Perché dobbiamo parlare della nostra salute mentale
Secondo l’Oms, a livello globale una persona su otto convive con un problema di salute mentale: in Italia sono 17 milioni. Nella Giornata Mondiale della salute mentale, il 10 ottobre, l'obiettivo è quello di ricordare che parlare di salute mentale serve anche per abbattere lo stigma che c'è sempre stato dietro i problemi mentali e per aumentare la consapevolezza che non si è soli ad affrontarli
"Ho sempre creduto che l’ansia facesse parte di me e del mio carattere, non ho mai pensato che potesse essere un problema”, racconta a fem Francesca, 28 anni, social media manager di una startup di Milano. "Ho capito che avevo bisogno di un aiuto quando non potevo più fare nulla da sola, dal chiudere semplicemente il portone di casa ad affrontare un viaggio”, aggiunge la ragazza. Francesca è in terapia ormai da un anno e in questo periodo ha imparato a riconoscere la propria ansia, a sentirla quando sta per arrivare e qualche volta, dipende dai periodi, sottolinea lei, riesce anche a controllarla. “Perché mi sono resa conto che dovevo prendermi cura della mia salute mentale? Perché ora se ne parla di più, tra amici e in famiglia e mi sono resa conto che non l'avrei affrontata da sola”.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, a livello globale una persona su otto convive con un problema che va da ansia e depressione fino alle forme più gravi di disturbi della personalità. Questo significa che molti vivono con condizioni mentali che possono avere un impatto sulla loro vita, sui loro rapporti, sulla loro salute fisica, sul loro benessere e sui loro mezzi di sussistenza. A incentivare l’aumento di questi problemi è stata poi soprattutto la pandemia di Covid-19, sottolinea l’Oms, e a risentirne di più sono tutt’ora soprattutto adolescenti e giovani.
Che cosa è la salute mentale?
"La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità", riporta la Costituzione dell’Oms. Di conseguenza, quando si parla di salute mentale si intende una parte integrante della salute e del benessere di una persona e, come altri aspetti, questa può essere influenzata da diversi di fattori socio-economici.
Come quando ci si fa male a una gamba e non si aspetta che questa si curi da sola, allo stesso modo è importante prendersi cura della propria mente quando si sente, ad esempio, che i livelli di stress o le emozioni che si stanno provando non si riescono più a controllare da soli: i disturbi mentali non sono da sottovalutare, soprattutto perché spesso influiscono su altre malattie, come il cancro, le malattie cardiovascolari, e sono a loro volta influenzate da queste. È stato dimostrato, ad esempio, che la depressione può causare una predisposizione all'infarto del miocardio e al diabete, i quali, a loro volta, aumentano il rischio d'insorgenza di una depressione, riporta il Ministero della Salute.
Come siamo messi in Italia
Nel nostro Paese 17 milioni di persone soffrono di un disturbo mentale e la percentuale di persone che soffrono di problemi psichici è passato dal 6 al 32%, come riportato da Mama Chat. Ma questi numeri potrebbero peggiorare: secondo l’Oms, la depressione sarà la malattia più diffusa nel 2030. "Vado in terapia da due anni. Ho cominciato per una delusione amorosa e poi mi sono reso conto che in verità avevo dentro di me insicurezze e debolezze che mi portavo dietro da tempo", spiega a fem Samuele, 29 anni.
La pandemia ci ha messo di fronte alla consapevolezza che certi problemi o emozioni non si possono affrontare da soli e non possono essere nemmeno trascurati. Questi possono derivare da traumi del passato o dell'infanza, lavoro o stanchezza personale, delusioni di amicizia o relazioni, ma possono essere anche conseguenza ed effetto della pandemia. Sta di fatto che a oggi solo il 18% degli italiani avverte uno stato di pieno benessere mentale, secondo un’indagine di Ipsos, promossa dal Gruppo Axa, su un campione di più di 30mila persone tra i 18 e i 74 anni di età in 16 Paesi. Lo stress è il disturbo mentale più diffuso a livello mondiale e in Italia è avvertito dal 56% degli intervistati. Il sondaggio riporta che il 48% degli italiani si sente solo (il dato peggiore in Europa), mentre incidono negativamente sullo stato di salute mentale anche la guerra in Ucraina, avvertito dal 52% del campione, e gli effetti negativi del cambiamento climatico (43%).
Tra gli italiani, i soggetti più a rischio sono le donne, a causa anche della disparità di genere avvertita nella propria vita, e i giovani che risentono di un uso spesso eccessivo di tecnologie e social. In generale, il benessere mentale è influenzato anche da quello percepito sul luogo di lavoro e sulle dinamiche che si instaurano tra colleghi e datori di lavoro: migliore è lo stato mentale, minore è l'intenzione di cambiare lavoro, come ritiene il 75% degli intervistati.
"Attraverso la terapia ho imparato ad affrontarmi, nel bene e nel male. Ma è un lavoro continuo e che non sempre riesco a fare: in questo percorso sto imparando ad affrontare lo stress sul lavoro e a provare a vivere al meglio un'ambiente che si sono reso conto nel tempo non essere molto sano", racconta a fem Nicola, 30 anni, dipendente di una piccola azienda
Lo stigma
Per molto tempo la salute mentale è stata vista come una cosa non per le persone comuni: si pensava che solo pochi avessero davvero bisogno di un aiuto psicologico e queste persone erano considerate pazze o folli. Ancora oggi però questo pregiudizio è presente in diversi contesti e può essere difficile da estirpare. Questo rende più complicato per le persone che soffrono di disturbi mentali rapportarsi con la società (lo è l'88% delle persone con gravi malattie mentali), come riporta il Ministero della Salute: ad esempio, quasi tutti i datori di lavoro riconoscono di avere una responsabilità nei confronti del benessere del proprio personale e promuovono la consapevolezza della salute mentale, ma circa il 15% dei dipendenti rischia il licenziamento o la retrocessione dopo aver rivelato il proprio problema di salute mentale.
Vivere con disturbi mentali rende più difficile portare a termine la scuola o far parte del mondo del lavoro, più difficile studiare o lavorare in modo produttivo, ma anche rimanere in buona salute fisica. I disturbi mentali fanno spesso precipitare gli individui e le loro famiglie in una condizione di povertà. La perdita della casa e la detenzione inappropriata è molto più frequente nelle persone con disturbi mentali che nella popolazione generale, e aggravano ulteriormente la loro condizione di emarginazione e la loro vulnerabilità.
Ora non fa più paura
Se il numero delle persone a cui sono diagnosticati disturbi mentali sono aumentate, d'altra parte è diminuito lo stigma sull'argomento ed è aumentata la propensione a prendersi cura della propria salute mentale. Oltre il 60% degli italiani si rivolge a medici e specialisti per la diagnosi delle malattie mentali, dato in controtendenza rispetto allo scorso anno, dove l'Italia era il primo Paese europeo in classifica per numero di persone che avevano scelto la strada dell'autodiagnosi.
Finalmente, giovani e non si sono resi conto dell'importante di occuparsi della propria salute mentale, consapevoli, come affermava Charles Bukowski, che "la sanità mentale è un'imperfezione" e non c'è nulla di male.