La spirale al centro di troppe storie (horror), tra dolore e cause legali
La spirale (o IUD) è l'anticoncezionale più efficace di tutti ma causa dolore, sanguinamento, disagio.
Ancora una volta, quando si parla di corpi delle donne, la medicina non si sforza di rendere le cose facili
Spirale, tra gioia e dolore (otto donne su dieci avvertono dolori invalidanti): all'indomani della notizia di una causa legale tutta italiana contro una spirale che avrebbe provocato gravi lesioni a migliaia di pazienti, ricuciamo gli studi sul tema dello IUD (intrauterine device in inglese o "dispositivo intrauterino") a partire da una inchiesta resa possibile dalle testimonianze di centinaia di donne che sul social TikTok hanno raccontato la loro personale esperienza con la spirale anticoncezionale.
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le storie horror di dolore e la verità sulla spirale
Intanto, perché ne parliamo: quasi 8 donne su 10 hanno segnalato del dolore che va da moderato a grave fino a molto grave a causa dell'inserimento dello IUD. Un dossier prodotto dal Washington Post mostra che i medici e staff sanitario sottovalutano il dolore accusato dalle donne durante l'inserimento dello IUD (sempre, quando si tratta di disagi legati alla salute riproduttiva delle donne) e infine, in uno studio su 200 donne registra come, da una scala da 0 a 100, la maggior parte ha segnalato un dolore medio di livello 65.
È noto a questo punto che le donne provano dolore durante l'inserimento della spirale, il che è la prima tra le preoccupazioni che potrebbero scoraggiare le donne stesse dalla scelta di questo particolare anticoncezionale. Un metodo che infatti, nonostante la conclamata efficiacia, viene utilizzato solo dal 21,4% delle donne in età fertile negli Stati Uniti, secondo un sondaggio del 2015, mentre alcune fonti italiane sostengono che in tutta Europa siano solo dal 10 al 30 per cento le donne ad avvalersene.
Sebbene siano stati studiati diversi metodi per alleviare il dolore per l'inserimento dello IUD, nessuno si è dimostrato efficace, incluso l'ibuprofene da prendere prima e la lidocaina per il post operatorio. Insomma non ne varrebbe la pena.
Non per nulla, l'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) ha riconosciuto in un parere ormai otto anni fa che l'inserimento dello IUD "è doloroso per molte donne" e a gennaio 2024 l'ente stesso ha ribadito tale parere, sottolineando che la ricerca non ha ancora trovato "una strategia efficace per mitigare il disagio". Sarebbe bello dire che è una novità ma sarebbe una bugia. La medicina è ancora molto indietro rispetto alla comprensione dei corpi femminili, la prova è che solo da pochissimo si è messa a studiarli. E se questo vale per le patologie che vanno oltre il sesso biologico, cosa accade quando si tratta di interventi o patologie legate esclusivamente al corpo delle donne? Pensiamo, per un istante, alla normalizzazione delle mestruazioni dolorose.
Ma rispetto allo IUD non abbiamo solo studi e ricerche: ci sono le voci delle donne. I ricercatori e le ricercatrici della Duke University hanno recentemente scandagliato il social TikTok seguendo l'hashtag #IUD. Hanno scoperto che quando le utenti condividono le loro esperienze, la maggior parte di esse si concentra sul dolore e su altri effetti collaterali invalidanti o almeno disagianti della procedura. Per la precisione, i contenuti video a tema generico "iud" hanno al centro un racconto negativo nel 37,8 per cento dei casi, (solo nel 19,4 per cento sono esperienze positive) e nel 27,6 per cento dei casi viene menzionata la sfiducia nei confronti degli operatori sanitari.
Dei video che raccontano invece le esperienze dirette delle pazienti, tutti sono negativi e il 96,8 per cento di essi evidenzia proprio il dolore, oltre ad altri effetti collaterali legati alla spirale. Ma non solo: i video che si trovano su TikTok spesso denunciano una mancanza di consenso informato che poi è centrale quando si parla di violenza sanitaria.
Lo IUD è uno degli anticoncezionali più efficaci della storia
Lo IUD è uno dei dispositivi contraccettivi più efficaci sul mercato: in passato la spirale veniva raccomandata soprattutto alle donne che avevano partorito perché si credeva, erroneamente, che fossero "pericolosi" per le giovani e per chi non aveva mai partorito.
Sono diventati popolari negli Stati Uniti quando in Italia erano vietati tutti gli anticoncezionali, ovvero negli anni Settanta, fino a quando i problemi con lo IUD Dalkon Shield portarono a una paura diffusa verso tutti i dispositivi intra uterini e all'idea sbagliata che fossero tutti pericolosi. Oggi gli IUD sono considerati sicuri ma è il micro intervento necessario a posizionarli a essere, per molte, fastidioso e doloroso.
Si inserisce uno speculum e quindi utilizzando un tenaculum, un dispositivo che somiglia a un paio di forbici con estremità uncinate, si stabilizza la cervice prima di inserire la spirale nell'utero attraverso l'apertura della prima. Il processo dura circa cinque minuti, ma l’esperienza dell’inserimento può essere straziante, ormai si sa. Però oltre a raccomandare alle pazienti di assumere in anticipo un ibuprofene e procedere in anestesia locale, ginecologhe e ginecologi sanno che non c'è molto altro da fare perché non esistono linee guida complete su come rendere la procedura meno dolorosa.
Le donne provano dolore anche quando viene inserita una piccola sonda per misurare l'utero. Secondo sia pazienti che medici, il posizionamento della spirale nell’utero può causare crampi e vertigini e alcune donne continuano a provare dolore e disagio nei giorni successivi alla procedura.