“Mangia le carote che ti fanno venire gli occhi belli” (e altre verità che avevamo dimenticato sul cibo)
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La relazione che abbiamo con il cibo racconta molto di noi. (Spoiler: molto più di quanto pensiamo).
La colazione con un caffè al volo (meglio se in piedi e a stomaco vuoto), per ottimizzare.
Il pranzo improvvisato (meglio se al desk e davanti al PC), per ottimizzare.
La cena che dopo tutta la giornata di corsa, passata ad ottimizzare, inizia con “non ho fame” per poi finire sul divano, con una serie di biscotti mangiati a macchinetta senza pensarci (e da qui quella puntina di senso di colpa, tanto per gradire).
Ma cosa dobbiamo ottimizzare? Siamo sicure poi che sia solo una puntina di senso di colpa e non di più? A volte somiglia più a una punta di iceberg: è la parte visibile di qualcosa di molto più profondo. Qualcosa che rimane lì, sommerso, mentre cerchiamo di andare avanti.
Ripeto: cosa dobbiamo ottimizzare?
Quando una ricetta vale più di una cena
A volte fare attenzione a come (e cosa) mangiamo non parte dal piatto, ma da ciò che lo precede: la scelta, la pianificazione, il tempo che decidiamo di non sacrificare. In questo senso, ci sono strumenti e servizi che possono fare la differenza nel quotidiano. Come ad esempio, HelloFresh con cui Fem ha avviato una partnership.
Sostanzialmente, ogni settimana puoi scegliere online le ricette che preferisci, ce ne sono per tutti i gusti e le esigenze (veloci, leggere, vegetariane, family-friendly, healthy) e ricevi a casa gli ingredienti freschi, già dosati, con istruzioni passo passo illustrate. Non serve pensare troppo, basta seguire la ricetta e dedicarsi alla parte più piacevole: cucinare (e mangiare).
Non è una soluzione definitiva per tutto, ma può essere un primo passo per chi ha bisogno di alleggerire, anche mentalmente. A volte una cena semplice e già pensata può significare molto più di quello che c’è nel piatto.
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Mangiare non è un lusso: è un modo per tornare a te
Abbiamo dimenticato piccole verità che ci raccontavano da bambine, e che oggi, da adulte, tornano con tutta la loro semplicità e saggezza:
Mangia che diventi grande.
Bevi il latte che ti fa crescere bene.
Mangia le carote che ti fanno venire gli occhi belli.
E la nonna aveva ragione. Perché il cibo serve a far funzionare il cervello, a ricostruire i muscoli dopo una giornata piena, a rendere la pelle più elastica, gli occhi più luminosi, il corpo più presente. Il cervello più lucido. Serve per aiutarci a dormire meglio.
Quando riscopri questa verità semplice, quasi dimenticata, mangi più volentieri. Non più per dovere. Non per punizione. Ma per cura. Per prenderti cura di te.
Prova a pensarci così: ogni volta che mangi in modo equilibrato, il tuo corpo riceve ciò di cui ha davvero bisogno. I nutrienti entrano in circolo, le vitamine e i minerali supportano il sistema immunitario, aiutano a rigenerare i tessuti, a mantenere la pelle elastica, a sostenere l’energia mentale.
Il cibo, se scelto e assaporato con consapevolezza, non è solo “carburante”: è il modo in cui ti ricostruisci, ogni giorno, da dentro.
Fame o abitudine? Come (non) ascoltiamo il corpo quando siamo stanchi
A volte mangiamo perché ci sentiamo soli. Altre, perché siamo arrabbiate. O perché vogliamo premiarci dopo una giornata difficile. Lo facciamo tutti e tutte, chi più, chi meno, chi più spesso o meno.
È come se il cibo, spesso, fosse la risposta emotiva più immediata.
Oppure il primo bisogno che mettiamo da parte.
Succede anche questo: che più le giornate si riempiono, più saltiamo i pasti.
Che corri corri corri, ed è subito: “corri e a pranzo un panino, e non ci vedi più dalla fame” proprio come nella pubblicità della Fiesta. Già. Praticamente qui sei svenuta e non te ne sei accorta. Il punto è che mangiare in modo consapevole non è solo una questione di disciplina o volontà.
È anche una questione di organizzazione, di scelte, di strumenti.
E sì, anche di gentilezza, un po’ come vi avevo già raccontato qui.
Non serve “meritarselo”: il cibo non è premio, è presenza. Ecco cosa ho capito, col tempo: mangiare bene non è qualcosa che “ti concedi” solo se hai fatto tutto. Non è una ricompensa da conquistare. È un modo per dirti: “sei qui e hai bisogno di nutrirti con rispetto.”
Mangiare bene è un modo per abitare la tua giornata con più presenza.
Per tornare a sentire il corpo, per ascoltare i segnali e, finalmente, rispondere.
La top 3 dei modi semplici per praticare il mindful eating (anche se hai poco tempo)
- Fermati prima di mangiare
Anche solo 30 secondi. Chiediti: “Ho fame o ho bisogno di altro?” Spesso basta questa domanda per cambiare approccio. - Siediti (davvero)
Evita di mangiare in piedi, in auto, davanti al computer. Dai al cibo il tempo e lo spazio che merita. Se puoi, anche solo per un pasto al giorno. - Guarda cosa c’è nel piatto
Colori, consistenze, profumi. Riconoscere quello che stai per mangiare ti riporta al presente. E ti fa gustare (molto) meglio.
Mangiare bene è un modo per volersi bene. Anche oggi. Anche se sei stanca. Anche se la giornata è stata lunga. Anche (e soprattutto) se non ti sembra di meritartelo.
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