supersex 2 minuti di lettura

Supersex: il racconto di un’epoca storica che fatichiamo a superare

Rocco Antonio Tano, in arte Rocco Siffredi, racconta i retroscena di una vita idealizzata dai più come “il sogno di tutti gli uomini”. Ma cosa ha significato il porno nella sua vita? E cos’era il sesso nell’epoca delle cassette? Scoprilo nell’articolo. 

Nella serie originale Netflix, Alessandro Borghi veste i panni di Rocco Siffredi e inscena, con estrema bravura, che cosa abbia significato essere Rocco. Ebbene sì, perché basta dire Rocco che, in tutto il mondo, si possa comprendere di chi si parli, come lo stesso Siffredi dichiara in alcune interviste rilasciate.

Accettare sé stessi e i propri demoni interiori: la lezione di Naruto secondo Alberto Malanchino

Ma chi è Rocco? 

Rocco Antonio Tano nasce ad Ortona, in provincia di Chieti. Cresce nel contesto delle case popolari. Ambientazione in cui incontra le difficoltà economiche, i lutti familiari, la depressione materna, la disabilità del fratello e l’educazione cattolica. Come si vede nella serie e come lo stesso conferma, la madre desiderava diventasse sacerdote. Ad un certo punto entra nella sua vita quello che nella serie è il giornalinoSUPERSEX” e attraverso quelle pagine si dà la possibilità di “volare”, come lui stesso dichiara. Il porno, attraverso quelle immagini, diventa un modo per evadere e sognare una vita diversa. Da quel momento inizia una scoperta di questo percorso esperienziale, che continuerà a Parigi e in giro per il mondo. 

Il suo rapporto col sesso, come lui stesso racconta, è una relazione che soltanto successivamente riconosce essere di dipendenza. Il sesso diventa qualcosa di cui non può più fare a meno. Racconta, ad esempio, di una scena che avviene il giorno dopo il funerale della madre, con una signora che lo conforta per il lutto. Nella serie la scena viene modificata e si vede una fellatio al cimitero di fronte alla tomba della madre. Nella realtà, invece, non è avvenuta nessuna fellatio, ma un’eiaculazione incontrollabile mentre si trovava in braccio alla signora a piangere. Il sesso come espressione emotiva, dunque. Il sesso come panacea di un dolore. Infatti, in un’intervista al basament, Rocco dice “se non avessi fatto porno, avrei sofferto di depressione”.

Il sesso in quegli anni

Nella serie originale Netflix emerge quella che è la visione della pornografia e del sesso di quegli anni

Anni in cui di sesso non si parlava quasi mai, se non per le morti di AIDS a cui si assisteva. Lo stesso Siffredi racconta di aver perso un caro amico, Franco Caracciolo, per questa malattia. Malattia stigmatizzata ed esorcizzata nella serie attraverso un bacio tra Borghi e Pirrello, che interpreta Caracciolo. 

Anni in cui la donna è un oggetto, alla mercé del piacere maschile. Un’epoca storica di cui ci portiamo ancora gli strascichi e che ancora fa parlare di sé, purtroppo. Un’epoca in cui si è imparato che il sesso era degli uomini e non delle donne

Come dice lo stesso Rocco in un’intervista, è lecito domandarsi che cosa sarebbe successo se fosse stato di sesso femminile. Dopotutto sono gli anni, ma ahimè lo sono ancora, del se sei un uomo e vai a letto con tante donne sei "un figo” mentre se a fare lo stesso è una donna, è una “facile”.

[[ge:kolumbus:alfemminile:1250625]]

La rappresentazione del femminile

Una magistrale Jasmine Trinca interpreta Lucia, personaggio di finzione, che fa da fil rouge a tutti gli episodi. È l’oggetto del desiderio di tutti in paese ed è fidanzata con Tommaso (Adriano Giannini), il fratello di Rocco. 

La madre di Rocco la definisce come “una poco di buono” (per utilizzare una parafrasi) e il suo personaggio incarna una visione del femminile purtroppo ancora attuale. Inizialmente Rocco la scopre mentre ha un rapporto con un ragazzo e il fratello picchia quest’ultimo. Successivament,e durante il periodo parigino, Siffredi scopre che lavora come sex worker. Alla sua domanda “perché lo fai”, lei risponde “lo faccio perché mi piace”. Tuttavia, non è così. Lucia è vittima di una forma mentis difficilmente scardinabile. L’esercizio del potere maschile sulla libertà femminile. Perché è proprio Tommaso a darle questo ruolo e ad essere il suo carnefice. Una relazione in cui amore, possesso e violenza si intrecciano. Come spesso accade.