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La cleptomania: riconoscerla e curarla

Un irrefrenabile impulso che spinge a rubare anche oggetti di poco valore e che non servono: parliamo di cleptomania, un disturbo che non molti sono disposti a confessare

Trucchi, gioielli, prodotti alimentari... La cleptomania, considerata una vera e propria malattia, è un sintomo nevrotico, un bisogno patologico di rubare, un irrefrenabile e immotivato impulso al furto di oggetti anche privi di valore e non necessariamente legati a un bisogno reale.

​Uno dei criteri principali per riconoscere la cleptomania è proprio l'inutilità degli oggetti rubati: il ladro si appropria spesso di cose senza valore, che non gli serviranno e che poi accumulerà o getterà via. Per lui il furto è un bisogno il cui soddisfacimento non risiede nell'oggetto, ma nel desiderio stesso.

La cleptomania: i sintomi
I sintomi della cleptomania sono elencati nel Manuale diagnostico e statistico delle turbe mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), pubblicato in America.
Nello specifico, per essere definito cleptomania, il disturbo deve avere le seguenti caratteristiche:
- Desiderio insopprimibile e ricorrente di rubare;
- Forte tensione appena prima di compiere il furto;
- Piacere o sollievo quando il cleptomane passa all'atto;
- Il furto non è motivato dalla collera o dal desiderio di vendetta e non è accompagnato da idee deliranti, episodi maniaci o allucinazioni;
- Gli oggetti non vengono rubati per uso personale o per il loro valore commerciale.

La cleptomania: le cause
Le origini della cleptomania sono ancora poco note. Molti psicologi la considerano un sostituto della sessualità: la ricerca del piacere attraverso un'attività segreta e proibita servirebbe a compensare una vita sessuale assente o poco soddisfacente.
Un’altra scuola di pensiero, invece, risale ad un senso di colpa inconscio che potrebbe attivare stati depressivi e di angoscia; secondo questa spiegazione del fenomeno le cause del gesto sarebbero da ricercare soprattutto nel desiderio della punizione, che diverrebbe quindi un atto compensatorio risollevante.

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La cleptomania: le cure
Per guarire dalla cleptomania bisogna ammettere in primo luogo di soffrirne. La maggioranza delle persone colpite da questo disturbo, infatti, non ne parla mai e non consulta uno psicologo per risolvere il problema. Quando la persona è consapevole di avere un problema e chiede aiuto, di solito, basta la psicoterapia comportamentale o la più recente tecnica dello psicodramma psicoanalitico di gruppo, dove sei/otto pazienti vengono seguiti da uno specialista.
​L’obiettivo è quello di stabilizzare il tono dell’umore del paziente per favorire il cessare di tali incontrollabili impulsi. Laddove non basti l’approccio psicologico, si può ricorrere anche all’ulteriore aiuto farmacologico e di solito le sostante somminisrate sono la fluoxetina (Prozac) e il naltrexone (Revia).

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