Malattie sessualmente trasmissibili: conosciamole e preveniamole
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Una prima distinzione da fare riguarda il termine che si utilizza. Spesso infezioni sessualmente trasmissibili (IST) e malattie sessualmente trasmissibili (MST) vengono usati come sinonimi, in maniera intercambiabile. Tuttavia, è più corretto definirle infezioni sessualmente trasmissibili. Vediamo perché.
Perché si preferisce chiamarle infezioni?
Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST), come riportato dall’OMS, si trasmettono attraverso trenta diverse tipologie di patogeni, tra i quali si riscontrano virus, batteri, protozoi e parassiti.
Un tempo venivano denominate come malattie veneree e poi come malattie sessualmente trasmissibili; tuttavia, è più corretto parlare di infezioni perché spesso queste non esitano in malattie, bensì in manifestazioni cliniche modeste che potrebbero anche essere asintomatiche. Questo chiaramente ha un duplice significato. Da un lato non bisogna preoccuparsene, anzi. Bisogna proteggersi e conoscerne gli eventuali rischi, senza alcun allarmismo. E dall’altro canto, sono infezioni che non sempre sono visibili, quindi, la regola del “tanto si vede che sta bene”, oppure “la conosco è una brava persona” non vale!
L’unico modo per sapere come sta l’altro a livello di infezioni è attraverso i test.
Le principali infezioni sessualmente trasmissibili (IST)
Le infezioni vanno distinte sulla base dei patogeni che le veicolano.
Le infezioni causate da batteri, come la clamidia, la gonorrea, la sifilide e la gardnerella; le infezioni causate da virus come l’hiv, l’herpes, il papilloma virus e le epatiti. In aggiunta vi sono anche le infezioni causate da protozoi come il trichomonas. Chiaramente non esistono solo queste infezioni, ma per semplicità mi sono limitata a riportare solo queste.
L’articolo, inoltre, non ha lo scopo di descrivere, come un manuale, le diverse infezioni. Vorrei soffermarmi sulle modalità di trasmissione, sulla diagnosi e sul come proteggersi.
Come si trasmettono?
Si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (sì, anche quelli orali!!), liquidi organici infetti (secrezioni vaginali, liquido spermatico), il contatto delle mucose e della pelle. Si possono trasmettere anche attraverso il sangue oppure verticalmente da madre a bambino.
Come avviene la diagnosi?
La diagnosi, nella maggior parte dei casi, non avviene attraverso la mera osservazione dei sintomi, bensì grazie ad esami di laboratorio specifici che avvengono in altrettante specifiche finestre temporali. Che cosa sono tali finestre? Si riferiscono ai giorni che devono trascorrere dopo l’ultimo rapporto non protetto, prima di eseguire il test. Infatti, se l’esame avviene prima di tale tempistica (diversa per ogni infezione) il rischio è che vi siano dei risultati falsamente negativi.
Avere una diagnosi precoce è fondamentale perché permette una terapia più efficace e che l'infezione non venga trasmessa ad altre persone. In alcuni casi, come l’hiv, una diagnosi tempestiva, inoltre, permette di tenere sotto controllo l’infezione, evitando che si corrano seri rischi per la salute e che si sviluppi l’AIDS.
Il suggerimento è quello di eseguire i test spesso per monitorare periodicamente il proprio stato di salute ed evitare di diffondere a macchia d’olio le infezioni!
Come proteggersi?
Per proteggersi dalle IST, il primo strumento è la contraccezione. In generale, il preservativo è il metodo più efficace, essendo “di barriera”. Tuttavia, questo va usato efficacemente!
Infatti, non vale usarlo dopo qualche minuto dall’inizio del rapporto (il contagio può avvenire dal primo secondo!) oppure non usarlo nel sesso orale. Inoltre, va cambiato nel passaggio da sesso anale a sesso vaginale e va conservato nel modo corretto per evitare che si rompa.
Alcune IST, però si trasmettono anche attraverso il contatto pelle contro pelle, quindi il preservativo potrebbe non proteggere. Come nel caso del papilloma virus. In questo caso, niente panico! Esiste uno strumento che agisce in prevenzione. Questo è il vaccino (che non vale solo per le persone biologicamente donne, ma anche per gli uomini). Per chiarezza, il papilloma virus, nei suoi ceppi a più alto rischio oncogeno, è responsabile, oltre ai condilomi, dell’incremento del rischio di sviluppare tumori delle vie respiratorie superiori e dei genitali (sia maschili che femminili). Il vaccino protegge proprio dai ceppi a più alto rischio. In Italia la somministrazione è gratuita fino ai 26 anni circa per le donne e fino ai 18 anni per gli uomini (anche se può variare a seconda della regione).
Alcuni dati epidemiologici
Per completezza ci tengo a far presente alcuni dati circa la diffusione, a mio avviso allarmante, delle infezioni sessualmente trasmissibili. Siamo nel 2024 e vista la presenza di campagne di prevenzione e di strumenti per la protezione personale, questi dati fanno capire che c’è ancora molta strada da fare per educare le persone alla prevenzione. Che, come si è visto, passa attraverso i check up e la contraccezione, per evitare la trasmissione da persona a persona, e ovviamente la vaccinazione.
Sulla base dei dati dell’Istituto Superiore della Sanità, che coprono gli anni dal 1991 al 2021 il numero totale di nuovi casi di IST è di 151.384. Il dato è rimasto costante dal 1991 al 2004. Dal 2005 al 2016 vi è stato un incremento del 37,4% (!!) e negli anni successivi, fino al 2021 vi è stato un ulteriore incremento. Il 2021, nello specifico, ha visto i casi aumentare, oltre a quanto appena presentato, di un ulteriore 17,6%!
Conclusioni
Le IST sono un fenomeno crescente, come appena descritto, nonostante proteggersi sia possibile ed esistano terapie altamente efficaci che conducono alla guarigione o al mantenere lo stato di salute sotto controllo, come nel caso della positività da HIV.
Bastano pochi semplici accorgimenti da adottare per stare meglio e per proteggere con chi si condivide il momento della sessualità. Facciamolo, insieme!
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