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Salute femminile Aggiornato il: 5 minuti di lettura

Ovaio policistico: sintomi e cura per la sindrome dell’ovaio micropolicistico

Ovaio policistico sintomi, cura e diagnosi
Ovaio policistico sintomi, cura e diagnosi  (getty images)
L’ovaio policistico è un disturbo del sistema endocrino che colpisce le donne in età riproduttiva. Scopriamo i sintomi, la cura e come influisce sulla gravidanza.
di Redazione

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS o anche sindrome dell’ovaio micropolicistico) è un disturbo del sistema endocrino che colpisce le donne in età riproduttiva. È un ingrossamento delle ovaie che può produrre delle piccole cisti liquide (da cui il termine policistico), che costituisce la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione. In tutto il mondo, la PCOS colpisce circa il 5-10 per cento della popolazione femminile ed è pertanto il disordine ginecologico più comune delle donne in età riproduttiva. 

Così come l'ovaio policistico, anche l'endometriosi colpisce moltissime donne. Ecco un video per conoscere più da vicino endometriosi e vulvodinia.

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Sindrome dell’ovaio policistico: cos’è

La PCOS (sindrome dell'ovaio policistico) è un disturbo ormonale che colpisce solo le donne. Nella maggior parte delle persone colpite, si riscontra che il numero di ormoni maschili sia aumentato. In realtà questa è una condizione che si verifica spesso, ma parliamo di piccole quantità. Tuttavia, nella sindrome PCOS, la grande e insolita quantità di ormoni maschili disturba il ciclo mestruale e impedisce di rimanere incinta, poiché causa l'assenza dell'ovulazione.

Il problema è che gli ormoni maschili ostacolano la maturazione dell'uovo. Il follicolo dell'uovo si forma ancora all'inizio del ciclo mensile, ma non matura, per cui l'ovulazione avviene raramente e potrebbe anche non avvenire mai. E senza ovulazione, non c'è un uovo da fecondare. Le donne con la sindrome di PCOS hanno quindi grandi difficoltà a rimanere incinta.

Alcuni sintomi della policistosi ovarica si verificano ancora prima della comparsa delle mestruazioni (ossia del menarca); mentre altri, come la classica creazione di cisti sulle ovaie, possono essere anche totalmente assenti. Il tuo ginecologo può confermare se soffri della sindrome dell'ovaio policistico con una breve ecografia. I sintomi tipici sono:

  • piccole cisti nelle ovaie (visibili a ultrasuoni)
  • mestruazioni irregolari e/o mancanti (amenorrea)
  • emorragia intermestruale e sanguinamento supplementare
  • sovrappeso o aumento di peso rapido
  • presenza di peli del corpo spessi
  • baffi e segni di irsutismo: con irsutismo si intende un eccesso di peli spesso concentrata su viso, petto e addome
  • perdita di capelli in costante aumento
  • pelle grassa
  • acne, grave e persistente contro ogni tipo di trattamento
  • disturbi lipometabolici, pressione alta e glicemia alta.

Le cause dell’ovaio policistico

La più importante causa dell'ovaio policistico è l'iperandrogenismo, un'alterazione ormonale che causa una produzione eccessiva di ormoni maschili, come il testosterone, nelle donne. Come sappiamo maschi e femmine producono sia ormoni maschili sia femminili, ed è l'equilibrio nella produzione degli stessi a determinare le caratteristiche tipiche dell'uomo e della donna.

La donna, quindi, produce normalmente testosterone in basse quantità, e i problemi sorgono quando ne produce troppi per via di scompensi ormonali. L'iperandrogenismo è responsabile dell'irsutismo e, indirettamente, della mancanza di ovulazione (e di conseguenza dell'infertilità). I ricercatori hanno poi riscontrato una causa ereditaria della PCOS, anche se ancora non è chiaro come si trasmetta.

Ovaio policistico: tutti i sintomi

La PCOS è caratterizzata da una spiccata variabilità delle manifestazioni cliniche. La sindrome si diversifica pertanto in modo notevole da una paziente all'altra sia per la presenza o meno di determinati sintomi, sia per la loro intensità e per le alterazioni ormonali rilevabili con i comuni esami di laboratorio. Ad ogni modo, ecco i sintomi più comuni dell'ovaio policistico:

  • alterazioni del ciclo mestruale
  • cisti multiple nella zona sottocorticale delle ovaie, che a un esame ecografico possono rassomigliare a una collana di perle
  • ingrossamento significativo delle ovaie a causa delle cisti
  • superficie ovarica spessa, liscia, color perlaceo
  • rapporto tra livelli di LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone stimolatore del follicolo) maggiore di 2.5
  • bassi livelli di SHBG (globulina che trasporta gli ormoni sessuali)
  • iperinsulinemia per aumentata resistenza all'insulina dei tessuti periferici e conseguente ridotta tolleranza glucidica
  • aborto spontaneo ricorrente.

Nel corso della vita la PCOS sembra comunque attraversare varie fasi. Nelle donne più giovani i problemi riguardano soprattutto le mestruazioni, mentre in quelle in età più avanzata si riscontrano sovente diabete, aborti spontanei e ipertensione.

