Gli assorbenti dovrebbero essere gratis (e altre cose): ecco la Giustizia Mestruale
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Dal momento che avere le mestruazioni non è una scelta, gli assorbenti dovrebbero essere gratis. Ma i punti contenuti nel Manifesto per la Giustizia Mestruale sono molti. Lo ha redatto la onlus WeWorld, ma partiamo dal presupposto che la questione interessa non solo tutte le persone (mica solo le donne) perché si lega a salute pubblica, economia, cultura. E sopratutto che in tutti i Paesi occidentali o quasi esistono manifesti come questo, associazioni e perfino partiti politici che fanno della giustizia mestruale una battaglia di bandiera.
Sono quasi due miliardi (1,8 miliardi) le persone che hanno le mestruazioni: è il 23 per cento della popolazione mondiale. Ma lo stigma sulle mestruazioni resiste ancora: lo capiamo dal fatto che le persone non pronunciano la parola mestruazioni, che nascondono tampax o assorbenti dentro bustine sigillate (hanno già un loro involucro protettivo) e dal fatto che anche a livello istituzionale, il tema non viene trattato. Il che significa che da un punto di vista medico siamo indietrissimo: pensiamo all'endometriosi, che ancora oggi viene sottovalutata o non trattata perché "è normale che le mestruazioni siano dolorose" (invece no).
C'è poi la povertà mestruale, che, come definita dall'American Medical Association, è la mancanza di accesso ai prodotti mestruali e all'educazione sessuale e riproduttiva. E definice anche l’accesso ai prodotti per l’igiene mestruale come una questione di dignità umana.
il manifesto per la giustizia mestruale
Le mestruazioni non sono solo una questione personale, ma una questione di diritti umani e salute pubblica: questa è la premessa dietro l'ideazione di un manifesto per la giustizia mestruale.
E cosa si intende per "ingiustizia mestruale”? Proprio lo stigma e la discriminazione subiti dalle persone con le mestruazioni. Gli effetti sono profondi soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito ma la "period poverty" (di cui noi abbiamo scritto qui) è diffusa anche nei Paesi ad alto reddito. L’uso di prodotti poco igienici e cattive pratiche di igiene mestruale aumentano il rischio di infezioni del tratto urinario e riproduttivo e la scarsa conoscenza del ciclo mestruale influisce negativamente sulla pianificazione familiare e sull'uso dei contraccettivi: questi fattori costituiscono ostacoli alla parità di partecipazione. Prendiamo per esempio le ragazze che non vanno a scuola e le donne che non vanno al lavoro durante le mestruazioni. Ma c'è dell'altro: alcune persone, comprese quelle con disabilità, persone LGBTQIA+ e persone che vivono in contesti di interesse umanitario, subiscono ancora di più lo stigma e la vulnerabilità che si intersecano con la discriminazione legata alle mestruazioni. Ciò compromette ulteriormente la loro salute, l’accesso alle opportunità e quindi i loro diritti umani.
Ma perdere giorni di scuola o lavoro, sentire sminuito il dolore mestruale, avvertire disagio all’avvicinarci della menopausa, battute sull’umore ma anche mancanza di accesso a bagni sicuri, acqua e prodotti mestruali sono alla base del Manifesto di WeWorld, organizzazione italiana indipendente impegnata da oltre cinquant'anni in progetti di cooperazione allo sviluppo. Vediamo quali sono i 6 punti per promuovere la giustizia mestruale in Italia e per scardinare i tabù e le discriminazioni legate al ciclo mestruale.
I punti del Manifesto per la Giustizia mestruale
Chiamiamole con il loro nome: quante volte hai sentito dire “ho le mie cose”? Il primo passo per rompere lo stigma è nominare e parlare di mestruazioni in maniera corretta, positiva e non-giudicante, così come di peri-menopausa e menopausa, senza usare eufemismi. Dobbiamo, però, rendere questa conversazione inclusiva: non solo chi ha le mestruazioni, tutt3, compresi gli uomini, dovrebbero parlarne.
