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Niente sesso? Niente relazione: sette persone su 10 sono pronte a lasciarsi

Una serie di ricerche e sondaggi esplora l'importanza che le persone attribuiscono al sesso nelle loro relazioni: sono sette su 10 a pensare che sia "determinante"

Premesso che esistono persone asessuali (ne abbiamo parlato qui), per tutte le altre, quanto conta il sesso all'interno di una relazione? Stando a più ricerche condotte sia in Italia che all'estero, la risposta è "moltissimo". Anzi, per sette persone su 10 non c'è motivo che la relazione vada avanti nel momento in cui il sesso viene a mancare. Ma il desiderio, si sa, non è una linea dritta.

Piacere sessuale femminile: l'importanza di parlarne e viverlo (senza vergogna)

il sesso durante la relazione e nella relazione successiva

Una delle più iconiche frasi pronunciate dal personaggio di Samantha Jones in Sex and the city è "il sesso è il termometro che indica la temperatura di una relazione". Per molte persone è realmente così: l'intesa sessuale, il desiderio verso il / la partner e viceversa, la frequenza con cui si fa sesso sono fondamentali per la tenuta della storia che si vive, anche se di natura non solo erotica ma anche romantica. Insomma senza sesso, niente relazione. Se il sesso viene a mancare o se il desiderio diminuisce, si chiude anche il resto.

Andando con ordine: una persona su due (49,6 per cento), entrando nel merito della sfera erorica della propria relazione, racconta la presenza di desiderio sessuale che però è stato compromesso a un certo punto del percorso, tre persone su 10 affermano di aver vissuto una forte intesa, il 13,3 per cento parla di libido per un solo membro della coppia, mentre pochissime persone, solo il 2,4 per cento, segnalano la totale assenza di desiderio sessuale per entrambi. Sette persone su dieci (69 per cento) sostengono che la sfera sessuale abbia svolto un ruolo determinante nella fine della relazione.

Questi dati sono emersi dall'indagine svolta da Wovo, realtà tutta italiana dedicata al benessere sessuale, che ha interrogato le persone coinvolte sulla fine di una relazione, rispetto a quanto (e se) il bagaglio che ci si porta dietro sia legato alla sfera intima. E se lo è, lo è talmente tanto da svolgere un ruolo determinante nella rottura? E negli incontri successivi?  In sostanza come abbiamo visto sette persone su 10 attribuiscono proprio all’attività sessuale la crucialità nella fine della storia mentre sei su 10 (il 58,6 per cento) riscontrano importanti criticità quando si rimettono in gioco in una relazione successiva: dai problemi emotivi fino alle disfunzioni fisiologiche, sono problemi che persistono nel 43 per cento dei casi.

nuove relazioni, ma spesso niente orgasmi

Dall’indagine emerge, inoltre, che ben il 52,9 per cento si rimette in gioco entro tre mesi dalla rottura e nel 33 per cento dei casi avviene per caso, mentre nel 56,1 per cento accade volutamente attraverso la ricerca di incontri continuativi o sporadici, soprattutto utilizzando apposite dating app, solo lo 0,8 per cento torna con l’ex. Il ritorno alla vita sessuale dopo una relazione comporta la presenza di importanti difficoltà per il 58,6 per cento delle persone. Tra le problematiche più segnalate, emergono: totale distacco dalla situazione o dalla sfera intima propria e altrui, disagio emotivo, pensiero al precedente partner, incapacità di provare piacere o di raggiungere l’orgasmo, ansia da prestazione, disfunzioni fisiologiche, senso di colpa, fino al disprezzo per se stessi o per il nuovo partner. Il 59,1 per cento attribuisce l’insorgere delle difficoltà alla precedente relazione e, nel 43,2 per cento dei casi, queste persistono per diversi mesi.

sesso, età, vicinanza: cosa conta davvero in una relazione?

