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quando ti sposi? Aggiornato il: 4 minuti di lettura

Non odi il Natale, odi le domande fuori luogo delle persone sedute a tavola con te

Pilar Fogliati nella commedia Odio il Natale
Pilar Fogliati nella commedia "Odio il Natale"  (netflix)
Le domande (e le dichiarazioni) politicamente scorrettissime sono il vero grande classico del Natale in famiglia. 
Da "quando ti sposi" a "però con questi diritti siamo andati troppo oltre": sarebbe bello avere un prontuario di risposte da dare. 
di Eugenia Nicolosi

Gira su Netflix una nuova commedia di Natale (a dire il vero un filino prevedibile ma è pur sempre una commedia di Natale quindi è tipo un obbligo). Si chiama Odio il Natale ed è di, e con, Pilar Fogliati. La protagonista apre le danze dichiarandosi fidanzata, quindi mentendo, a una cena in famiglia. E aggiunge che quel fidanzato presenzierà al pranzo di Natale. Il tutto, per dribblare le domande e le pistolettate che riceve dalla famiglia, soprattutto dalla madre. Un film che abbiamo vissuto tutte e tutti. Le domande e le affermazioni scomode, invadenti e presuntuose (e razziste, eteronormative, omofobe, sessiste, colonialiste) della famiglia sono il vero classicone del Natale all'italiana.

Ricevere regali a Natale: aspettative vs. realtà

domande fuori luogo e dove trovarle

Le feste di Natale sono piene di opportunità per riunioni familiari e, di conseguenza, per essere bersaglio di domande imbarazzanti, totalmente inappropriate, invadenti. Argomenti come politica, religione, vita privata, che qualunque persona dotata di un minimo di raziocinio eviterebbe come fossero proiettili restano un must delle feste. Vengono sollevati con irresponsabilità, arroganza e miopia dei temi complessissimi o privatissimi che inevitabilmente creano malumori. Ché poi se rispondiamo in modo non conforme alle aspettative la colpa è nostra. 

Rispetto alla politica: provando anche vagamente a portare in tavola questioni politiche si scopre inevitabilmente che almeno un membro della famiglia pensa che con i diritti siamo "andati troppo oltre". Sappiamo bene che non è divertente scoprire che condividiamo un legame di sangue con un ufficiale in comando del patriarcato che pensa che il catcalling sia un modo per corteggiare o che la colpa delle violenze è della minigonna. Lo stesso dicasi con il razzismo: attorno a noi c'è un sacco di gente bianca che non sa cosa sia il colonialismo e che se gli fai notare che gli "indiani" d'America non esistono salta sulla sedia.
La religione, che volendo essere oneste è centrale nel Natale, è un altro tema che chi è cattolico dà per scontato sia "facile". Ma non lo è. E ci sono pure le barzellette sui cattolici in paradiso convinti di essere gli unici, per questo all'ingresso a tutti gli altri credenti viene chiesto di fare piano quando passano accanto allo spazio dedicato ai cattolici. 
La carriera: alcune persone non credono che il social media management sia un lavoro vero. E come potrebbero? Se non c'è un ufficio in cui andare ogni mattina o un contratto a tempo indeterminato da onorare col sudore della fronte significa avere un'esistenza priva di significato. E non vale niente dimostrare che con quel lavoro ci paghiamo comunque l'affitto e le bollette. 

Quando ti sposi?  Alcune persone non hanno nessuna remora nel fare domande specifiche e super eteronormative, dando quindi per scontato che tutti vogliamo sposarci, che tutti vogliamo avere figli. E infatti il loro problema è "quando". Se sapessero come si usa ti farebbero loro un profilo di Tinder, soprattutto se sei donna, per aiutarti a trovare presto un marito (con un lavoro veri, mica che fa i social). Della tua felicità non gliene può fregare di meno, vogliono la cerimonia, vogliono gli eredi, vogliono che passi dalla loro stessa parte della barricata. 

