Cari maschi, Linkedin non è Tinder
Linkedin è il social dedicato al lavoro che però, come quasi tutti gli altri spazi (digitali e non) è un teatro di molestie.
Il 91% delle iscritte infatti denuncia di essere stata vittima di comportamenti inopportuni.
"È divertente come la mia casella di posta di Linkedin sia intasata più dai messaggi di uomini che cercano di flirtare rispetto a quelli che ricevo da persone che cercano di fare networking. Che poi è la ragione per cui ci si iscrive su Linkedin". O forse no? Parliamo del sito di networking professionale con quasi 800 milioni di utenti in 200 Paesi in tutto il mondo. E questa è solo una delle testimonianze delle centinaia di donne e ragazze che, iscritte al social network dedicato al lavoro (ricerca, offerta, espansione della propria rete) si sono trovate a dover gestire messaggi totalmente inappropriati ricevuti da uomini.
Il guaio è (anche) che a volte questi uomini hanno dei ruoli di potere: lavorano per delle aziende o società che fanno gola alla ricevente, sono in rapporti con professionisti da cui dipende la carriera della ricevente, sono potenziali recruiter o potenziali contatti di supervisor, e così via, nello spazio dello squilibrio. Motivo per cui, su Linkedin, qualsiasi discorso relativo al sesso o alle relazioni dovrebbe essere evitato. Ma non lo è. E molti uomini usano la piattaforma come fosse come un'app di incontri. Ma non lo è.
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le testimonianze delle molestie
All'inizio i messaggi sembrano innocenti: normali richieste di connessione, accenni a un interesse condiviso, amicizie comuni o settori lavorativi simili. A volte è un "like" sotto a un traguardo lavorativo raggiunto. È che poi i comportamenti e i messaggi diventano inappropriati, a doppio senso, sessuali e offensivi. Diventano, in buona sostanza, molestie, proprio perché lo spazio in cui vengono attuati o inviati è uno spazio dedicato al lavoro.
Infatti, sebbene offese, tentativi irrispettosi di approcci e molestie online siano qualcosa che le donne hanno sperimentato sin dalla creazione di Internet – con molte segnalazioni di molestie subite su siti come Facebook o Twitter e perfino sulle chat di giochi. come Ruzzle – LinkedIn è il posto in cui gli utenti e le utenti coltivano connessioni professionali, Ma ahinoi, proprio come tutti gli altri spazi digitali e non digitali, le donne dicono che le molestie avvengono quotidianamente.
La "comunicazione inappropriata" è stato il comportamento sessualizzato più comunemente segnalato all'assistenza del sito di Linkedin e sono state segnalate battute a sfondo sessuale, attenzioni sessuali indesiderate, commenti e apprezzamenti fuori luogo e domande sulla vita sessuale. Qualcosa che è inappropriato sempre, se non si conosce la persona con cui si sta parlando, ma a maggior ragione lo è su Linkedin (come lo sarebbe in un luogo di lavoro fisico di cui si fa parte o di cui si vorrebbe far parte).
Una direttrice marketing racconta che i messaggi inappropriati più comuni che riceve in generale provengono da uomini che la contattano su LinkedIn per dirle che la trovano attraente. “Alcuni aggiungono anche la richiesta di incontri dal vivo - dice - e un uomo molto più grande di me è arrivato al punto di mandarmi un messaggio con scritto: Sei molto carina, posso invitarti a un colloquio nella mia azienda?'”.
La fondatrice dell'agenzia di talenti Speakers Management racconta che gli uomini le hanno inviato messaggi il cui oggetto è di natura professionale. Per cui accetta la richiesta dell'estraneo per leggerne il contenuto che poi è "Ehi bella sei fantastica'".
alle donne questa cosa non piace
L'azienda dietro l'app di fotografie Passport photo ha condotto nel 2023 un sondaggio su oltre mille donne iscritte a Linkedin e che accedono alla piattaforma almeno una volta alla settimana. Tra le altre notizie che hanno raccolto e diffuso, anche quella di un 74% delle donne che su LinkedIn, almeno una volta, hanno ridotto la propria attività a causa di un comportamento inappropriato (compromettendo la propria carriera? E se non è molestia questa!).
Gli altri dati registrati dal sondaggio sono: circa il 91% degli utenti di genere femminile su LinkedIn ha ricevuto almeno una volta avances o messaggi inappropriati, la maggior parte dei messaggi inappropriati che finiscono tra i messaggi privati delle donne sono proposte di incontri romantici o sessuali (31%), quando le professioniste su LinkedIn vengono contattate il 43% di loro di solito informa il mittente che ha oltrepassato il limite. Infine, essere oggetto di avances su LinkedIn di solito fa sentire le donne infastidite e circa il 43% delle donne su LinkedIn ha segnalato (più volte) all'assistenza gli account di utenti che flirtavano con loro.
non sono "complimenti"
Un messaggio relativo all'aspetto esteriore non è sempre un complimento. Non è mai un complimento invece un'avances sessuale, né iuna richiesta di incontro, quando vengono messe in pratica in uno spazio in cui le donne si addentrano con il preciso intento di parlare di lavoro, di trovare lavoro, di proporre un lavoro. Ma accade ugualmente che gli uomini rivendichino il diritto di essere inopportuni, pur sapendo che le donne li trovano inopportuni. Il guaio è che se per fortuna molte segnalano e bloccano l'utente inopportuno, altre non sono sempre sicure di poiterlo fare (sì, si può fare sempre). Perché se una giovane sta cercando di fare carriera e il mega manger di una società che le interessa le invia messaggi inappropriati è difficile che lei lo blocchi. Può ignorarlo, al massimo. Può, e deve, segnalarlo però. Ma è ovvio che l'eventuale posizione di potere dell'uomo molesto rende tutto complicato. E sono strumenti culturali quelli a cui si fa appello, o si deve far appello, in circostanze come queste. E non tutte le donne sono consapevoli di quali siano i loro diritti. E se iniziamo a prendere le avancese sessuali su uno spazio come Linkedin come un complimento, allora continueranno a succedere e verranno normalizzate. Chi invia questo tipo di messaggi è invece un molestatore in piena regola che a volte - spesso - decisamente sfrutta il proprio ruolo per abusarne.
le molestie sono l'abuso più comune (anche sul lavoro)
Non è esclusivamente prerogativa di Linkedin: le molestie di tipo sessuale sono la forma di abuso e di oppressione di genere più diffusa. L'istituto di Statisitica nazionale Istat ha già registrato come oltre 4 donne su 10 isubiscono molestie sessuali sul posto di lavoro. Ma si aggiungono le molestie che avvengono fuori: Save The Children racconta che oltre il 70% delle donne viene molestato indipendentemente da quanto sono attraenti, dalla professione che svolgono, dall'abbigliamento che indossano. Perché succede? Perché riflette una gerarchia di potere ideologica ma che culturalmente tarda a sradicarsi e chi sta al vertice (gli uomini) sceglie di utilizzare tale gerarchia per rafforzare il prioprio privilegio. Dentro e fuori dai social network, dentro e fuori dal mondo del lavoro. La soluzione? Denunciare.