I fattori predittivi rispetto alla fine, o alla durata, di una relazione sarebbero età, soddisfazione sessuale, durata della relazione e vicinanza interpersonale. Uno studio ha analizzato le variabili che determinano la soddisfazione delle persone coinvolte in una relazione partendo dalla teoria dei tre fattori dell'amore di Sternberg. Secondo la teoria, l'amore è costituito da tre elementi: intimità, impegno e passione. Intesa come un sentimento di vicinanza e connessione con il partner, l'intimità conferisce a una relazione romantica un'esperienza di calore e senza questa componente essenziale, dopo un po' di tempo inizia ad apparire nella relazione una sensazione di vuoto e mancanza di desiderio di continuare la relazione che non è più soddisfacente.

L'impegno, decifrabile anche dall'ufficialità della relazione è costituito dalla decisione consapevole di rimanere in una relazione e di mantenerla in futuro. L'impegno è modellato dalle azioni intraprese, costituite da tutti i tipi di sforzi fatti per sostenere la relazione e la sua stabilità, come la decisione di andare a vivere insieme. D'altra parte, la passione si riferisce all'attrazione fisica verso il / la partner. L'aspetto sessuale di una relazione è un elemento chiave soprattutto nelle prime fasi di una relazione.

Quando l'eccitazione sessuale inizia a diminuire gradualmente con l'aumentare dei livelli di stabilità, la relazione inizia a perdere il suo calore e diventa più un'amicizia, che per molte persone è associata a un senso di esaurimento nella relazione. In sintesi, Sternberg sostiene che tutte e tre le componenti sono necessarie per sperimentare la piena soddisfazione della relazione.

Un'indagine condotta nel Regno Unito registra d'altro canto che oltre un quarto (29 per cento) delle persone coinvolte nella survey è impegnato in una relazione "senza sesso" (nessun sesso nell'ultimo anno o meno di 10 volte nell'ultimo anno). Il 20 per cento afferma di aver fatto sesso meno di 10 volte e l'8 per cento afferma di non aver fatto sesso per niente negli ultimi 12 mesi.

L'età sembra giocare un ruolo importante: il numero di persone che affermano di avere relazioni senza sesso è in costante crescita attraverso le fasce d'età. Il 18 per cento degli intervistati che non fa sesso comunque ha meno di trent'anni, il 47 per cento più di 60. Il "grande balzo" nelle relazioni senza sesso tra le persone quarantenni e le sessantenni potrebbe essere dovuto alla menopausa, che avviene in media a 51 anni e può essere associata a un disagio fisico ed emotivo. Quasi un terzo (32%) delle over 60 afferma di aver perso la libido dalla menopausa, e le over 60 hanno una probabilità significativamente maggiore rispetto alla media di dire che vorrebbero fare meno sesso (11%). Il 3% delle over 60 afferma che i loro partner vorrebbero fare meno sesso. I giovani invece hanno un tema di accettazione del proprio corpo: solo il 14 per cento di chi ha 60 anni o più, e che fanno meno sesso di quanto vorrebbe, ha dichiarato di essere in imbarazzo per il proprio corpo, rispetto al 37 per cento degli under 30.

il sesso conta "di più" per gli uomini?

No. Il sesso non è intrinsecamente più importante per gli uomini rispetto alle donne o agli altri generi. Gli uomini hanno solo più probabilità di parlarne apertamente perche culturalmente, per secoli, l'educazione rispetto a cosa dire e a cosa fare e pensare è stata diversa a seconda del genere: alle donne è stato detto che non era opportuno mostrarsi interessate al sesso.È vero che in media gli uomini tendono ad avere livelli di testosterone più alti rispetto alle donne e il testosterone ha un ruolo nel desiderio e nel funzionamento sessuale. Ma il desiderio sessuale è qualcosa di molto più complesso. Gli uomini, come tutta l'umanità, non sono un monolite: alcuni uomini avranno più voglia di fare sesso di altri e ci sono sicuramente relazioni tra uomini e donne in cui sono le donne ad avere un desiderio sessuale più forte. 

Dare un genere al desiderio sessuale significa estendere la cultura sessista che controlla i corpi delle donne e mette al centro le esigenze degli uomini, anche nelle relazioni. Sostenere la narrazione che gli uomini vogliono fare sesso e le donne no significa limentare degli stereotipi violenti che influenzano il modo di agire, pensare e persino di sentire dentro a una società che ha dei ruoli prestabiliti.