Fibromialgia: sintomi, cause, diagnosi, cure e terapie consigliate
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La fibromialgia è una malattia cronica piuttosto complessa, le cui cause possono essere diverse e per la quale, dopo essere giunti alla diagnosi dai sintomi iniziali, non esiste una vera e propria cura definitiva.
Si tratta di una patologia che comporta disturbi anche molto debilitanti e per la quale, tuttavia, si può sperimentare più di una terapia per trovare quella più adatta caso per caso e combattere il dolore cronico e la tensione muscolare. Approfondiamo assieme cos'è la fibromialgia, quali sono i suoi sintomi, le cause, come diagnosticarla e le cure più diffuse.
Cos'è la fibromialgia? I sintomi iniziali e i disturbi più diffusi
La parola "fibromialgia" deriva dalle parole greche "dolore", "muscoli" e "tessuti fibrosi": si tratta infatti di una malattia che provoca dolore all'apparato muscolo-scheletrico e, in particolare, tensione muscolare diffusa, astenia e altri sintomi che possono essere piuttosto variabili. La fibromialgia può colpire in forme più lievi, facilmente risolvibili con un lavoro sui sintomi, oppure o in forme più gravi, che richiedono terapie più complesse.
Il sintomo che più caratterizza la fibromialgia è il dolore diffuso (in maniera simmetrica su entrambi i lati del corpo), che può presentarsi sotto forma di "iperalgesia" (dolore molto intenso generato da pressione/stimolazione lieve) e/o "allodinia" (dolore molto intenso in risposta a una stimolazione per nulla dolorosa).
Questo dolore cronico è caratterizzato da una certa persistenza: i tradizionali antidolorifici e antinfiammatori non bastano a calmarlo. Può presentarsi in ogni parte del corpo o anche in più parti contemporaneamente, colpendo soprattutto il collo, la schiena, le spalle e le braccia, e variare moltissimo da persona a persona.
Alla fibromialgia è associato come sintomo predominante l'astenia, ossia quel senso di costante e debilitante stanchezza che può comportare gravi deficit nella vita sociale e lavorativa di chi ne soffre, andando a inficiarne anche la qualità del sonno. Nonostante si dorma un giusto numero di ore, ci si sveglia comunque stanchi, oppure si può soffrire di insonnia.
Altri sintomi della fibromialgia sono il mal di testa, formicolio delle mani o delle gambe con conseguenti disturbi della sensibilità, diminuzione della forza muscolare, fascicolazione (contrazione spontanea dei muscoli), stati di ansia, irritabilità, difficoltà di concentrazione e depressione.
Fibromialgia: le cause
Le cause della fibromialgia non sono facilmente identificabili, dal momento che possono essere tanti fattori diversi a provocarla, anche piuttosto variabili di caso in caso. Spesso si comincia a soffrirne dopo aver vissuto un forte stress psicologico oppure un trauma fisico, ma può anche capitare che la patologia esploda all'improvviso senza una causa evidente.
Tra le cause più accreditate nello scatenare la fibromialgia troviamo quindi lo stress psicofisico, squilibri di tipo ormonale, alterazioni del livello dei neurotrasmettitori con malfunzionamento delle reti neuronali, del sistema endocrino e immunitario. Inoltre, si è riscontrato che particolari infezioni, come ad esempio la mononucleosi, possono essere associate alla fibromialgia.
Anche la predisposizione genetica può essere una causa scatenante, nonostante non sia stata ancora scientificamente provata.
Diagnosi della fibromialgia
Data la complessità dei sintomi, è molto difficile diagnosticare questa malattia con esattezza. Non esistono dei test specifici: i medici devono analizzare i sintomi, provare con la stimolazione manuale dei punti doloranti, valutare esami fisici completi e storia clinica del paziente, per poi ottenere una diagnosi.
Si tratterà inoltre di escludere, con una diagnosi differenziale, altre possibili malattie che potrebbero presentare in parte gli stessi sintomi. L'importane, quindi, è affidarsi a un medico competente.
