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Edging: come intensificare il piacere

edging controllare l'orgasmo
edging controllare l'orgasmo  (getty images)
“Sto per venire, quindi mi fermo un attimo”. È l’edging, pratica sessuale che promette di intensificare il piacere. Ma come funziona e quali sono i benefici? Scoprilo nell’articolo.
di Erika Desambrois

Dall’inglese “edge”, che tradotto significa “bordo” o “margine”, l’edging è una tecnica che coinvolge il controllo volontario dell’orgasmo, con l’obiettivo di ritardarlo deliberatamente, giocando su ciò che Oscar Wilde direbbe essere “essa stessa il piacere”, ossia l’attesa. 

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Come si pratica l’edging?

Consiste nel raggiungere un alto livello di eccitazione sessuale, arrivando vicini al “famoso” punto di non ritorno, per fermarsi prima di raggiungere l’orgasmo. Fino ad arrivare poi all’orgasmo che, a quel punto, sarà più intenso. Un po’ come con una liberazione. Questa pratica può essere applicata sia durante la masturbazione che durante il rapporto sessuale con un’altra persona e, anche se generalmente è utilizzata maggiormente dalle persone di genere maschile, può essere sperimentata anche dalle donne.

Chiaramente il processo richiede che si conosca molto bene il proprio corpo e quelli che sono i segnali che preannunciano il punto di non ritorno.

I passaggi da seguire sono molto semplici. Si inizia l’interazione sessuale, o la masturbazione, e si raggiunge un livello di eccitazione molto alto. A quel punto ci si ferma e si aspetta un po’ di tempo, variabile a seconda delle preferenze, prima di iniziare nuovamente la stimolazione. Nuovamente, non appena si raggiungerà un livello alto di eccitazione, ci si ferma, si aspetta e si ricomincia. Il tutto può essere ripetuto più volte, a seconda di ciò che si predilige.

È una tecnica che si utilizza anche durante le terapie sessuologiche, col nome di “start and stop”, anche se lo scopo non è l’aumento del piacere, bensì viene utilizzata nei casi di eiaculazione precoce. In quella situazione il principio alla base è che ci si “allena” ad un rapporto più duraturo, ma, soprattutto, si apprende ad avere più controllo e consapevolezza dei segnali e delle sensazioni del proprio corpo. 

I benefici dell'edging sulla sessualità
I benefici dell'edging sulla sessualità  (getty images)

I benefici dell’edging

L’edging sta diventando sempre più diffuso perché le persone riportano di beneficiare di diversi vantaggi sia fisici che psicologici. Vediamone alcuni:

Orgasmi più piacevoli: sembrerebbe che da un punto di vista fisico ritardare l’orgasmo aumenti l’intensità. Anche da un punto di vista psicologico, attendere aumenta la piacevolezza percepita.
Migliore consapevolezza del corpo: praticare l’edging può aiutare a conoscersi meglio, ad ascoltarsi e a percepire che si può avere un controllo sul proprio corpo. Questo è molto utile soprattutto per le persone che soffrono di disfunzioni sessuali, come l’eiaculazione precoce, nella quale il controllo del proprio corpo sembra impossibile.
Migliora intesa con il partner: condividere una tecnica come l’edging sembrerebbe favorire l’intesa tra i partner, i quali, durante il rapporto, imparano a comunicare e a dirsi quando è il momento di fermarsi, quanto aspettare e quando riprendere. in una vera e propria collaborazione.
Rapporti più lunghi: grazie alle interruzioni ripetute, la durata complessiva del rapporto è maggiore e questo permette, eventualmente, di far provare al partner più orgasmi in un unico rapporto o di raggiungere un orgasmo simultaneo.

 

Attenzione: come sempre, le esperienze sessuali sono soggettive. Quindi non è detto che tutte le persone abbiano gli stessi benefici con la pratica dell’edging. In alcuni casi può non piacere e può essere percepita come frustrante. L’ascolto di sé e dell’altro è sempre fondamentale, a prescindere da ciò che si sente dire riguardo qualcosa.

Le precauzioni da adottare

Sebbene i benefici di questa pratica sembrerebbero numerosi, ci sono alcune precauzioni da adottare, con lo scopo di vivere meglio l’interazione con l’altro o la sperimentazione con se stessi. Innanzitutto la parola d’ordine è “rispetto”. Ossia, il rispetto dei tempi del proprio corpo e di quello dell’altra persona. In alcune occasioni, infatti, il corpo potrebbe aver bisogno di meno tempo perché in alcuni momenti una durata troppo lunga potrebbe generare stress o disagio.

Un’altra precauzione riguarda la comunicazione. Se la comunicazione col partner è uno dei benefici dell’edging, questa è anche uno dei prerequisiti. Quando questa tecnica viene messa in pratica con un’altra persona è fondamentale mantenere una comunicazione aperta e onesta. Entrambe le persone devono sentirsi a proprio agio nell’adottare questa modalità.

Inoltre, in alcuni casi, fermarsi prima del raggiungimento dell’orgasmo potrebbe rendere più difficoltosa la ripresa del rapporto richiedendo diverso tempo per raggiungere nuovamente un alto livello di eccitazione. Chiaramente, questo potrebbe generare frustrazione e annullare tutti i benefici di questa tecnica. Datevi tempo e non pretendete di praticare fin da subito per diversi cicli e per molto tempo l’edging. Si può iniziare fermandosi per pochi secondi e riprendendo subito, per poi via via aumentare il tempo.
Il consiglio, tra l’altro, per tutti, è quello di non aspettare troppo tempo durante le fasi di interruzione e di non perdere eccessivamente l’eccitazione. Anche perché, come dichiarato dalla sessuologa Jennifer Litner: “se l’edging conduce una persona a sperimentare una perdita di eccitazione, che è spiacevole, può anche diminuire la motivazione ad avere rapporti sessuali”. 

Infine, nonostante questa tecnica sia spesso suggerita nei percorsi sessuologici per la terapia dell’eiaculazione precoce, evitate il fai da te. L’eiaculazione precoce infatti, ha un eziologia psicologica, ma anche organica. Quindi, prima di lavorare su essa, è necessario un attento inquadramento da parte di un professionista, che si prenderà cura di tutti i fattori e che, eventualmente, utilizzerà anche questa tecnica, ma non solo. Ridurre la terapia dell’eiaculazione precoce all’utilizzo dell’edging, può essere rischioso, perché si potrebbe correre il rischio di sottovalutare altre importanti variabili ritardando la risoluzione della disfunzione.