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Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Nuove ossessioni e dove trovarle: l'ortosonnia toglie il sonno, non lo migliora

Nuove ossessioni e dove trovarle: l'ortosonnia toglie il sonno, non lo migliora
(getty)
Per "ortosonnia" si intende una ricerca continua e malsana del sonno perfetto tramite l'uso di dispositivi di monitoraggio, raccolta dati e conversazioni sul sonno.
E no, l'ortosonnia non migliora affatto la qualità del sonno.
di Eugenia Nicolosi

Cos'è l'ortosonnia? Perché ne parliamo e, soprattutto, come influisce sulla qualità del sonno? La parola è di origine greca: il termine ortho, che significa "corretto" e somnia, che significa "sonno", hanno dato vita a questa espressione con cui ci si riferisce a un'ossessione malsana per ottenere il sonno perfetto. Una persona con ortosomnia può essere talmente preoccupata dal monitoraggio del proprio sonno che finisce per ossessionarsi e - ovviamente - dormire molto, molto male.

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Di ortosonnia "si soffre": nuove ossessioni e dove trovarle

L'ortosonnia è solo l'ultima ripercussione degli attori di un mercato globale "del sonno", il cui valore stimato è di 77.68 miliardi di dollari solo nel 2024: una industria del sonno che ha convinto le persone a raccogliere dati e informazioni sulle proprie notti tramite dispositivi di monitoraggio, da grandi macchine a piccoli smartwatch iper tecnologici e app. Di fatto, di ortosonnia "si soffre": il pensiero ossessivo, le conversazioni continue con il proprio medico o il recap quotidiano con gli amici circa la qualità del proprio sonno sono tutto fuorché una pratica sana. 
l'ortosomnia non è (ancora) un disturbo diagnosticabile: al momento è solo un nuovo termine, figlio di un trend, coniato dai "ricercatori del sonno" della Northwestern University School of Medicine e della Rush University Medical School. E al centro del loro studio c'è proprio l'ossessione delle persone, non la qualità del sonno.

L'uso di tecnologie e app indossabili per misurare il sonno è quindi in aumento, come tutti i "supplies" per dormire meglio. Sappiamo dal magazine di economia Millionaire che Eight Sleep, azienda newyorkese di “fitness del sonno” da 500 milioni di dollari di fatturato, vende materassi smart a partire da 2.695 dollari. E come loro, insinuare che le persone abbiano la necessità di sorvegliare il proprio sonno è una questione di business per migliaia di brand, case farmaceutiche, negozi di materassi, inventori di app e smartwatch. Insomma non solo "serve" un dispositivo che ci dice come abbiamo dormito, ma anche per "dormire bene" pare servano soldi da spendere in aggeggi.

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Ancora Millionaire si interroga sulle ripercussioni: molti medici denunciano un aumento esponenziale di pazienti preoccupati, armati di dati provenienti da smartwatch e app che sono alla disperata ricerca di strategie di ottimizzazione del sonno

una persona su tre utilizza un dispositivo di monitoraggio del sonno

L'istituto di ricerca statunitense Sleep Foundation registra che un americano su tre ha utilizzato un qualche tipo di rilevatore elettronico del sonno. Ma le app di monitoraggio del sonno e i dispositivi indossabili, come appunto gli smartwatch, da un lato sono ottimi per monitorare le abitudini del sonno e rivelare quanto si dorme ma un buon sonno è fisiologicamente collegato a una buona salute emotiva e fisica. 
Il fatto che alcune persone si siano ossessionate dalla raccolta di dati sul proprio sonno significa che vivono in uno stato di preoccupazione. I segnali? Controllare i dati del sonno per prima cosa al mattino (o anche nel cuore della notte), rivederli più volte al giorno, sentire l'ansia quando se ne parla o quando si guardano, essere mentalmente poco presenti nel resto della giornata perché si pensa solo a come si ha dormito o a come si dormirà fino ad apportare cambiamenti drastici alla propria routine quotidiana in base ai dati sul sonno.

l'ortosonnia di fatto peggiora il sonno

Come qualsiasi ossessione, l'ortosonnia causa problemi al sonno e disturba il riposo, quindi la qualità della vita. Questo perché l'ansia e lo stress possono rendere difficile addormentarsi e rimanere a dormire tutta la notte: più si cerca di controllare il sonno, più diventa difficile dormire. Questo perché lo stress rilascia il cortisolo, l'ormone che più di tutti incide sul relax e quindi sulla capacità di addormentarsi perché aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, entrambe le quali servono a tenere sveglie le persone. Quindi sì: l'ortosonnia provoca insonnia ma anche altri disturbi del sonno come la narcolessia (patologia neurologica che si caratterizza per eccessiva sonnolenza diurna, con attacchi di sonno improvvisi nel corso della giornata) e il disturbo da apnea notturna.
Però non vanno demonizzati i tracker del sonno e le app per il sonno, che possono essere utili se usate con prudenza: l'ortosonnia è una condizione rivelatrice della personalità della persona che ne soffre, nel senso che, trattandosi di una ossessione, indica la presenza di un problema più profondo che deve essere affrontato.