Il ciclo mestruale non è un lusso: IVA 0%. La Tampon Tax (la tassa sui prodotti mestruali come assorbenti o tamponi) è un’ingiustizia che colpisce tutte le persone con ciclo mestruale. WeWorld sostiene da tempo l’abolizione dell’IVA e la gratuità dei prodotti mestruali, con la campagna #FermaLaTamponTax.
Prodotti mestruali gratuiti in tutte le scuole ed edifici pubblici. Avere prodotti mestruali gratuiti e disponibili per chiunque è una questione di salute pubblica e di diritti umani, che permette di combattere la povertà mestruale e vivere le mestruazioni con dignità. Per questo dovrebbero essere disponibili in scuole, presidi comunali, uffici postali e altri luoghi pubblici.
Educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Non può esserci giustizia mestruale senza corretta informazione e consapevolezza di sé e del proprio corpo. Un’educazione completa di tutti gli aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali della salute sessuale e riproduttiva, compresa quella mestruale è un intervento preventivo fondamentale. Per prendere decisioni consapevoli sui propri corpi, sviluppare relazioni sociali e sessuali rispettose e assicurare la giustizia mestruale, si passa da qui.
Prendiamoci cura. La nostra salute mestruale ci dice tanto della nostra salute complessiva, per questo è importante prendersene cura e monitorare eventuali anomalie. Molte persone, però, vivono dolori invalidanti. Per questo, chiediamo di inserire la sindrome premestruale e le altre patologie legate al ciclo mestruale tra i Livelli essenziali di assistenza (LEA), in modo che la loro cura sia garantita dal Servizio Sanitario Nazionale, come fatto per l’endometriosi.
Congedo mestruale. Questa forma di congedo concede alla persona con mestruazioni la possibilità di prendere ferie o di usufruire di giorni di malattia extra e retribuiti dal proprio impiego e/o lavorare in maniera flessibile. Diversi Paesi, come Spagna, Giappone, Corea del Sud, lo hanno già adottato, mostrando come i luoghi di lavoro possano riconoscere e validare le diverse esigenze ed esperienze delle persone che hanno le mestruazioni.
[[ge:kolumbus:alfemminile:1321108]]assorbenti gratis e un'ottica di giustizia
Per combattere la povertà mestruale è necessario adottare un’ottica di giustizia mestruale. Quando c’è giustizia mestruale tutte le persone che hanno le mestruazioni possono accedere ai prodotti mestruali che desiderano, sono libere di decidere sul proprio corpo, ricevono adeguate informazioni, possono vivere il proprio ciclo mestruale libere da stigma e da disagio psicologico e non sono limitate nella partecipazione alla vita sociale. Oggi, invece, ancora troppe persone sono oppresse e marginalizzate solamente perché hanno le mestruazioni. Garantire la giustizia mestruale significa, quindi, riportare al centro le mestruazioni e le persone che le hanno.
Naturalmente ogni attività in tal senso signfica esercitare pressione sui politici e sui leader locali affinché sostengano politiche che migliorino l’accesso ai prodotti mestruali e all’istruzione. Come è sucesso in alcuni casi, anche all'estero. Il Consiglio comunale di Washington DC ha recentemente approvato un disegno di legge che impone a tutte le scuole e le università del Distretto di Columbia di fornire prodotti mestruali gratuiti e di implementare un programma di studi sulla salute mestruale per studenti e studentesse a partire dalla quarta elementare. Inoltre, i sostenitori dell’equità mestruale possono far sentire la propria voce testimoniando davanti ai legislatori, organizzando manifestazioni, pubblicando editoriali, unendosi a coalizioni a livello statale per influenzare il cambiamento politico.
In Italia mancano anche investimenti per affrontare le cause profonde delle disuguaglianze e per costruire i movimenti di base necessari per ottenere cambiamenti sistemici a lungo termine per la salute mestruale. È allora necessaria un’azione collettiva per impedire un’ulteriore inversione dei progressi compiuti verso l’uguaglianza di genere e per facilitare progressi sostenibili negli anni a venire.
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