Ninfomania, PSAD e iper sessualità: le persone pensano che siano sinonimi, ma non è assolutamente così.
Perchè il termine ninfomania è desueto e stigmatizzante? Che cosa sono la PSAD e l'ipersessualità? Scopriamolo insieme e approfondiamo le differenze in questo articolo.
Il termine ninfomania deriva dal greco antico nýmphē che vuol dire "sposa" e nella mitologia è anche il nome di una divinità femminile, e “mania”, che si riferisce a un tipo di follia. Questo termine, che oggi, purtroppo, viene usato a scopo dispregiativo per definire una donna a cui piace avere rapporti, in ambito clinico non esiste più. Questa etichetta è stata rimpiazzata da PSAD e ipersessualità.
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Che cos’è la PSAD?
La PSAD (disturbo da eccitazione sessuale persistente) possiamo definirla come una persistente eccitazione sessuale genitale (congestione, pulsazione, lubrificazione vaginale) percepita come spontanea, intrusiva e non gradita, che si presenta in assenza di desiderio e di interesse sessuale.
Ciò che le persone generalmente pensano è che, come nel caso in cui non vi sia presenza di PSAD, per placare i sintomi sia sufficiente avere un rapporto sessuale o masturbarsi e raggiungere un orgasmo. Se ci si fa caso, infatti, i correlati fisici dell’eccitazione giungono alla fine dopo un rapporto sessuale. L’orgasmo è una “liberazione” in questo senso. Tutto il sangue che si è accumulato nei corpi cavernosi defluisce. Nel caso della PSAD però questo non accade. Infatti, lo stato di eccitazione fisica persiste per ore, giorni o più, nonostante il raggiungimento dell’orgasmo. Lo stesso vale per il raggiungimento di più orgasmi. Lo stato di eccitazione può non placarsi anche in quel caso.
Questo stato di eccitazione, chiaramente, comporta un disagio notevole per chi lo vive perché si attiva anche in contesti non consoni. Spesso chi ne soffre si eccita anche a causa delle vibrazioni dell’auto ed è costretta a masturbarsi durante il tragitto.
Tornando al termine ninfomania, nell'accezione denigratoria, una situazione come questa potrebbe essere etichettata come “fantasia sessuale” o essere interpretata con disprezzo. Tuttavia, non c’è nulla da disprezzare o da intendere come fantasia. La PSAD è una disfunzione sessuale che arreca sofferenza a chi ne soffre e a chi le sta attorno. La sensazione è quella di essere dominate da un sintomo pervasivo che influenza la vita quotidiana.
Che cos’è l’ipersessualità?
L’ipersessualità, invece, si differenzia dalla PSAD perché non riguarda l’eccitazione sessuale, ma il desiderio sessuale.
In questo caso ci sono due possibili scenari clinici. Da un lato, una situazione in cui la persona ritiene che l’aumento di desiderio sia una naturale espressione della sua sessualità, interpretando come positivo il proprio desiderio elevato, non vivendolo con disagio.
Dall’altro, una persona il cui desiderio sessuale è eccessivo e, quindi, disturbante e non in linea con la normalità. Anche in questo caso il vissuto e la soddisfazione relativi ai rapporti non sono positivi. I rapporti si ricercano con voracia, un po’ come quando si mangia per abbuffarsi, non per il piacere di farlo.
Come comportarsi in presenza di PSAD e ipersessualità?
La PSAD e l’ipersessualità (quando vissuta con disagio e quindi egodistonica), sono condizioni cliniche che necessitano di una presa in carico multidisciplinare.
Possono essere causate dall’assunzione di alcune classi di farmaci o di droghe, alla lesione della corteccia frontale oppure alla presenza di un disturbo della personalità.
A seconda di quella che è la causa scatenante, la terapia prevede approcci differenti.
Nel caso in cui siano causate dall’assunzione di un farmaco, ad esempio, si valuterà se è possibile interromperlo e ci si occuperà da un punto di vista psicologico di affrontare il disagio personale e/o relativo ai contesti di vita che sono stati intaccati dalla condizione clinica stessa, nonché al supporto relativo alla presa in carico farmacologica.
Nel momento in cui la persona vive con disagio la presenza di eccitazione e desiderio persistenti, un consulto professionale è sempre la scelta migliore. Come dichiara l’OMS, il benessere sessuale è direttamente collegato al benessere delle altre aree della vita.
Perché diciamo basta alla denigrazione
Come sottolineato in questo articolo, di ninfomania non si parla più. È un termine desueto e stigmatizzante.
La PSAD e l’ipersessualità egodistonica, sono condizioni cliniche che, come detto, arrecano un profondo disagio alla persona ed al suo contesto. Infatti, sarebbe come stigmatizzare una persona che soffre di diabete!
Non ha senso stigmatizzare e/o giudicare nemmeno quella condizione di ipersessualità che non arreca disagio né a sè né agli altri. Storicamente una persona che ha un desiderio sessuale molto alto, soprattutto se di genere femminile, è stata considerata negativamente e vista come “una poco di buono”.
La sessualità è libera e può essere vissuta come si desidera, specialmente se non arreca danno alcuno.