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Il mio partner non viene: sono io il problema?

L’orgasmo è l’obiettivo, direbbero tante persone. Il fine ultimo da raggiungere durante un’interazione sessuale. Senza quel finale, l’intera esperienza va riscritta, o non vale abbastanza. Eppure, l'epilogo scoppiettante può anche non esserci. Perché? Scopri nell’articolo per quali motivi può accadere. 

Il mio partner non viene: sarò io il problema 

La sessualità caratterizza, in un modo o in un altro, le vite di ognuno. A prescindere dall’essere, o meno, in una relazione. Tuttavia, quando si vive questo aspetto della propria esistenza condividendolo con un’altra persona, si entra in contatto con un insieme di variabili che impattano su essa. Nel caso dell’orgasmo, ad esempio, quando un partner non riesce a raggiungerlo, si innescano nell’altra persona una serie di variabili fatte di dubbi, incertezze e tensioni che possono essere faticose da gestire. 

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La complessità dell’orgasmo

L’orgasmo è uno stato psicofisico che porta l’individuo ad esperire il massimo grado di piacere erotico e sessuale. Rappresenta una condizione estremamente soggettiva, che può variare di volta in volta e coinvolge aspetti psicologici, corporei, emotivi, relazionali e socio culturali.
Quando si parla del piacere e dell’orgasmo delle persone di sesso maschile (ossia, coloro che biologicamente nascono con i caratteri maschili), bisogna fare una distinzione importante. L’orgasmo, il piacere e l’eiaculazione sono fenomeni distinti, non sono la stessa cosa, anche se spesso si sovrappongono temporalmente. 
Il piacere è una sensazione, non solo fisica, che si sperimenta durante tutta l’interazione sessuale. Ci si sente bene e piace quello che si sta facendo. L’orgasmo, invece, è un piacere più intenso, non solo da un punto di vista psicologico, ma anche fisico. Infatti, vi sono dei cambiamenti fisiologici nel corpo tra i quali potrebbe esserci anche l’eiaculazione. 
E qui, però, si arriva all’errore che si commette più di frequente. Ossia, considerare l’eiaculazione (vale a dire l’espulsione di liquido seminale) un fenomeno esclusivamente conseguente all’orgasmo. Non è così, invece, perché sono vicini temporalmente, come scrivevo, ma indipendenti. Infatti, può esistere orgasmo senza eiaculazione, così come eiaculazione senza orgasmo.

Non sei tu, davvero

L’orgasmo e/o l’eiaculazione possono anche mancare durante un rapporto e questo è più comune di quanto si pensi. Molte persone, infatti, possono provare piacere intenso e soddisfazione anche senza raggiungerli. E non c’è nulla di male. Nessun rapporto che è “andato male” o “non riuscito”. Per questo motivo bisognerebbe slegarsi dal concetto di "performance sessuale", altrimenti il rischio è quello di sperimentare frustrazione e insoddisfazione anche in situazioni dove si è provato comunque molto piacere. Effettivamente, l’eventualità che non sia possibile in alcuni casi (è più comune di quel che si pensi!) non rappresenta un problema, se non fosse per le aspettative individuali di chi partecipa al momento. 

Al contrario, ci sono dei casi in cui l’assenza di orgasmo e/o di eiaculazione configura una disfunzione sessuale che merita la giusta attenzione clinica. E le cause alla base sono complesse, nel senso che sono molteplici e derivanti da diverse classi. 
Non raggiungere l’orgasmo e soffrire di quella che in sessuologia si chiama “eiaculazione ritardata o impossibile” dipende da diverse motivazioni che poco, molto poco, hanno a che vedere con la domanda “sono io il problema?”, che si pone il partner. 
Innanzitutto, vi sono le cause fisiche, come ad esempio, l’aver subito interventi chirurgici, l’assunzione di particolari classi di farmaci o soffrire di determinate patologie cardiache. 
Tra quelle psicologiche, invece, diversi fattori spiegano il perché possa accadere. Questi sono, ad esempio, lo stress, l’ansia, la depressione e la bassa autostima; ma anche, episodi di traumi o abusi accaduti in passato. 
Chiaramente, quando scrivo “ansia”, mi riferisco anche all’ansia da prestazione che si genera nel caso in cui si viva il rapporto come una performance. Infatti, in questo caso, si instaura un circolo vizioso in cui, se non si riesce a “venire”, si avverte la pressione, che incrementa l’ansia e che, a sua volta, aumenta la probabilità che il rapporto non vada come si desidera. E così via, in un ciclo che si autoalimenta. 

Certo, anche i fattori relazioni hanno un ruolo. La paura di essere giudicati, le incomprensioni o la mancanza di comunicazione non sono facilitatori del piacere sessuale. Il fatto che nella relazione prevalga l’emozione della rabbia, che non si presti attenzione ai bisogni dell’uno e dell’altro o che non ci di chiede che cosa si preferisca durante il rapporto. Tuttavia questi fattori si inseriscono in una relazione, non sono responsabilità unica di uno dei due partner (tralasciando le relazioni disfunzionali). Pensare che la “colpa” sia solo di una delle due persone non corrisponde alla verità. Le variabili sono sempre molte e complesso è l’intreccio. Raramente, infatti, è solo una di queste, tranne nei casi di quelle fisiche, come l'assunzione di farmaci. 

Alcuni farmaci sono la causa dell'assenza di orgasmo. 

Quindi, io non posso fare nulla? 

Ma certo, la sessualità è (anche) condivisa in una relazione e quindi è lecito domandarsi se c’è qualcosa da fare o migliorare. Il suggerimento è quello di parlarne con il partner e capire come la viva, se con disagio o meno, e se sente il bisogno di un supporto professionale
Inoltre, ci si può porre delle domande, come: “c’è abbastanza intimità emotiva nella coppia? C'è comunicazione aperta sui desideri e le preferenze sessuali? Esistono problemi non risolti che potrebbero influenzare la nostra vita sessuale?”. E, soprattutto, dimenticarsi che la responsabilità sia esclusivamente la propria. Non è così. Infine, ma non per importanza, non far sentire sbagliato il partner e non mettere pressione affinché lo raggiunga. Di certo non aiuta il piacere!