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L'importanza di dare un nome alle cose: le "Almond Mums", madri che controllano ossessivamente la dieta di figli e figlie

L'importanza di dare un nome alle cose: le Almond Mums, madri che controllano ossessivamente la dieta di figli e figlie
Le almond mum sono a loro volta figlie della diet culture più violenta, quella esplosa negli anni Ottanta e Novanta.
Vanno comprese ma ugualmente arginate.
di Eugenia Nicolosi

Nella cultura digitale, la metafora dell’“almond mum” (letteralmente "mamma mandorla") ha fatto breccia da un paio di anni, soprattutto negli Stati Uniti: basta una frase – “mangia due mandorle e masticale bene” – per incarnare un modello di genitorialità iper-controllante, ossessionata dal cibo magro che spacciano come "sano", spesso a scapito del benessere emotivo dei figli e soprattutto delle figlie: le almond mum sono grassofobiche in modo ossessivo.

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Il termine è nato all'indomani della diffusione di una clip del programma semitrash The Real Housewives of Beverly Hills, in cui Yolanda Hadid, madre di Gigi, prescrive un paio di mandorle come rimedio alla debolezza di cui si lamentava la figlia evidentemente affamata. Da allora, le conversazioni su TikTok sul tema hanno spopolato e vien da dire che è un bene.

L’hashtag #almondmom ha raggiunto centinaia di milioni di visualizzazioni, diventando terreno fertile per riflessioni, ironie e preoccupazioni. Ma cos’è davvero una almond mum? Non si tratta di una mamma salutista qualunque: è chi moralizza il cibo (“buono” o “cattivo”), impone regole rigide, fa della restrizione alimentare un rituale famigliare: "niente pasta, già hai mangiato i carboidrati a pranzo" come anche "niente bis", come anche "niente zuccheri". Abbiamo una storia, raccontata da chi ha subito sin da piccola questo tipo di controllo.

insegnare i disturbi alimentari a figli e soprattutto figlie: lo stai facendo bene

Spesso inconsapevole, una almond mum scarica sui figli e le figlie una diseducazione alimentare totale fornendo ai piccoli, alle piccole, strumenti invece molto tossici che mettono in discussione il senso di fame, incoraggia la colpa legata allo sgarro, e favorisce l’insicurezza corporea. Questo approccio però non impatta solo - si fa per dire "solo" - sul livello psicologico e mentale ma può causare forti stress per l’organismo perché va a interferire con metabolismo e processi ormonali. Ovviamente, va da sé che essere una almond mum equivale ad assicurarsi un figlio, una figlia, con disturbi alimentari conclamati. D’altro canto, studi dimostrano che fin dalla tenerissima età – già a 3 anni – i bambini e le bambine interiorizzano aspettative sociali sul peso, il che li rende vulnerabili agli insulti o ai commenti sul corpo che ascoltano anche riferiti ad altre persone (e le almond mum solitamente non si privano).

Il fenomeno delle almond mums, cioè il dilagare di madri che controllano la quantità e la qualità (intesa come grasso - non grasso) del cibo ingerito dalla loro prole non è nuova. Le almond mum sono il prodotto – purtroppo prevedibile – di un’epoca che ha esaltato l’estetica dell’heroin chic, celebrato la cultura della dieta negli anni Ottanta e Novanta e alimentato un’industria del benessere miliardaria che prospera sulla fat‑phobia.

dare un nome alle cose serve a riconoscerle (e risolverle)

Ma è stata proprio la Gen Z – cresciuta tra body positivity e plus‑size – a smascherare questo fenomeno riconoscendolo come pattern diffuso. Oggi i e le giovani TikToker non solo ridicolizzano le almond mums, ma denunciano gli effetti collaterali di questa (dis)educazione: ansia, senso di colpa, disordini alimentari e scarsa autostima. Eccolo, il sapore amaro che resta dopo anni e anni di controllo agito su bambine e bambini, su adolescenti, su giovani adulti a cui si vieta di mangiare cioccolato.

Il problema fino a ora infatti, è stato che non avendo un cappello - come lo è una definizione - le madri che rientrano nel gruppo delle almond mum non hanno potuto prendere consapevolezza del danno che hanno fatto o che fanno. E vale la pena riflettere: il desiderio di far star bene i figli si trasforma in una condanna alla privazione, nel momento in cui cibo e calorie sono una gabbia mentale per chi quei figli li deve crescere.

Le almond mum sono le prime ad avere problemi legati all'alimentazione? Probabilmente. Insegnare ai ragazzi e alle ragazze che il corpo non è un dispositivo da controllare e che la fame è reale e legittima, che un pezzo di torta in più non è una sconfitta, per loro potrebbe essere complesso proprio perché hanno introiettato una forma particolarmente violenta e non controllata di diet culture. Il trend delle almond mums quindi non è da ridurre a un meme ma va letto come un campanello di allarme che racconta di un’educazione alimentare sbilanciata ma diffusissima di cui loro sono le prime vittime. La satira social le ha rese visibili e, finalmente, criticabili. Ma vanno soprattutto comprese.