Una lista dei desideri, però al contrario, contro la cultura della performance (e per ricordarci chi siamo)
La cultura della performance in cui abitiamo ci porta a concentrarci solo su ciò che ci manca: la "lista dei desideri al contrario" (anti-bucket list o lista della gratitudine) è un antidoto eccellente a questa trappola psicologica.
Il concetto di "lista dei desideri al contrario" (anche conosciuta nella psicologia positiva e nel coaching come Anti-Bucket List o lista dei successi) prevede un approccio che sposta l'attenzione da ciò che manca a ciò che si è costruito, offrendo un potentissimo strumento per combattere la sindrome dell'impostore e rafforzare l'autostima, tenuta perennemente sotto scacco dalla cultura della performance.
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La filosofia dietro la scrittura di una lista dei desideri che elenca solo cose già fatte si concentra sull'abbracciare la contentezza nel presente piuttosto che inseguire una lista di cose da ottenere e pare che questo approccio aiuti a riflettere e a soffermarsi su ciò che dà significato alla vita.
una lista dei desideri che ci ricorda i passi avanti e il nostro valore
Quando si parla di lista dei desideri al contrario significa parlare di un approccio esattamente "contrario" a quello di una lista di desideri perché piuttosto che elencare ciò che manca, invita a scrivere tutto ciò che si ha fatto, vissuto o superato nel corso della propria vita.
L’idea è in sostanza quella di fare un inventario dei propri successi (emotivi, economici, psicologici), delle difficoltà affrontate, delle capacità sviluppate e delle esperienze che hanno contribuito alla crescita personale e no, non devono essere premi Nobel vinti.
Anche aver superato un momento oggettivamente difficile, aver imparato a gestire una situazione complessa o aver trovato il coraggio di prendere una decisione importante può entrare a far parte di questa lista. La proposta nasce dal desiderio di ribellarsi alla cultura della performance che abbatte l'autostima (siamo spinte, spinti a volere sempre di più da modelli irrragiungibili perché falsi) e che causa inevitabilmente la sindrome dell'impostore: nessuno, nessuna, è più consapevole delle proprie risorse nell'eterno paragone con le risorse - irreali - che vediamo sui social.
gli standard irrealistici causano la sindrome dell'impostore
Molte persone allora tendono a concentrarsi quasi esclusivamente sugli obiettivi futuri rispondendo alla spinta tossica del meccanismo, mentre attribuiscono sempre meno valore a quelli già raggiunti. Una volta ottenuto un risultato viene rapidamente considerato normale e perde immediatamente il suo significato emotivo: si passa la vita a rincorrere un traguardo e dopo un altro senza concedersi il tempo di riconoscere il percorso compiuto e di conseguenza il proprio valore.
La lista dei desideri al contrario cerca di interrompere questa risposta automatica al meccanismo ripercorrendo i successi del passato di modo da adottare anche subliminalmente una prospettiva più equilibrata sulla propria vita e sulle proprie capacità. Invece di misurarsi continuamente con ciò che ancora manca, si prende coscienza di quanto è stato già costruito.
Questo inevitabilmente rafforza la fiducia, riduce il senso di inadeguatezza e aiuta a contrastare quella sensazione di essere sempre indietro rispetto alle aspettative (repetita iuvant: basate su standard irreali). Inoltre riconoscere i progressi compiuti è anche un punto di partenza per affrontare il futuro con maggiore sicurezza e dedicarsi al prossimo obiettivo con meno tossicità.