La verità è che non gli / le piaci abbastanza: il "Penny Method", per spassarsela mentre l'altro resta legato
Il metodo "della monetina" infrange qualsiasi regola di buona educazione e trasparenza ma funziona proprio perché si finge trasparente: in realtà, è una forma di controllo mascherata da "non sono pronta", "non sono pronto".
Nel sempre più complesso panorama delle relazioni sessuali e romantiche, tra non monogamia etica, ghosting e storie a distanza, si è fatto largo un fenomeno apparentemente innocuo, ma profondamente indicativo dei meccanismi che governano l'affettività oggi: il cosiddetto Penny Method. E sì, secondo una larga parte di psicologi e psicologhe possiede una radice estremamente tossica.
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Il nome "Penny" - dall'inglese "monetina" - richiama l’immagine di qualcuno che lascia cadere una moneta alla volta per testare il suono del fondo, senza mai davvero decidere se gettarci dentro l’intero portafogli. In pratica, il Penny Method si manifesta quando una persona offre affetto, attenzione o coinvolgimento relazionale a piccole dosi, misurate e mai eccessive, come se temesse di “investire troppo”.
Ogni messaggio di bunanotte, ogni invito all'aperitivo, ogni gesto di cura è il risultato di un ragionamento preciso. L’obiettivo, ovviamente non dichiarato, è tenere l’altra persona legata, mostrarsi coinvolti, coinvolte, ma non troppo.
il penny method: scegliere di non scegliere e impedire all'altro/a di andarsene
Chi pratica il Penny Method è interessato, interessata, ma senza la sicurezza o senza la voglia di costruire con l'altro/a una relazione stabile che vive la storia costantemente in attesa di un’altra monetina.
La relazione - non relazione diventa un enorme non detto, una danza fatta di piccole concessioni, con la presenza e la cura centellinate per non sentirsi "parte di" qualcosa di reale. E chi adotta il Penny Method detesta sentirsi porre domande sulle proprie intenzioni, preferendo raccontarsi come indeciso/a, insicuro/a o, ovvio, alle prese con un percorso di crescita personale che non è compatibile con l'impegno necessario a costruire una relazione.
Il metodo, pur infrangendo qualsiasi regola di buona educazione e quelle della trasparenza, funziona proprio perché si finge trasparente. Invece è una forma di controllo mascherata da "sincera vulnerabilità", è una consapevole inazione mascherata da "non sono pronta", "non sono pronto". E quindi ecco: una monetina ogni tanto, per non lasciare che l'altra persona se ne vada.
Chi subisce questo trattamento, infatti, non costruirà mai una ricchezza emotiva ma si ritrova ad accumulare spiccioli, a vivere nella scarsità, in un limbo fatto di speranza e ambiguità. E nel lungo periodo potrebbe diventare perfino dipendente da quel poco che riceve, illudendosi che l'altro/a "pur non essendo sicuro/a" stia facendo comunque degli sforzi apprezzabili per tenere viva quella pseudorelazione. È manipolazione bella e buona.
una forma di potere esercitata consapevolmente
Qui sta la radice tossica del Penny Method: non è il non amare, ma il far finta di farlo a piccole dosi, per assicurarsi che l’altro/a resti lì, a sperare nel prossimo centesimo. È una strategia che maschera il narcisismo sotto forma di delicatezza, la manipolazione sotto forma di “onestà emotiva”. Perché in amore, chi dà centesimi fingendo di non avere banconote, spesso finisce per svalutare anche la moneta più preziosa dell’altro/a: il suo tempo.
Come sottolinea il magazine di salute mentale Verywell Mind, il Penny Method è chiaramente nocivo: combina love bombing e breadcrumbing, riduce l’autostima e genera confusione, prolungando una sofferenza emotiva non necessaria. Il “barattolo” insomma tecnicamente non è mai vuoto, perciò è facile restare attaccati, attaccate, illudendosi che il flusso affettivo prima o poi sia costante. Ora, etichettarlo subito come “tossico” rischia di semplificare troppo una dinamica complessa ma ciò non significa ignorare i segnali. Il Penny Method diventa tossico quando si trasforma in forme di potere consapevolmente esercitato sull'altra persona.