4 minuti di lettura

Chiedere una pausa VS Silent Treatment: quando il silenzio è trattamento di abuso

Una scena del film "The wolf of Wall Street" 

Se chiedere di restare in silenzio per un po' è lecito (a volte anche sano), il silent treatment è una forma di abuso psicologico che la persona maltrattante usa per piegare l'altro. 
E non accade solo tra partner ma anche tra genitori e figli, amici e colleghi

Il trattamento del silenzio è un abuso. Prendersi del tempo per ragionare e chiedere spazio, anche prevedendo di non parlarsi, è una pratica sana (e presuppone che si concordi con l'altra persona). E allora diventa un abuso imporre all'altra persona la propria presenza, fosse anche per telefono o via messaggio. Dopo questa premessa necessaria, cosa è il trattamento del silenzio o "silent treatment"?

Come saper comunicare in modo assertivo ci aiuta nelle relazioni

Si riferisce all’atto di ritirarsi intenzionalmente da un’interazione, rifiutandosi di impegnarsi nella comunicazione e nell'ascolto quindi escludendo l’altra persona. Può capitare tra partner, tra colleghi o amici, tra genitori e figli. Quando accade, la persona che riceve il silent treatment, subisce una tattica manipolatoria messa in pratica per "essere piegata": è una violenza psicologica insomma. Il che dovrebbe essere sufficiente affinché chi subisce il silenzio venga chiamato o chiamata "vittima".

silent treatment: la "punizione" passivo-aggressiva per eccellenza

Il trattamento del silenzio è qualcosa che in particolare i narcisisti usano volentieri. È una forma di punizione passivo-aggressiva: rimanendo in silenzio si esercita infatti il ​​controllo sull’altra persona minando la sua autostima, forzando una resa da parte sua. Il silenzio è quindi molto peggio che litigare perché è una punizione, molto elementare oltretutto, che chi si sente "superiore" agisce sull'altra persona. Il trattamento del silenzio è un modo per infliggere dolore senza lasciare lividi visibili. La ricerca ha dimostrato che essere ignorati o esclusi subendo il silent treatment attiva la stessa area del cervello che viene attivata dal dolore fisico. In particolare alla facoiltà di Psicologia della Purdue University, nell'Indiana, è stato studiato l'ostracismo ed è emerso che la capacità di individuare l'ostracismo è insita in ciascuno noi: non importa se si viene ignorate da un gruppo, da qualcuno che amiamo o da una persona che non sopportiamo, il dolore si registra comunque.

Silenzio e spazio vs. Trattamento del silenzio

Ci sono momenti nelle relazioni, in tutti i tipi di relazione, in cui chiedere del tempo e dello spazio diventa non solo accettabile ma persino benefico. Ad esempio, una coppia, o anche solo un partner, può prendersi una pausa da una discussione accesa per calmarsi o raccogliere i propri pensieri. Ciò che distingue questo tipo di silenzio dal trattamento del silenzio è che il timeout è consapevole e concordato e prevede un rientro, durante il quale le parti torneranno sull'argomento. Ci sono anche casi in cui una vittima di abusi tace per stare al sicuro ed evitare che una situazione già violenta peggiori. In queste situazioni però è la vittima che si protegge: sa che dire qualcosa, anche se l'abusante lo pretende, non farà altro che aggravare la situazione e portare a ulteriori abusi. Infatti quando una persona abusante si lascia andare a insulti o altre forme di abuso verbale, la persona ricevente non è tenuta a interagire anzi, è molto più sano alzare un muro (ma anche denunciare) e soprattutto allontanarsi da una situazione di abusi.

Una scena del film "Gone girl" 

Dall'altro lato c'è invece il trattamento del silenzio: il rifiuto di comunicare verbalmente con qualcuno, spesso come mezzo di punizione, manipolazione emotiva o controllo. La manipolazione emotiva, ormai lo sappiamo, è un comportamento che intende sfruttare, controllare o influenzare emotivamente qualcuno per un proprio vantaggio. A volte può essere l'unica forma di abuso presente in una relazione oppure può avvenire insieme ad altri tipi di abuso, incluso quello fisico, psicologico o sessuale. Il silent treatment è un tipo di manipolazione che avviene più comunemente all'interno in una relazione romantica ma può verificarsi anche tra familiari, amici o colleghi di lavoro. Ed è sempre una pratica emotivamente violenta. 

Questo tipo di comportamento rafforza la sensazione, anche inconscia, che qualcuno a cui teniamo non voglia avere niente a che fare con noi

Secondo le psicologhe e gli psicologi di Choosing Therapy ci sono diversi motivi per cui una persona ricorre al trattamento del silenzio. Innanzitutto, spesso potrebbe non sapere come gestire i propri sentimenti, potrebbe provare del dolore e sentirsi emotivamente sopraffatto o anche aver vissuto un trauma infantile o il silent treatment stesso da parte dei genitori. Quindi ha imparato a utilizzare il trattamento del silenzio come approccio passivo-aggressivo per innescare un abuso reattivo (cioè una reazione all'abuso attivo) da parte dell'altra persona. La ricerca ha circoscritto alcuni motivi per cui una persona può fare affidamento sul trattamento del silenzio: ha scarse capacità comunicative e non sa come esprimere i propri bisogni o emozioni, è una personalità controllante, non sa che il silent treatment è una violenza psicologica, ha uno stile di attaccamento evitante, reprime le emozioni, soffre di disturbo da stress post-traumatico (PTSD), ha normalizzato il silent treatment perché lo subisce / lo ha subito a sua volta durante l'infanzia o nell'età di formazione.

riconoscere il silent treatment

Premesso, ancora una volta, che è legittimo concordare una pausa e non sentirsi o vedersi, il silent treatment è qualcosa che non si concorda ma che si subisce. La persona che utilizza il trattamento del silenzio può uscire di casa e restare fuori senza dire quando (o se) tornerà. Può anche restare fisicamente presente e ignorare completamente le richieste, le azioni costruttive e i tentativi di comunicazione dell'altra persona. A volte questo accade mentre l'abusante passa la giornata come se nulla fosse, anche parlando con altre persone ma non con la persona che si vuole ferire o punire. Si servono infatti di questa pratica di manipolazione per controllare la situazione o portare la conversazione dove vogliono loro, iniziando a parlare solo quando - se - l'altra persona si prostra chiedendo scusa.

Una scena della serie "Friends" 

Di fatto, costringono l'altra persona a riconciliarsi con loro mettendo in pratica una forma di comunicazione negativa e controllante. Ma significa lasciare irrisolte le questioni che avevano causato la lite o l'offesa da parte sua o dell'altra persona, infatti è un ottimo strumento per evitare di assumersi la responsabilità o di ammettere i propri errori.

Nel corso di uno studio è stato scoperto che il trattamento del silenzio viene utilizzato sia dagli uomini che dalle donne per porre fine ai comportamenti di un partner, figlio o figlia, amici anziché per risolvere il confltto alla base. Il che significa adottare un modello di comportamento distruttivo. Quando la persona che utilizza il trattamento del silenzio toglie la capacità di comunicare e collaborare, la persona che lo riceve è forzata a fare qualcosa che ripristini la relazione. Ciò consente alla persona abusante di sentirsi vendicata, potente e in controllo, mentre la persona che riceve si sente confusa e forse anche spaventata di perdere la relazione.

Serve a ribaltare le parti senza affrontare la questione in questione. Il vero problema, la cosa che ha scatenato la lite o la rabbia, infatti, spesso si perde nella lotta per ritrovare l'equilibrio e la comunicazione perché il modello di comportamento è sia tossico che offensivo.