di lavoro per gli altri dopo la nostra scomparsa. La domanda fondamentale è: se dovessi morire ora, in modo improvviso... avrei lasciato tutto in ordine? Secondo Margareta Magnusson, fare un'opera di pulizia prima di morire non è un atto triste. È un processo continuo che ci aiuta a mettere a posto le cose per quando non ci saremo più, alleviando il peso di chi erediterà non solo i nostri beni, ma anche il nostro disordine. Il suo libro ha riscosso un grande successo a livello mondiale, nonostante il tema sia ancora un tabù per molti.
Non ci pensiamo mai
La domanda «Pensate mai alla morte?» può scuoterci o… spingerci a considerare il nostro rapporto con la vita e la fine inevitabile. Per questo l'idea di mettere in ordine le cose della propria vita prima di morire può sembrare inizialmente inquietante, ma in realtà è un atto di amore verso coloro che lasceremo dietro di noi. Un processo ci aiuta a lasciare un'eredità di ordine anziché un carico di lavoro per i nostri cari.
In un mondo in cui la morte è spesso un tabù, è importante aprirsi a queste conversazioni e considerare come possiamo affrontare la nostra mortalità in modo più consapevole. Pensare alla morte non dovrebbe essere motivo di tristezza, ma piuttosto un invito a vivere con maggiore consapevolezza e ad affrontare la nostra vita e ciò che abbiamo con responsabilità ed empatia verso chi verrà dopo di noi.
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