Essere belli non protegge dal tradimento: il mito a cui continuiamo a credere
Quando qualcuno viene tradito pensiamo al suo aspetto esteriore o interiore, scaricando sulla vittima il peso della scelta del traditore: sfatiamo alcuni miti (come quello della bellezza)
La bellezza, o l'essere brillanti, non tutela dall'indole del partner e dal tradimento. Basta ricordare il riflesso collettivo alle varie notizie di alcune celebrità tradite dai partner: "Come si fa a tradire Beyoncé?" o per carità Emily Ratajkowski? O chiunque altra, altro, che consideriamo un mito.
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Insomma l'infedeltà non è una valutazione del valore estetico della persona tradita, eppure continuiamo a leggerla così anche a livello inconscio, chiedendoci più spesso di quanto non dovremmo, come mai pur essendo belle, intelligenti, brillanti e di successo alcune persone subiscano comunque i tradimenti del partner. Ma la fedeltà del partner non è un premio che si vince o si merita, e non dipende da chi viene tradito/a.
Partiamo dai dati: in Europa l'infedeltà è più comune di quanto si pensi, Secondo l'European Social Survey e varie analisi comparative sui comportamenti relazionali sappiamo che tra il 15 per cento e il 30 per cento degli adulti in relazioni stabili dichiara di aver avuto almeno una relazione extraconiugale o extracoppia nel corso della vita.
Gli uomini continuano a dichiarare tassi di infedeltà leggermente superiori rispetto alle donne, ma il divario si è ridotto negli ultimi decenni e nei Paesi dell'Europa occidentale la differenza di genere è proprio minima tra le generazioni più giovani. Arrivando in Italia, un'indagine IPSOS ha rilevato che circa un italiano su tre considera l'infedeltà un fenomeno relativamente diffuso nella propria esperienza diretta o indiretta e le nuove forme di infedeltà digitale (chat, sexting, relazioni online) rendono più sfumati i confini tra fedeltà e tradimento.
La bellezza, l'intelligenza, il successo non proteggono
Le cause più frequentemente citate da chi tradisce sono insoddisfazione emotiva, ricerca di novità, banale opportunità e problemi di comunicazione oltre a non meglio identificati fattori di personalità ("sono fatto/a così).
L'aspetto fisico del partner compare raramente come fattore decisivo e infatti uno dei punti emersi nella ricerca della psicologa americana Alicia Walker, che ha studiato persone coinvolte in relazioni extraconiugali, è che il tradimento spesso riguarda bisogni emotivi, identitari o situazionali più che una semplice sostituzione del partner con qualcuno considerato più attraente.
Quando emerse il tradimento di Jay-Z nei confronti di Beyoncé, internet reagì con incredulità ma anni dopo è successo di nuovo con Emily Ratajkowski, con Megan Fox, con Shakira. Ogni volta milioni di commenti di utenti che si chiedono come sia possibile tradire una delle donne più belle del mondo.
La domanda nasconde un'idea molto più problematica e purtroppo socialmente diffusissima, cioè che la fedeltà sia una ricompensa da meritare. Le persone tradiscono per ragioni molto più complesse della banale attrazione verso qualcuno che non sia il partner e che hanno a che fare con desiderio (ovvio) ma anche identità e bisogni emotivi.
l'aspetto della persona tradita è spesso l'elemento di dibattito
Eppure il dibattito pubblico continua a ruotare intorno all'aspetto estetico della persona tradita. Quando diciamo che Beyoncé è troppo bella per essere tradita stiamo implicitamente affermando che c'è una soglia di bellezza capace di garantire la fedeltà del partner, come se la lealtà fosse una sorta di premio assegnato alle persone sufficientemente desiderabili.
La verità è che alle donne è stato insegnato che l'avvenenza rappresenta una forma di sicurezza relazionale e per secoli in effetti lo è stato perché non potevamo nemmeno avere un conto in banca tutto nostro, dovendo dipendere da un marito. Allora mantenersi attraenti, giovani e desiderabili è ancora considerato un must per trovare l'amore e la fedeltà.
Ecco perché i tradimenti che coinvolgono donne considerate universalmente bellissime producono quindi uno shock culturale: mettono in crisi questa convinzione che resiste nel subconscio di tutte e tutti noi. E invece le storie e i numeri ci raccontano altro, anche le ricerche fatte in Europa mostrano che l'infedeltà attraversa tutte le classi sociali, i livelli di istruzione e le categorie estetiche.
Ne consegue che forse dovremmo smettere di chiederci come sia possibile tradire Beyoncé e iniziare a interrogarci sul motivo per cui continuiamo a considerare la fedeltà una ricompensa per la bellezza e quindi a focalizzarci sui difetti (interiori, esteriori) della persona tradita suggerendo, implicitamente, che esistano persone meno belle e quindi più sacrificabili. La scelta compiuta da chi tradisce viene così ancora trasformata in una valutazione del valore di chi viene tradito. La realtà, molto meno rassicurante ma probabilmente più onesta, è che nessuno è troppo bello per non essere tradito e che il tradimento dice molto di chi lo compie, ma meno, quando non proprio nulla, su chi lo subisce.