La pubertà (precoce) delle bambine italiane
Nessuno ricorda con piacere gli anni della pubertà: anni che, da qualche tempo, arrivano prima.
Ecco le ricerche.
Ci sono film di formazione realizzati per i giovani in fase di crescita: servono a commiserare (e consigliare) chi sta entrando nell'adolescenza. Poi ci sono i film per le survivor: persone che sono già sopravvissute alla dura prova della pubertà che servono a rabbrividire e un po' anche a ridere di quella orrenda fase della vita. Todd Solondz, nel 1995, decide di girare Fuga dalla scuola media: un film che, con la sua iconica protagonista, Dawn Weiner (interpretata da Heather Matarazzo), ci ricorda quanto è facile - negli anni della pubertà - essere bruttine, impopolari, inascoltate, con fratelli o sorelle più grandi o più piccoli che sono di già "guariti" da brufoli e goffaggine o che ancora sono bellissimi di quella bellezza che ci regala solo l'infanzia. Tutte, o almeno quasi tutte, siamo state Dawn Weiner.
Ma per fortuna la pubertà se ne va, così come è arrivata, senza preavvisi e nel giro di pochi anni. O almeno così era prima. Perché una serie di studi fatti da più Paesi e dai relativi endocrinologi ci dicono che dal 1977 al 2013 stiamo assitendo al fenomeno della pubertà precoce: la pubertà nelle ragazze inizia sempre prima (circa un anno prima ogni 30 anni). Sì: anche in Italia.
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la pubertà che inizia prima
Andiamo con ordine: la pubertà è la transizione del corpo dall'infanzia all'età adulta. Durante la pubertà le persone hanno scatti di crescita, i loro organi genitali maturano e si sviluppano caratteristiche sessuali secondarie, come il seno nelle ragazze e nelle persone assegnate al sesso femminile alla nascita e l’abbassamento della voce e la crescita dei peli del viso nei ragazzi e nelle persone assegnate al sesso maschile alla nascita.
L'inizio della pubertà è controllato da una proteina chiamata kisspeptina (ormone che serve anche a stimolare il desiderio sessuale nelle persone adulte) che gioca sull'ipotalamo, una parte del cervello, rilasciando gli ormoni che danno inizio alla pubertà.
L'età della pubertà, che termina generalmente da due a cinque anni dopo l'inizio, nelle ragazze e nelle persone assegnate al sesso femminile alla nascita inizia solitamente tra gli 8 e i 13 anni con lo sviluppo del seno, mentre nei ragazzi e nelle persone maschi alla nascita, la pubertà inizia solitamente tra i 9 e i 14 anni con un ingrossamento dei testicoli. È la pubertà che inizia prima di queste fasce di età a essere chiamata pubertà precoce, quella che inizia dopo queste fasce di età è chiamata pubertà ritardata.
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the Endocrine Society, il numero di ragazze con diagnosi di pubertà precoce è aumentato in particolare durante la pandemia da Covid19 a causa di diversi fattori di rischio (come l’aumento del tempo trascorso davanti allo schermo dello smartphone o della Tv e la minore attività fisica). Ma non è vero, o almeno non lo è secondo molte donne e molti uomini di Scienza che hanno criticato la ricerca e le "speculazioni selvagge" attorno alla notizia che è l’esposizione alla luce blu, attraverso lo schermo di smartphone o tablet, ad alterare i livelli ormonali di un bambino o di una bambina e accelerare quindi l’inizio della pubertà.
la pubertà precoce e gli smartphone
Ma è davvero questo ciò che ha scoperto la ricerca? La storia inizia con i risultati della ricerca presentati qui in Italia al 60esimo Meeting annuale della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica. I risultati, di un team di scienziati della Facoltà di Medicina dell’Università di Gazi, in Turchia, riportano uno studio che ha esposto ratti femmine immature alla luce blu. Secondo l'abstract della conferenza, gli unici dati disponibili dalla ricerca non pubblicata, sei ratti del gruppo di controllo (trattati in condizioni standard di laboratorio di 12 ore di luce/12 ore di buio) sono entrati nella pubertà il 38esimo giorno dell'esperimento, mentre le sei femmine di ratto esposte a sei ore di luce blu ogni giorno sono entrate nella pubertà il 32esimo giorno dell'esperimento. Poi il gruppo esposto alla luce blu per 12 ore ha raggiunto la pubertà il trentesimo giorno.
Nei ratti sono stati monitorati anche numerosi marcatori metabolici, ma erano tutti uguali indipendentemente dall’esposizione alla luce blu. L’unico marcatore ormonale che i ricercatori hanno potuto segnalare legato all’esposizione alla luce blu era una riduzione dei livelli di melatonina. Questo è tutto.
