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Aggiornato il: 4 minuti di lettura

La salute invisibile degli uomini in una società che li vuole infallibili (e sani)

La salute invisibile degli uomini in una società che li vuole infallibili (e sani)
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Gli uomini non si occupano della loro salute: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità troppo spesso a causa di "imbarazzo".
Ok: il problema è culturale
di Eugenia Nicolosi

Le donne vanno dal ginecologo una volta l'anno da quando hanno la prima mestruazione (almeno, dovrebbero). Gli uomini non vanno dall'urologo (ma nemmeno dal dentista, dall'osteopata o dallo psicologo) finché non sono letteralmente costretti dalle circostanze o dal / dalla partner.

Gli atteggiamenti e i comportamenti degli uomini nei confronti della loro stessa salute sono profondamente influenzati dalle aspettative sociali e dalla cultura dominante (il patriarcato). Come fa una cultura che privilegia gli uomini, contemporanamente, ad andare contro di loro? Facilissimo da spiegare: a causa degli stereotipi sulla mascolinità gli uomini sono disincentivati a osservarsi con oggettività e tendono a non cercare assistenza medica, né a sottoporsi.a controlli di routine.

Fedez al Salone del libro: "In Italia la salute mentale non è una priorità"

Sono stati condotti diversi studi, nel mondo, proprio per indagare l'impatto dei costrutti culturali e sociali sulla salute degli uomini. Tra i risultati degni di nota uno studio pubblicato sul Journal of Men's Health, spiega che i tradizionali canoni della mascolinità scoraggiano spesso gli uomini dal cercare cure preventive, con conseguenti peggioramenti della salute. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha scoperto che gli uomini sono meno propensi delle donne a cercare aiuto per problemi di salute mentale a causa delle aspettative della società. Secondo un sondaggio del Men's Health Forum, il 36 per cento degli uomini ha dichiarato di non essersi rivolto a un professionista sanitario nell'anno precedente per paura o imbarazzo. Uno studio pubblicato sull'American Journal of Men's Health ha scoperto che le convinzioni culturali e le norme di genere influenzano il processo decisionale degli uomini in materia di assistenza sanitaria riproduttiva, con conseguente accesso limitato e ritardi negli interventi.

che "pene": la scarsa salute degli uomini (a causa della cultura)

Le norme di genere non ingabbiano solo le donne, definiscono pure chiaramente quale sia il tipo di mascolinità accettata: molte culture (compresa la nostra) associano la mascolinità alla forza, all'autosufficienza e allo stoicismo. Ci si aspetta spesso che gli uomini siano sempre duri e non mostrino debolezze, emozioni, dubbi. Ciò può portare alla paura di cercare assistenza medica per il timore di apparire deboli o vulnerabili. In tal senso lo stigma e gli stereotipi sociali sui problemi di salute degli uomini possono causare vergogna e imbarazzo. In una società "fallocentrica", in cui gli uomini passano praticamente l'esistenza a vantarsi delle proprie prodezze sessuali (vere o inventate) chiaramente evitano di occuparsi di condizioni "eviranti" come i problemi dii salute riproduttiva. La paura della diagnosi e del trattamento sono un ostacolo posto tra le cure e gli uomini ed è sempre il risultato di credenze culturali, disinformazione o a volte precedenti esperienze negative.

La riluttanza degli uomini a cercare assistenza medica o a prendere sul serio la propria salute a causa di costrutti culturali e sociali può avere gravi conseguenze: la mancata ricerca di cure mediche può comportare la diagnosi tardiva di una varietà di condizioni, tra cui malattie croniche, disturbi di salute mentale e problemi di salute riproduttiva. E la diagnosi tardiva spesso comporta l'avanzare della malattia, la ridotta efficacia del trattamento e una prognosi peggiore.

Inoltre, il rifiuto di cercare assistenza può anche comportare una gestione inadeguata delle condizioni di salute preesistenti. Gli uomini possono avere difficoltà a gestire efficacemente le malattie croniche senza un adeguato intervento medico e monitoraggio, con conseguente peggioramento dei sintomi e aumento delle complicazioni. Non ultimo, l'aumento dei tassi di mortalità maschile: la combinazione di diagnosi tardiva e cattiva gestione della salute contribuisce a tassi di mortalità più elevati negli uomini

Senza considerare l'impatto sulla salute mentale: anche i costrutti culturali e sociali possono influire sul benessere psicologico degli uomini. La riluttanza a cercare aiuto per problemi di salute mentale può portare a condizioni non trattate, che possono portare a propria volta a sofferenze prolungate e a una qualità di vita generalmenre inferiore.

l'insostenibile pesantezza della mascolinità tossica

Citando la domanda che la scrittrice bestseller mondiale Francesca Cavallo ha posto al conduttore radiofonico del programma Pinocchio su Radio Deejay Diego Passoni in una meravigliosa conversazione per la newsletter "Maschi del Futuro" (è anche su Spotify): com’è possibile che in una società così fallocentrica si parli così poco del pene? La risposta di Passoni, che ha pure scritto con l'urologo Nicola Macchione il libro "Pene, maschile plurale", centra il punto. 

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Il punto centrale è che, all’interno del sistema patriarcale, la rappresentazione dell’idea di potenza si prende tutto lo spazio.

La realtà dell’esperienza quotidiana viene immolata sull’altare di uno spettacolo. "Mi sono reso conto che navighiamo in un mare nero di ignoranza. Il fatto è che ci siamo tutti dentro, e quindi non ne parliamo", dice Passoni, "Ognuno se la cava come può, ma non deve essere così. Avrei dovuto pretendere, rivendicare anche per il me, giovane, adolescente, preadolescente, di essere informato e liberato da tutto questo silenzio".

Quello della mascolinità tossica è un modello insostenibile che spesso, infatti, mostra i buchi del sistema, le fragilità e i problemi che causa. Anche gli attivisti del canale Mica Macho, che si occupano di eradicare la cultura della mascolinità tossica, affrontano il tema della salute dalla prospettiva degli uomini. "E invece a che età tua sorella, la tua amica, la tua collega è andata per la prima volta dal ginecologo?", chiedono ai followers con il preciso scopo di sollevare la questione perché occorre un cambio di passo. Storicamente sono state le donne a gestire le relazioni tra il medico e il loro partner, o fratello, o padre: è tempo di abbandonare cuffietta e approccio da crocerossina e invitare il partner, il fratello, l'amico o il collega a fare i conti con la propria salute. In una parola a responsabilizzarli e aiutarli a rilasciare le tossine di mascolinità, perché di mascolinità si muore. Letteralmente.

lo stigma che impedisce agli uomini di curarsi

Uno studio ragiona sull'impatto dello stigma rispetto alle condizioni urogenitali, che sembra si manifesti prima ancora di entrare in uno studio medico. Si legge che in un sondaggio multinazionale su uomini di età compresa tra 50 e 80 anni, i ricercatori hanno scoperto che il 90 per cento dei partecipanti ha riportato "lower urinary tract symptoms", sintomi di disagio alle vie urinarie, ma solo il 19 per cento ha cercato assistenza medica.

In un altro sondaggio su larga scala incentrato sull'Europa occidentale, il 52 per cento con problemi di disfuzione erettile degli uomini non ha parlato della propria condizione con il proprio medico e un sondaggio australiano ha riportato che dell'80 per cento degli uomini con lo stesso problema solo un terzo ha cercato assistenza medica. L'esitazione nel cercare assistenza è allora "il" problema da curare: l'imbarazzo è stato citato tra i motivi più comuni per cui i pazienti non hanno cercato assistenza.