Sono stata nel regno del provolone Auricchio: vi racconto il viaggio dietro un sapore che fa parte della nostra storia
Tradizione artigianale, mani esperte che lavorano con amore e uno sguardo sempre rivolto al futuro. Vi porto con me alla scoperta di un’eccellenza italiana che sa di casa, ma che conquista il mondo.
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Se c’è un profumo capace di catapultarmi all’istante nei ricordi d’infanzia è quello dei formaggi buoni, quelli che non mancano mai sulla tavola della domenica e che sanno di famiglia, di condivisione e di cose fatte bene. Per questo, quando ho avuto l’opportunità di varcare le porte dello stabilimento Auricchio a Cremona, ne sono stata subito entusiasta! Volevo capire come si fa a restare così immensamente fedeli a se stessi e a quel sapore inconfondibile per quasi 150 anni. Ho scoperto che non ci sono solo numeri o macchinari, ma un immenso patrimonio di calore umano e gesti tramandati.
I gesti antichi dei casari che sanno di tradizione
La prima cosa che ti colpisce quando entri è l'atmosfera: c’è un ritmo perfetto, quasi una danza, dove l'innovazione tecnologica stringe la mano a una maestria antica, senza mai scavalcarla. Mi sono incantata a guardare i casari esperti: le loro mani si muovono con una forza delicata e una precisione che lasciano a bocca aperta. È proprio in questa lavorazione manuale, ricca di una forte componente di artigianalità, che risiede il vero segreto. È emozionante pensare che la formulazione originaria, quella ideata da don Gennaro Auricchio nel lontano 1877 a Napoli, sia custodita oggi esattamente come allora. Un’eredità che attraversa le generazioni e mantiene intatta una consistenza e un equilibrio di gusto che riconosceremmo a occhi chiusi.
Il sapore dell'evoluzione: qualità, benessere e innovazione continua
Oggi siamo tutti molto più attenti a ciò che portiamo in tavola: cerchiamo la genuinità, ma anche l'equilibrio ed è qui che Auricchio mi ha stupita ancora di più! Accanto al rispetto sacro per la tradizione, l’azienda porta avanti un’innovazione continua: impiegando processi evoluti per garantire standard qualitativi altissimi lungo tutta la filiera, proteggendo quel sapore autentico ma rispondendo anche alle esigenze moderne. C'è una costante ricerca per migliorare le preparazioni, un'attenzione che passa anche attraverso dettagli fondamentali come il perfetto bilanciamento degli ingredienti, mantenendo quel gusto unico che amiamo. È la dimostrazione che si può rimanere fedeli alla propria storia pur evolvendo e parlando al cuore (e al palato) delle nuove generazioni.
"Più che originale, l'originale": una promessa d'amore
Mentre osservavo le forme di provolone pronte a viaggiare in tutto il mondo (pensate che il Gruppo esporta in ben 60 Paesi!) mi è tornato in mente il loro nuovo claim: "Più che originale, l'originale". In un mondo in cui tutto corre e si omologa inseguendo le mode del momento, decidere di essere coerenti con le proprie radici è un atto di puro carattere. Il loro nuovo logo, che oggi accoglie la scritta "Napoli 1877", è proprio un tributo a questo punto di partenza e all'autenticità legata alle origini. Dopo la visita sono tornata a casa con una certezza: la prossima volta che taglierò una fetta di Auricchio, per un aperitivo con gli amici o per arricchire una ricetta del cuore, non sentirò solo il gusto di un formaggio straordinario, ma la passione dei casari, la forza di una famiglia che ci crede da un secolo e mezzo e la bellezza di una storia italiana che continua a sognare in grande.
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