Disbiosi intestinale: i sintomi e i rimedi per eliminarla
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La disbiosi intestinale è un'alterazione del microbiota che altera la normale funzionalità gastrointestinale. Ciò può tradursi in disturbi gastrici, malessere generale o altre patologie, ma quali sono i sintomi di questa condizione e cosa comporta per la nostra salute? Quale cura si deve mettere in pratica per stare meglio? Scopriamolo insieme, ma prima, ecco quali sono i cibi da mangiare per combattere la pancia gonfia!
Disbiosi intestinale: cos'è
La disbiosi intestinale è una condizione di alterazione microbica causata da una proliferazione eccessiva di batteri nocivi all’interno dell’intestino, i quali sono responsabili di tutta una serie di disturbi, a partire dall’irritazione gastrica.
Il microbioma, ovvero l’insieme di batteri simbiontici che abita nel nostro organismo (soprattutto nell’intestino), è strettamente legato al nostro sistema immunitario. Quando questo equilibrio del microbioma intestinale si modifica, può subentrare una condizione di disbiosi intestinale.
Dall’organismo umano il microbiota ricava il nutrimento per la propria sopravvivenza e se esso è sano, riesce a proteggere l’intestino dalla proliferazione di batteri patogeni, contribuendo a migliorare la condizione della mucosa intestinale e a rafforzare il sistema immunitario. Quando, però, lo stato di eubiosi (ovvero di equilibrio del microrganismi) viene alterato, la composizione della flora batterica intestinale muta, così come cambiano i microrganismi che la compongono (batteri, virus e lieviti). Ecco quindi che possono nascere delle disfunzioni e dei disturbi gastrointestinali nel paziente.
In genere, la disbiosi intestinale è caratterizzata da una riduzione dei microrganismi che costituiscono la flora batterica intestinale, sia in termini di quantità che come diversità. Parallelamente, invece, si assiste a un’aumentata proliferazione delle specie batteriche "cattive", come ad esempio l'Escherichia coli, l'Enterobatteriaceae e il Clostridium difficile.
In genere il microbiota ha una grande capacità adattamento e, se si segue uno stile di vita sano e un'alimentazione adeguata, esso può ritornare a condizione di equilibrio.
Attualmente si conoscono tre tipologie di disbiosi intestinale: la disbiosi putrefattiva, la disbiosi fermentativa e quella carenziale. La disbiosi putrefattiva compare quando quando l'alterazione è causata da una dieta troppo ricca in grassi e proteine e povera di fibre. La tipologia fermentativa, invece, deriva da un eccesso di fermentazione batterica, ed è di solito determinata da un'intolleranza ad alcuni alimenti. Infine, la disbiosi carenziale riguarda una condizione di carenza di specie batteriche buone.
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I sintomi della disbiosi intestinale
Quali sono i sintomi associati alla disbiosi intesinale? Ecco i principali:
- gonfiore addominale
- cattiva digestione
- meteorismo
- dolore addominale
- disturbi della digestione
- intolleranze alimentari. A causare queste intolleranze non sono i cibi in sé, ma i villi intestinali che, quando sono infiammati, non riescono ad assorbire tutti gli alimenti che introduciamo
- diarrea
- malassorbimento dei nutrienti
- carenze di una o più vitamine (soprattutto quelle del gruppo B e K)
- stanchezza
- stitichezza
- nausea
- presenza di muco nelle feci
- disturbi a livello digestivo
- reflusso
- cistiti e candidosi
Le cause che provocano la disbiosi intestinale
Ecco le principali cause della disbiosi intestinale:
- dieta sbilanciata e ricca proteine, grassi e zuccheri
- alimentazione povera di fibre, contenute nei cibi freschi come le verdure e la frutta
- carenze nutrizionali
- terapia a base di farmaci che interferisce con la crescita dei batteri buoni (in particolare gli antibiotici)
- sovrappeso e obesità
- stress e stile di vita frenetico
- sindrome del colon irritabile
- altre malattie infiammatorie a livello intestinale, come la colite o il morbo di Crohn
- altre patologie come il diabete o le malattie autoimmuni
- fumo
- eccesso di alcol
Da cosa è influenzata la flora intestinale
La flora intestinale è influenzata da fattori non modificabili, che sono:
- genetica
- età
- parto
- alimentazione. Dalla scelta dei cibi allo stile di allattamento
- farmaci assunti
- peso
- stile di vita
- ansia e stress
- analisi delle feci
- test degli acidi organici urinari
- breath test
- esame delle secrezioni intestinali
I rimedi per la disbiosi intestinale
Quali sono i rimedi da utilizzare per contrastare la disbiosi intestinale? Innanzitutto assumere degli integratori a base di probiotici. Un integratore alimentare a base di microrganismi probiotici, come quelli che contengono fermenti lattici, svolge un'ottima azione di protezione a livello intestinale. I probiotici sono dei microrganismi in grado di sopravvivere nell’ambiente gastrico, dove riequilibrano la flora intestinale.
In generale essi vanno assunti a stomaco vuoto e lontano dai pasti per due volte al giorno, tuttavia è importante chiedere indicazioni al proprio medico. L'introduzione di integratori probiotici è regolata dalle linee guida del Ministero della Sanità a cui si consiglia di fare riferimento.
Se, tuttavia, i fermenti lattici e gli integratori probiotici non dovessero fare effetto, si può effettuare una visita dal gastroenterologo, il quale prescriverà esami e test specifici.
Oltre all'assunzione di prodotti probiotici, nella maggior parte dei casi occorre modificare il proprio stile di vita e eliminare le cause di stress e ansia.
Disbiosi intestinale e dieta: quale legame
Esiste uno stretto legame tra disbiosi intestinale e dieta. Un'alimentazione sana, infatti, è il primo rimedio per assicurarsi una flora batterica sana e variegata. Alcuni studi hanno dimostrato che la composizione del microbiota cambia in rapporto al maggiore o minore consumo di alcune sostanze, come proteine, grassi e fibre vegetali. Mangiare determinati alimenti fa bene alla flora batterica intestinale, in particolare quelli ricchi di lattobacilli e di altri microrganismi protettivi. I cibi più consigliati sono:
- yogurt e kefir
- aceto di mele
- verdure, in particolare la cicoria, le cipolle, i porri e l’aglio.
- frutta
- alimenti fermentati
- cereali integrali
- integratori a base di vitamine
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