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Il piacere ha diverse forme: ecco perché è importante rivalutare l’importanza dei preliminari

“Il sesso senza penetrazione è incompleto”. Sono tante le persone a pensarla così. Spesso, infatti, quando chiedo di parlarmi dell’ultimo rapporto sessuale ad un paziente, difficilmente mi parla di ciò che non è penetrazione. Ma tutto ciò che non la comprende è comunque sesso?  

Soprattutto nelle relazioni eterosessuali, la penetrazione ha un ruolo decisamente centrale. Sembra quasi che nel caso in cui questa non ci sia, l’interazione sessuale venga in qualche modo svalutata. Mi capita spesso di sentir chiamare un rapporto “completo” se e solo se è inclusa anche la penetrazione. 

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Perché dobbiamo smetterla di chiamarli preliminari

Secondo la Treccani, il termine “preliminare” si riferisce a ciò che “ha carattere, valore, funzione di preparazione, introduzione, premessa necessaria a ciò che sarà detto, fatto o svolto in seguito”. Ma che cos’è che dev’essere svolto in seguito? La penetrazione? E perché dev’essere necessariamente così?
Considerare i preliminari come una mera introduzione è altamente riduttivo. Ciò che accade in quei frangenti, è già di per sé avere un rapporto. Inoltre, i rapporti sessuali dovrebbero essere liberi e spontanei, non ha senso renderli una performance con tanto di scaletta

Se chiedessi ad un mio paziente quali sono i preliminari, mi parlerebbe sicuramente del sesso orale e, probabilmente, della stimolazione manuale. Tuttavia, i modi per avere un rapporto sessuale indipendente dalla penetrazione sono ben più di questi. Basti pensare a quante zone erogene possiede il nostro corpo. Infatti, possiamo considerare come rapporto sessuale anche la stimolazione del seno, i baci lungo la schiena, i baci appassionati, l’utilizzo dei sex toys, i massaggi, e molto altro. 
Anche se sono sicura che mentre leggi questa lista starai pensando “a me tutto questo serve solo come preludio”. E va bene così, se ti fa stare bene, ma vorrei non si guardasse alla sessualità con uno sguardo “riduzionista”, vorrei si lasciassero aperti mondi che ancora vanno esplorati, ma che possono essere molto soddisfacenti

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Le diverse forme della soddisfazione 

Quando scrivo che possono essere più soddisfacenti, lo scrivo perché alla base vi sono numerose evidenze scientifiche. Evidenze sull’erotismo del tocco del corpo, sulla possibilità di raggiungere l’orgasmo con la stimolazione del seno, o delle ascelle (si è possibile!) o sul fatto che il clitoride, sia estremamente ricettivo agli stimoli.

Prendiamo quest’ultimo esempio. Grazie ad una ricerca recentissima, condotta nel 2022 dal dott. Blair Peters, sappiamo che il clitoride ha più di diecimila fibre nervose. Durante la penetrazione quest’organo viene stimolato indirettamente, perché una parte della sua struttura “abbraccia” l’ingresso del canale vaginale. Tuttavia, durante il sesso orale, lo sfregamento o la stimolazione manuale può stimolare direttamente il glande del clitoride che è l’unica sua parte visibile (e stimolabile direttamente, perché scoperta) dall’esterno. Questi dati ci spiegano perché la maggior parte delle persone con un corpo biologicamente femminile raggiungono l’orgasmo con la stimolazione esterna. Sei ancora dell’idea che la penetrazione sia tutto?

I preliminari come piano b

Nel mio lavoro come sessuologa clinica, incontro spesso pazienti che soffrono di disfunzioni erettili o di deficit erettivi, non classificabili come una vera e propria disfunzione erettile. Ciò che mi raccontano, con molta tristezza, è che utilizzano i preliminari (uso questo termine nonostante quanto scritto nel paragrafo precedente per praticità di scrittura), come “ripiego”. Siccome il loro pene non “funziona come dovrebbe”, utilizzano i preliminari come piano b. 
Capirai bene che non sono un piano b. Lo sono solo se la penetrazione diventa centrale. Ma cosa sarebbero se non fosse così? Un rapporto sessuale vero e proprio. E l’effetto collaterale, benefico, sarebbe quello di abbassare le aspettative legate alla penetrazione e, quindi, l’ansia da prestazione.
“Si ma dottoressa, se non abbiamo un rapporto sessuale non piacerò”. Dentro questa frase è racchiuso tutto il senso di questo articolo. Se non c’è penetrazione non è un rapporto sessuale, perché non è completo. Ma questa non è che una credenza non veritiera, oltre ad essere fonte di ansia. Non voglio dire che la penetrazione vada bannata, ovviamente. Può piacere e può costituire una parte del piacere. Tuttavia, vorrei ci slegassimo dall’idea che sia centrale. Tutto ciò che non è penetrazione va benissimo e nessuno ti giudicherà. L’obiettivo è condividere un momento e stare bene. Quindi, se entrambi provate piacere, cosa cambia se ci sia o meno penetrazione?
Inoltre, sempre nei casi legati alle disfunzioni sessuali, le altre forme di interazione sessuale sono un modo per vivere il momento con più lentezza, esplorando i corpi, e per abbandonarsi più facilmente

Chiederli e proporli senza vergogna 

Come sempre nel sesso, parlare è fondamentale. Parla apertamente con il partner per far capire meglio i tuoi desideri e le tue preferenze. Come ho scritto, preferire ciò che non è penetrazione non è negativo e non c’è nulla di male in questo. Esplora insieme al tuo partner nuove forme di piacere e nuovi modi di stare insieme. Ne guadagnerete tutti!
“Ti va di scoprire come funzionano i nostri corpi?”, oppure “Ti va di toccare il mio corpo ed esplorarlo?”. Sono tante le modalità per comunicare un nuovo modo di condividere questo momento. L’obiettivo è divertirsi, no? Sbizzarritevi. Nessuno vi giudicherà. Come nessuno vi giudicherà se preferite le vacanze in montagna rispetto a quelle al mare. Sono preferenze e, quando agite con rispetto, non c’è nulla di male. Anzi.