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il classicone del natale: quando ti sposi / fidanzi

Quindi quando vi sposate? Se hai portato il tuo partner alla cena o al pranzo di Natale con nonna e zia, significa innanzi tutto che eiste, e poi che legittimi la famiglia a parlare di matrimonio e "altre cose serie", La speranza è che chiunque ti ponga questa domanda abbia la decenza di prenderti da parte e fartela in privato (ma molto probabilmente non è così che accade). Realisticamente succederà davanti a tutti. Cosa fare se ti trovi con le spalle al muro? Usare l'umorismo: è uno dei migliori strumenti nel tuo scarsissimo arsenale. Per esempio dicendo “Ah sì, ci siamo sposati da un po' ma non lo abbiamo detto a nessuno". Oppure resta la carta della verità (anche se sappiamo già che non riescono a gestirla). "Onestamente non voglio sposarmi". 

Non hai un fiudanzato / fidanzata? Per qualche ragione, i parenti adorano farti questa domanda non appena sembri raggiungere la pubertà e non smetteranno di pungolarti finché non trovi qualcuno da piazzarti al fianco. Nessuno sa perché, nessuno ha idea del motivo per cui le famiglie si interessino così tanto alla vita amorosa delle persone. Ed è particolarmente difficile rispondere a questa domanda ricorrente perché la verità è quasi sempre che un partner c'è ma non è stato invitato alla cena di Natale. Oppure non c'è in generale. Quindi di per sé è una domanda allucinante e oscena. Esistono dei modi per sviarla anche se la risposta migliore è un sonoro “evidentemente no”. Ma si può anche rispondere "Sì, non lo vedi? È seduto proprio accanto a me".

"non vedo l'ora di diventare nonno"

"Non vedo l'ora di diventare nonno / nonna...". A seconda di molteplici fattori, tra cui la durata della relazione e l'astuzia dei genitori, questa domanda potrebbe manifestarsi come un commento disinvolto (tipo qualche cugino è in attesa) o un interrogatorio diretto. Così, di botto e senza senso. La forma però non ha importanza: la sostanza è che è una domanda oscena e allucinante pure questa. Non è soltanto perché è totalmente fuori luogo discutere di gravidanze e diritti riproduttivi davanti a persone che non vediamo quasi mai. È proprio che non è dovuto: non c'è nessuno motivo per cui si debba parlare dei propri piani di genitorialità  (o della loro mancanza) con qualcuno. I genitori non hanno il diritto di conoscere i dettagli dietro le decisioni che prendiamo. Le possibili risposte: "Ma và là" (minimizzare e cambiare agomento fingendo fosse una domanda scherzosa), “Crescere un figlio è una responsabilità enorme. E Voglio concentrarmi sulla mia istruzione/carriera/relazione prima” (approccio onesto e contemplativo). C'è pure il "Non sono sicura di volere dei figli” o ancora “Mai: non voglio figli. Spero che sarai felice lo stesso”, e aggiungi pure che l'istinto materno è un'invenzione.

la domanda vera è "sì ma che lavoro fai"

Sperando che non chiedano anche quanto si guadagna o che se sì, che non sappiano quanto è aumentato il costo della vita. I risultati varieranno a seconda di cosa si fa per vivere; se il lavoro che si svolge non è convenzionale o se è un campo relativamente (per loro) nuovo, occorre prepararsi a spiegare dall'inizio. C'è da dire che se non è un lavoro tradizionalmente prestigioso, le persone potrebbero non essere interessate a una spiegazione. Potrebbero anche chiedersi perché sei ancora in un ruolo che considerano inferiore alle loro aspettative e potrebbero non avere riserve nel dirlo. A volte non hanno torto ma in generale non è che ogni cosa deve essere discussa davanti a tutta la stirpe. Stirpe che potrebbe non rispettare il lavoro che si fa. E avere a che fare con parenti sprezzanti non è mai divertente e, se il loro atteggiamento non cambia mai, non dovremmo preoccuparci noi della loro opinione.