"Se sono felice con lui, perché continuo ad aspettarmi il peggio?": la posta del cuore di alfemminile risponde
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Sto con il mio ragazzo da quasi due anni e, se guardo la mia relazione da fuori, so che dovrei essere felice. È una persona presente, mi ascolta, mi rispetta e con lui riesco a essere me stessa. Non ci sono grandi problemi tra noi e, per la prima volta dopo tanto tempo, sento di avere accanto qualcuno con cui potrei costruire qualcosa.
Il problema è che io non riesco sempre a godermela.
Mi capita di avere paura che da un momento all’altro qualcosa cambi. Se un giorno è più silenzioso del solito penso subito che ci sia un problema. Se mi risponde dopo più tempo rispetto al solito inizio a chiedermi se sia successo qualcosa. A volte mi ritrovo persino a cercare segnali che confermino una paura che forse esiste solo nella mia testa.
Lui mi dice che dovrei fidarmi di più e che questa ansia rischia di rovinare una relazione che invece funziona. Io lo so che probabilmente dovrei vivere più serenamente il presente, ma non riesco a smettere di pensare: e se un giorno smettesse di amarmi?
Perché ho paura che la mia relazione finisca anche se va tutto bene?
Partiamo da una cosa che forse ti farà sentire meno sola; il tuo cervello sta facendo quello che spesso il cervello umano fa quando finalmente trova qualcosa che conta: sta cercando il problema.
Non perché sia cattivo, non perché voglia sabotarti (anche se a volte sembra avere un talento particolare per scegliere il momento meno opportuno per aprire il reparto investigazioni interne), ma perché una parte di noi pensa che anticipare una possibile sofferenza possa renderla meno dolorosa.
Il ragionamento, in teoria, è anche comprensibile: se mi preparo prima, se noto ogni minimo cambiamento, se capisco in anticipo quando qualcosa non va, forse riuscirò a proteggermi.
Il problema è che nelle relazioni questa strategia spesso porta a vivere più nella paura di perdere qualcosa che nella felicità di averla.
Ansia nella relazione: è normale avere paura di perdere il partner?
Sì, entro certi limiti.
Avere paura di perdere una persona che amiamo è probabilmente una delle cose più normali che esistano. Quando qualcuno diventa importante per noi, automaticamente diventa anche qualcuno che potrebbe farci male.
Il lato poco romantico dell’amore è proprio questo: per quanto possiamo comunicare bene, scegliere con attenzione e costruire una relazione sana, non possiamo eliminare completamente il rischio.
Non esiste una clausola nascosta nel contratto sentimentale che dica: “Questa persona resterà per sempre e non cambierà mai idea”.
Quello di cui possiamo parlare, che trattiamo e di cui siamo (seppur poco, a volte) in controllo è il modo in cui questa paura entra nella nostra vita.
Un conto è pensare: “Questa persona è importante per me e spero che resti"; un altro è vivere ogni giornata cercando prove che dimostrino che forse non resterà.
Perché cerco ovunque segnali che la mia relazione sta andando male?
Una delle cose più estenuanti dell’ansia nelle relazioni è che spesso non ha bisogno di grandi eventi per partire.
Basta poco: un messaggio più breve del solito, un “ti amo” detto con meno entusiasmo del solito; una sera in cui il partner sembra più stanco.
Ed ecco che la mente inizia a costruire una teoria completa, con tanto di analisi dei precedenti, collegamenti improbabili e probabilmente qualche screenshot mentale di conversazioni avvenute mesi prima.
Il problema è che quando siamo spaventati tendiamo a cercare conferme della nostra paura, non necessariamente della realtà. Se penso che qualcosa non vada, noterò più facilmente tutto ciò che sembra dimostrarlo e probabilmente ignorerò tutte le volte in cui quella persona mi ha dimostrato il contrario.
È un po’ come quando compri un vestito online e cerchi disperatamente recensioni negative perché hai già deciso che potrebbe andare male. Solo che qui non stai scegliendo una giacca: stai cercando di capire se puoi fidarti di qualcuno.
Perché quando sono felice ho paura che qualcosa vada storto?
Questa è forse la parte più interessante. A volte non abbiamo paura perché la relazione è fragile; abbiamo paura proprio perché finalmente sembra importante.
Per alcune persone la calma può essere quasi destabilizzante. Se siamo abituati a relazioni complicate, a persone poco disponibili o a situazioni in cui dobbiamo conquistare continuamente attenzioni, una relazione stabile può sembrare quasi sospetta.
Dov’è il problema? Dov’è il colpo di scena? Dov’è il momento in cui devo dimostrare di essere abbastanza?
La nostra generazione è stata allenata parecchio all’incertezza: lavori precari, possibilità infinite ma anche infinite possibilità di confronto, dating app in cui una persona può sparire con la stessa facilità con cui aveva iniziato una conversazione.
Non stupisce quindi che, quando arriva qualcosa di stabile, una parte di noi faccia fatica a riconoscerlo.
Inoltre, a volte confondiamo la tranquillità con la mancanza di emozione e il caos con la passione.
La mia relazione è sana ma io sono ansiosa: cosa posso fare?
La prima cosa è smettere di trattare ogni paura come se fosse una previsione. Una sensazione è reale, ma non sempre racconta una realtà.
Quando arriva quel pensiero del tipo “sta succedendo qualcosa”, forse la domanda non è immediatamente: “Cosa sta cambiando nella mia relazione?”, ma: “Ho delle prove oppure sto cercando una rassicurazione perché ho paura?”
Non significa ignorare i segnali importanti o convincersi che tutto vada sempre bene.
Significa imparare a distinguere un’intuizione da un allarme che si attiva anche quando non c’è nessun incendio.
E forse significa anche accettare una cosa poco piacevole: nessuna quantità di controllo ci renderà completamente immuni dalla possibilità di soffrire.
Devo fidarmi del mio partner o della mia paura?
Una relazione sana non richiede di diventare improvvisamente una persona senza insicurezze, sempre tranquilla e completamente sicura di sé. Quella persona, tra l’altro, probabilmente esiste solo nei reel motivazionali con musica rilassante e tramonti perfetti.
Richiede qualcosa di molto più realistico: imparare a stare dentro l’incertezza senza lasciare che l’incertezza decida tutto al posto nostro.
Puoi amare qualcuno e avere paura, puoi essere felice e avere dubbi; puoi avere trovato una persona giusta e comunque avere una parte di te che aspetta il momento in cui tutto potrebbe cambiare.
La cosa da ricordare: una relazione felice non è una relazione senza paura
Forse il vero passo avanti non è arrivare al punto in cui penserai: “Non perderò mai questa persona”.
Forse è imparare a dire: “Questa persona potrebbe un giorno non esserci più, ma oggi c’è. E oggi posso scegliere di viverla”.
Perché aspettare continuamente il peggio non ci prepara davvero al dolore; a volte, ci impedisce semplicemente di accorgerci del meglio mentre succede.
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