tumore al seno e sessualità 3 minuti di lettura

Vivere la sessualità durante (e dopo) un cancro al seno: parliamone

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Una patologia che, oltre alle note difficoltà nella vita in generale, comporta delle criticità anche nella vita sessuale. Tuttavia di questo aspetto non se ne parla mai. Leggi l’articolo per saperne di più. 

Secondo i dati del ministero della salute, relativi al 2022, in Italia ci sono state 55700 nuove diagnosi di tumore nelle donne. Il carcinoma mammario, infatti, è la neoplasia più diagnosticata nel genere femminile. Non rappresenta solo una sfida per la salute fisica, nonostante sia la parte dominante chiaramente, ma può avere un impatto profondo sulla sfera emotiva e sessuale delle persone. 

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La sfida del tumore al seno

“Mi chiamo Alessandra e all'età di 48 anni mi hanno diagnosticato un cancro al seno. Quando mi hanno comunicato che mi sarei dovuta operare ero incredula. Non pensi mai che il male del secolo possa colpire te. In quel momento mi sono vista scorrere l'intera vita davanti a me.”

Queste sono le parole di Alessandra, una volontaria di Komen Italia, organizzazione basata sul volontariato, nata nel 2000 e in prima linea nella lotta ai tumori del senoIl tumore del seno (o carcinoma mammario) è un tipo di tumore in cui le cellule del seno si dividono e crescono in maniera incontrollata all'interno della ghiandola mammaria. A seconda dello stadio, la malattia può essere localizzata o diffondersi ai tessuti circostanti e ad altre parti del corpo. Le possibilità di cura e di guarigione dipendono dallo stadio in cui la neoplasia si trova al momento della diagnosi e dalle sue caratteristiche biologiche

Dal momento in cui si riceve la diagnosi, quindi, inizia una vera e propria “lotta” (così viene definita spesso da chi la affronta), verso la sconfitta del tumore. Il percorso di cura prevede una serie di interventi medici che coinvolgono la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. Tali interventi, tuttavia, possono avere degli effetti negativi sulla vita sessuale della persona e purtroppo nella maggior parte dei casi non vengono considerati e trattati nel modo corretto.

Gli effetti della cura

Chiaramente, curarsi è necessario e può salvare la vita e fortunatamente esistono delle terapie molto efficaci. La mortalità, infatti, sta progressivamente diminuendo negli ultimi 25 anni e, se scoperta nelle fasi iniziali, il tasso di guarigione di questa patologia è del 90% (dati Komen). Le cure, però, lasciano in chi le affronta dei residui nel corpo e nella mente. Anche una volta concluse. Chiaramente, come scrivevo poco fa, il trattamento varia a seconda dello stadio e delle caratteristiche della patologia e di conseguenza variano anche gli effetti sulla vita sessuale e psicologica della persona.

Partirei dalla chirurgia e dall’impatto che essa può avere sull’immagine corporea della donna. In alcune situazioni, si procede alla mastectomia, totale o parziale e, come si potrà intuire, questo influenza l’immagine e la percezione che la persona ha di sé. L’asportazione totale o parziale del seno può avere un impatto negativo sull’autostima che, a sua volta, influenza in senso negativo la sessualità. Non bisogna dimenticarsi il tema della secchezza vaginale. Le cure come la radioterapia e la chemioterapia possono causare un decremento della lubrificazione. A causa di questo (e non solo) il desiderio sessuale diminuisce e aumenta il rischio di provare dolore e/o fastidio durante l’interazione sessuale. 

La psicologia delle cure 

Nel paragrafo precedente ho accennato agli effetti che le cure per il carcinoma mammario possono avere sulla salute fisica della persona. Tuttavia, tali effetti non riguardano solo la parte fisica, bensì anche la componente psicologica. In primo luogo, la diagnosi e il trattamento del tumore al seno sono correlate con la possibilità di sviluppare ansia e depressione. Una diagnosi di tumore, infatti, è paragonabile a un lutto e porta la persona ad attraversare tutte le fasi caratteristiche di una perdita. Vivere tali stati emotivi influenza negativamente la sessualità.

Inoltre, un elemento che non viene quasi mai considerato è il partner. In questa particolare fase della vita, la persona che si prende cura di chi soffre della patologia svolge un ruolo fondamentale nel recupero. Tuttavia, questi individui possono vivere degli stati emotivi davvero spiacevoli che possono generare profonde difficoltà. In questo modo, anche la relazione di coppia può essere messa a dura prova e, in egual misura, anche la vita sessuale tra i partner. Quindi, quando si parla e ci si occupa di cancro del seno non bisogna dimenticarsi delle ripercussioni che questo può avere sulla salute non solo fisica della persona, ma anche sugli altri fattori che la circondano. 

La sessualità dimenticata

Le persone affette da carcinoma mammario descrivono la loro vita come messa in standby. Prima di tutto il resto viene la malattia e loro e tutti si dimenticano del fatto che sono delle persone con dei bisogni da soddisfare. Anche in ambito sessuale. Dimenticarsi di questa parte, infatti, incrementa quelle difficoltà intrinseche della malattia che ho appena descritto.

Mettere la polvere sotto al tappeto omettendo il dialogo con la paziente su questo tema non risolverà la situazione, anzi.  Prendiamo ad esempio il caso di una paziente di nome Maria (nome di fantasia) che ho seguito recentemente. Maria è affetta da tumore mammario e desidera avere delle interazioni sessuali con il proprio partner, ma lamenta un calo di lubrificazione. Il medico che l’ha seguita, però, non è adeguatamente formato sul tema e non si è fatto carico di questa sua necessità, rispondendo con un generico “ora non è importante, ci penserai poi”. Per Maria però il sesso è importante e non vuole aggiungere sofferenza in un momento così delicato della sua vita. Vuole avere il diritto di godere di quella parte piacevole e di avere delle risposte in merito. Maria va informata che il calo della lubrificazione è fisiologico in questo momento e che può adottare delle soluzioni se lo desidera, come l’utilizzo di un buon gel lubrificante. È giusto che Maria, e tutte le donne che come lei hanno un carcinoma mammario, si possano riappropriare di quella parte della vita, con le informazioni di cui hanno bisogno, senza relegare questa dimensione nel dimenticatoio. Anche perché, si ricordi, il benessere mentale contribuisce al recupero dello stato di salute. E la salute sessuale contribuisce al mantenimento del benessere mentale. Quindi, ovviamente senza tralasciare le cure salvavita, perché dimenticarsi di questa parte?