Ovaio policistico e diagnosi

La diagnosi dell'ovaio policistico coinvolge diversi passaggi, inclusi esami fisici, test di laboratorio e imaging. I principali criteri diagnostici includono la presenza di cicli mestruali irregolari, livelli elevati di ormoni androgeni e la visualizzazione di ovaie ingrandite e cistiche tramite ecografia. Talvolta potrebbero essere necessari ulteriori test per escludere altre condizioni che possono causare sintomi simili.
La diagnosi può essere difficoltosa, soprattutto per la notevole variabilità di sintomi (e questo conferma il perché si parla di sindrome e non di malattia). Il primo passo per la diagnosi della PCOS è l’esclusione di altre disfunzioni – le più comuni sono l’iperplasia surrenale, la sindrome di Cushing, ipotiroidismo e l’iperprolattinemia - che possono provocare sintomi analoghi. Una volta esclusi tali disturbi allora il medico sottoscriverà una serie di accertamenti più dettagliati e approfonditi, che includono:

  • anamnesi familiare
  • verifica delle condizioni di salute generali, anche un eventuale sovrappeso può favorire l’insorgenza della PCOS
  • analisi del sangue per verificare i livelli ormonali, in particolare gli androgeni.
Cause ovaio policistico
Cause ovaio policistico  (getty images)

Cura e rimedi

La sindrome dell'ovaio policistico non abbandona il paziente che ne soffre nemmeno con l'arrivo della menopausa: la presenza o meno delle mestruazioni infatti, qualunque sia il motivo, non modifica i sintomi né le conseguenze di questa condizione di salute. Per questo e per la quantità di rischio che si porta con sé è necessario arrivare alla diagnosi il prima possibile, così da poter trattare il problema. Non esiste una vera cura, ma solo un trattamento per placarne i sintomi: è stato dimostrato, infatti, che a prescindere dall'età e dalle cure chi è affetto da ovaio policistico presente livelli elevati di androgeni e insulino resistenza per tutta la vita. Allora cosa si può fare? Ecco alcuni accorgimenti:

  • attenzione al peso: essendo i pazienti affetti da questa sindrome più inclini all'aumento di peso, è utile tenere sotto controllo l'attività fisica e l'alimentazione, anche perché uno stato di sovrappeso o addirittura obesità partecipa al rischio di infertilità
  • utilizzo di farmaci per ridurre la sensibilità all'insulina, farmaci per abbassare il livello di ormoni androgeni, farmaci
  • terapia a base di ormoni per regolare il ciclo.

Ovaio policistico e gravidanza

La sindrome PCOS viene spesso trattata con farmaci a base di ormoni, cioè con una pillola contraccettiva adeguata, nelle donne che non desiderano avere figli e che hanno bisogno che i propri livelli ormonali siano stabilizzati. La pillola è utile a contrastare l'insorgenza di acne, il rischio di ulteriori dismenorree o amenoree e i sintomi dolorosi.

Se si soffre di sindrome PCOS e si vuole rimanere incinta, questa terapia è naturalmente fuori questione. Invece, i preparati di cortisone sono solitamente prescritti per sopprimere l'eccessiva produzione di ormoni maschili. Se questo non è sufficiente e il ciclo rimane irregolare, l'ovulazione dei pazienti può essere stimolata da antiestrogeni. Se questo non aiuta, il medico può pensare di iniettare gonadotropine come trattamento. Tuttavia, queste ultime aumentano la probabilità di una gravidanza multipla. In ogni caso, il rischio di infertilità nelle donne che soffrono di ovaio policistico si definisce come:

  • impossibilità della donna sotto ai 30 anni di rimanere incinta dopo un anno di tentativi
  • impossibilità della donna sopra i 30 anni di rimanere incinta dopo 6 mesi di tentativi
  • impossibilità di portare a termine una gravidanza.
Diagnosi per l'ovaio policistico
Diagnosi per l'ovaio policistico  (getty images)

PCOS e alimentazione

Per curare l'ovaio policistico il medico può prescrivere una dieta ipocalorica, anche per venire incontro alle difficoltà a processare gli zuccheri legati a questa sindrome. Un buon modo di seguire al meglio questa dieta sarebbe consumare una porzione di verdura a pasto (preferibilmente a vapore), due o tre porzioni di frutta al giorno, farinacei integrali, riso integrale, pesce, carni bianche o carni rosse magre come il manzo, latte e yogurt scremati, legumi, e ovviamente molta acqua.
In generale il medico potrebbe consigliare di:

  • ridurre zuccheri e carboidrati complessi
  • mangiare molte fibre
  • ridurre i grassi saturi
  • mangiare molta frutta e verdura
  • evitare pasti di soli carboidrati, ma fare pasti completi.

I cibi da evitare in questa dieta sarebbero:

  • condimenti ricchi di grassi saturi
  • dolci
  • fritti
  • bevande zuccherate e gassate
  • insaccati
  • formaggi
  • alcolici.

La sindrome dell'ovaio policistico è una condizione endocrina complessa che colpisce le donne in età riproduttiva. Si caratterizza per la presenza di cicli mestruali irregolari, livelli elevati di ormoni androgeni e la formazione di molteplici cisti nelle ovaie. Altri sintomi comuni includono acne, aumento di peso, eccesso di peli e problemi di fertilità. La condizione è associata a un rischio aumentato di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altre condizioni mediche. La sua gestione coinvolge spesso una combinazione di cambiamenti nello stile di vita, farmaci e terapie mirate a trattare i sintomi e a prevenire le complicazioni a lungo termine, per tale ragione è fondamentale consultare il proprio medico ginecologo per una diagnosi e un trattamento efficace.