Fibromialgia: si muore o si guarisce? Esiste una cura definitiva? Cure e terapie
La fibromialgia può diventare una malattia davvero invalidante e non esiste, purtroppo, una cura definitiva. Tuttavia sono molte e sempre più sviluppate le terapie che permettono di tenere a bada i sintomi, migliorando in maniera significativa la propria qualità di vita.
Un primo approccio terapeutico può essere di natura farmacologica, da effettuarsi ovviamente sotto controllo medico. Parrebbe che gli antidepressivi possano aiutare a combattere i sintomi, specie quelli triciclici, somministrati a basse dosi. Generalmente, questi farmaci vengono assunti assieme a miorilassanti. Anche gli antiepilettici possono essere consigliati, specie in presenza di iperalgesia.
Un'altra terapia possibile per combattere la fibromialgia è la TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator), che consiste nella stimolazione elettrica transcutanea.
Data l'importanza, poi, del fattore psicologico, può essere utile cominciare un umore e del sonno. Cominciate subito con qualche esercizio casalingo di stretching:
Fibromialgia e alimentazione
Un'alimentazione sana può essere un valido aiuto per prevenire e curare la fibromialgia. Assumere pochi grassi è fondamentale grassi e ridurre lo zucchero. Ridurre inoltre l'utilizzo di sale e il consumo di tè e caffè. Bere molta acqua ed eliminare del tutto i superacolici.
La carne rossa va assunta solo in piccole quantità, mentre bisogna preferire carne bianca, pesce, uova e latticini, per una dieta proteica. Assolutamente consigliato consumare frutta e verdura di stagione. Ottime tutte le proteine vegetali: scoprite subito quali sono sfogliando il nostro album!
Per ulteriori informazioni potete consultare anche il sito dell'Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica e la pubblicazione dell'AMRER sulla diagnosi ed il trattamento della fibromialgia
Proteine vegetali: l'elenco di tutte le verdure più altamente proteiche
Seguire una dieta vegetariana o vegana comporta inevitabilmente una minore assunzione di proteine giornaliere. L’assenza di carne infatti, alimento altamente proteico, deve essere assolutamente compensato in questi casi da una grande quantità di proteine vegetali, affinché il fisico riceva il giusto fabbisogno quotidiano. Le proteine vegetali sono contenute in primis in verdure e ortaggi verdi, oltre che in legumi, cereali e nei loro derivati. Ma quali sono nello specifico le proteine vegetali più efficaci per compensare adeguatamente diete vegetariane e vegane?
Qui di seguito potete trovare un elenco dettagliato di proteine vegetali, da inserire nei regimi alimentari che escludono carne e pesce. Del resto sono sempre più le persone che scelgono di abbracciare filosofie alimentari vegetariane e vegane, tanto che si stanno diffondendo versioni vegetariane delle diete più famose. Si pensi ad esempio alla dieta Lemme, che prevede una versione appositamente pensata per i vegetariani.
Ma dove sono contenute le proteine vegetali?
In primis, come dicevamo, negli ortaggi e nelle verdure verdi: dai broccoli, i carciofi e i cavoli agli spinaci e gli asparagi, fino ai peperoni e alle patate.
Anche i legumi sono tra le fonti vegetali più altamente proteiche: ceci, fagioli, fave, soia, piselli e lenticchie. Affinché garantiscano tutti gli aminoacidi mancanti rispetto alla carne, dovrebbero essere associati ai cereali, tra cui farro, orzo, frumento, riso, miglio e grano saraceno. Ottimi anche la quinoa, il tofu, il tempeh e il seitan, derivati rispettivamente dagli spinaci, dalla soia, dai fagioli gialli e dal frumento.
Infine anche le alghe - coma la spirulina - e la frutta secca sono cibi molto ricchi di proteine vegetali: in particolare, pinoli, arachidi, mandorle, pistacchi, anacardi, noci e nocciole rappresentano dei validi sostituti che garantiscono una buona quantità di fabbisogno proteico.
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