Come ha spiegato Amy Orben dell'Università di Cambridge, l'esposizione alla luce blu non è in alcun modo analoga all'esposizione che arriva dagli schermi di smartphone o tablet. In sostanza nessun essere umano è esposto a questa luce blu. Ma la presentazione della conferenza è stato un comunicato stampa della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica intitolato "Il tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo dello smartphone è legato all'inizio precoce della pubertà".
Un comunicato stampa che fa tutto "il lavoro pesante" che però non p incluso nella ricerca vera e propria, dando alla stampa un titolo dal quale si capisce che l’esposizione alla luce blu collegata all’uso dello smartphone influisce sull'inizio della pubertà, consentendo la speculazione:
Bambine in pubertà che aumentano in Italia
in Italia sono effettivamente raddoppiati i casi nelle bambine durante la pandemia: tra le cause più probabili del fenomeno c'è lo stress causato dall'isolamento e la sedentarietà. Lo studio in questione è stato promosso dall'ospedale Bambino Gesù insieme ad altri quattro Centri di Endocrinologia pediatrica
I casi di pubertà precoce o anticipata osservati nel semestre marzo-settembre 2020 in Italia sono più che raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2019: un totale di 338 casi contro i 152 dell’anno precedente, con un aumento pari al 122%. Il fenomeno ha interessato soprattutto bambine di età intorno ai 7 anni. Nel nuovo studio multicentrico, il maggiore aumento dei casi è stato osservato nelle bambine (328 pazienti nel 2020 contro 140 nel 2019, con un incremento del 134%) e soprattutto nella seconda metà del periodo di osservazione (92 bambine tra marzo e maggio rispetto alle 236 bambine del periodo tra giugno e settembre 2020, con un incremento del 156%). Non è stato invece rilevato un aumento significativo dei casi nei maschi anche se dal Bambino Gesù fanno sapere che, tecnicamente, la pubertà precoce è molto meno comune nel maschio rispetto alle femmina ed è più spesso il risultato di mutazioni genetiche predisponenti o disturbi organici dell'asse ipotalamo-ipofisario. "Possiamo ipotizzare che l'impatto di fattori scatenanti ambientali, quali quelli correlati alla pandemia, sia meno significativo sui tempi della pubertà maschile", dicono.
La pubertà è un problema da ragazze
Il numero di ragazze che si sono rivolte agli endocrinologi pediatrici per pubertà precoce è aumentato negli ultimi due anni. E sì: potenzialmente a causa della pandemia e il Covid è stato collegato anche a malattie endocrine come l’obesità, che è un noto fattore che contribuisce alla pubertà precoce (sempre nelle ragazze).La ricerca italiana ha permesso di registrare 72 casi in totale di pubertà precoce prima della pandemia (gennaio 2016-marzo 2020) e 61 casi soltanto tra marzo 2020 e giugno 2021. Ciò equivale a quattro nuovi casi al mese. I ricercatori hanno anche scoperto che le ragazze a cui era stata diagnosticata la pubertà precoce durante la pandemia tendevano ad avere punteggi di indice di massa corporea (BMI) più elevati rispetto alle ragazze che non ne avevano. E queste ragazze trascorrevano in media 2 ore al giorno sui loro dispositivi elettronici con l'88,5 per cento di loro che non faceva nessuna attività fisica.
Lo studio La pubertà precoce diagnostica il picco, la pandemia di COVID-19 e l’indice di massa corporea: risultati di uno studio di quattro anni è anche disponibile online per chi volesse approfondire.
Sintomi e problemi della pubertà precoce
La pubertà anticipata è stata associata a impatti sullo stato di salute generale a lungo termine, tra gli altri, i disturbi metabolici, come la resistenza all’insulina, il prediabete e il diabete di tipo 2, l'aumento del rischio cardiometabolico, come colesterolo alto, ipertensione arteriosa, sovrappeso e obesità, l'aumento del rischio di cancro al seno e all’endometrio nelle ragazze e di cancro ai testicoli nei ragazzi, difficoltà psicosociali, problemi psicologici e comportamentali (dalla confusione al ritiro sociale, dalla rabbia estrema o dalla paura al disturbo depressivo maggiore), bassa statura in età adulta.
O ancora: aspettative improprie da parte degli adulti a causa di apparenze "più adulte", che portano a dubbi su se stessi, disallineamento con i pari, situazioni e relazioni improprie, aumento del rischio di abusi sessuali, soprattutto per le ragazze.