Avere una figlia potrebbe allungare la vita dei padri: cosa dice uno studio scientifico
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Uno studio condotto dall'Università Jagellonica di Cracovia evidenzia un'associazione statistica (non un nesso di causa-effetto diretto): la vita dei padri di figlie aumenta in media di 74 settimane (per ogni figlia) grazie al supporto sociale e affettivo in età adulta e all'adozione di abitudini più sane dopo essere diventati padri.
Cosa dice lo studio scientifico: per ogni figlia, fino a 74 settimane di vita in più per il padre. È questo il sorprendente risultato di uno studio diffuso dall'American Journal of Human Biology all'indomani della pubblicazione di una ricerca, condotta da Grazyna Jasienska, Ilona Nenko e Michal Jasienski dell'Università Jagellonica di Cracovia.
Lo studio ha analizzato la popolazione rurale della Polonia per comprendere come il numero e il genere dei figli influenzino la longevità dei genitori. E i risultati hanno evidenziato una differenza sostanziale tra madri e padri: nelle donne, ogni figlio, maschio o femmina, è associato a una riduzione dell'aspettativa di vita di circa 95 settimane mentre negli uomini, invece, è emerso che ogni figlia è associata a un aumento medio della longevità di circa 74 settimane, mentre il numero di figli maschi non mostra nessun effetto statisticamente rilevante.
il tema dello studio è "chi si prende cura di chi"
Perché le figlie potrebbero favorire una vita più lunga nei padri è presto detto. Intanto gli autori e le autrici dello studio sottolineano che la ricerca mostra un'associazione statistica, ma non confermato un rapporto diretto di causa-effetto. Ma è ugualmente abbastanza intuitivo capire perché, infatti sono state avanzate alcune ipotesi plausibili.
Diversi studi suggeriscono che diventare padre di una bambina possa influenzare positivamente lo stile di vita e i comportamenti quotidiani. Alcuni uomini tenderebbero ad adottare abitudini più salutari, come smettere di fumare, seguire un'alimentazione più equilibrata e praticare maggiore attività fisica. Ma se così fosse, basterebbe diventare padri, non solo padri di figlie femmine. Allora?
Allora la questione è nella cura: le figlie femmine - della Polonia rurale - hanno più cura verso i padri di quanta non l'abbiano i figli maschi.
E maggiore è il supporto sociale, più si vive. Le figlie, mediamente, mantengono più spesso rapporti stretti con i genitori anche in età adulta e questo può tradursi in pratiche stabili di sostegno emotivo, visite più frequenti e un aiuto concreto durante l'invecchiamento.
la qualità della vita degli uomini (anche dei padri) dipende dalle donne
Sono molte le ricerche che hanno dimostrato che una solida rete sociale è associata a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, depressione e mortalità precoce. E le reti sociali che tengono in vita gli uomini sono a loro volta tenute insieme dalle donne: prima le madri, poi le mogli, poi le figlie.
Alcuni ricercatori ipotizzano che la presenza di figlie possa influenzare positivamente il clima familiare, favorendo una maggiore comunicazione e una gestione più attenta della salute all'interno della famiglia. E anche questa resta un'ipotesi non confermata, d'altro canto pure l'ipotesi biologica resta non confermata.
L'ipotesi biologica: alcuni studiosi hanno suggerito che i cambiamenti ormonali che avvengono durante la gravidanza e la nascita di una figlia possano indirettamente influenzare anche il padre, ad esempio attraverso modificazioni dei livelli di testosterone e di altri ormoni legati alla paternità. Ma non è dimostrato né dimostrabile.
lunga vita ai padri, ma pure alle madri, di figlie
Lo studio è stato condotto su una specifica popolazione (rurale polacca) e le conclusioni potrebbero non essere automaticamente estendibili ad altri Paesi o contesti culturali, anzi di certo non lo sono. Inoltre secondo noi esistono dei fattori - come il reddito, lo stile di vita, il livello di istruzione, l'accesso alle cure sanitarie e le caratteristiche della famiglia - che possono influenzare sia l'aspettativa di vita di tutti, sia la quantità di figli e figlie.
La ricerca quindi è senz'altro uno dei primi studi a evidenziare una possibile associazione tra il numero di figlie e la longevità paterna, anche se il dato ha bisogno di essere elaborato in altri studi su popolazioni diverse e contesti diversi.
Per ora sappiamo, ma non ci stupisce affatto, che le figlie sopportano il carico di cura più dei loro fratelli e che di questo carico godono i genitori anziani, soprattutto i padri: se i figli, tutti e indipendentemente dal genere, si occupassero dei genitori avrebbero tutti una vita più lunga.
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