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I segreti per un divorzio sano sono qui svelati

Il divorzio non è soltanto uno strumento giuridico che sancisce lo scioglimento del matrimonio. Sancisce la fine di un legame e per questo motivo si porta con sé un insieme di correlati psicologici. Come fare affinché il divorzio possa essere “sano”? 

Come fare affinché il divorzio possa essere “sano”? 

Il 1970 ha sancito un cambiamento storico nella legislazione in materia di matrimonio e di diritti civili. A partire da quella data le persone possono scegliere se proseguire il proprio matrimonio o se incidervi con la parola “fine”. A partire da quel momento, cambia il modo in cui si vive la coppia. La coppia, e il matrimonio, non sono più legami siglati a vita che non permettono di scegliere altro per sé. Anzi, le relazioni sono più libere e più fondate sul benessere e sulla soddisfazione. 

Le convinzioni sbagliate che limitano le nostre relazioni

Il divorzio come scelta 

Il divorzio, quindi, diventa uno strumento di libertà e di autodeterminazione. Nel corso delle relazioni ci si interroga sul proprio vissuto e su come ci si sente in relazione all’altro, sui progetti che si condividono, sul futuro. Le riflessioni spesso si concludono con la decisione di proseguire la relazione, tuttavia, in altri casi, si arriva alla conclusione di portarla al termine. Nel caso ci sia un matrimonio, la legislazione impone che tale scelta sia seguita da un iter burocratico per scioglierlo, che spesso può condurre i partner a sperimentare frustrazione, tristezza e ansia. Le persone, infatti, possono vivere con disagio il doversi rivolgere a un avvocato, recarsi in tribunale, procedere per la separazione e attendere i mesi necessari. Non è soltanto l’iter da seguire a causare queste emozioni spiacevoli. La fine di una relazione, per quanto sia una scelta, non è semplice. Significa scrivere la parola “fine” come chiosa di un capitolo della propria vita. Viene vissuta come un vero e proprio lutto che necessita di essere elaborato e che conduce a sperimentare un ventaglio di emozioni spiacevoli. 

Il divorzio, inoltre, rappresenta un cambiamento per la persona. Un cambiamento non soltanto relazionale, ma anche logistico. Si cambia casa, routine e molto altro. 

Come affrontarlo in modo sano 

Comunicare

Questa parola è l’evergreen della psicologia, ma d’altronde è davvero lo strumento più potente che si possiede. Quando si comprende che la relazione sta giungendo al termine è importante parlarne con l’altro e condividere insieme le emozioni che si provano e i propri pensieri in modo rispettoso. Il divorzio non dovrebbe essere una scelta unilaterale e tenuta in segreto fino al contatto con l’avvocato, salvo alcuni casi. È una scelta che riguarda la relazione e va condivisa.

Lavorare per il bene dei figli

Nel caso in cui ci siano dei figli coinvolti, è bene agire per tutelare il loro benessere. Il divorzio può avere un impatto negativo per il loro benessere psicologico se non gestito adeguatamente. Attenzione, non è il divorzio in sé a generare esiti negativi, ma il modo in cui viene affrontato. Anzi, la ricerca ci dice che in alcuni casi il divorzio può favorire la salute psicologica dei figli, a causa della cessazione della conflittualità tra i genitori. 

Inoltre, e questo bisogna ricordarselo bene, il divorzio sancisce la fine della relazione coniugale, non la fine della genitorialità. Si può proseguire efficacemente nel ruolo di genitori nonostante il divorzio. E questo, chiaramente, svolge un ruolo protettivo su di essi.

Accettare 

La fine di una relazione è dolorosa. Come scrivevo, può essere paragonata a un lutto. Tuttavia, accettare la realtà della situazione è il primo passo verso la guarigione. Non si può controllare la libertà dell’altro di voler portare al termine la relazione coniugale. Voler divorziare è un diritto e non lo si può negare, per quanto possa essere fonte di sofferenza.

Supporto professionale 

Il supporto di professionisti può essere uno strumento estremamente utile, sia per elaborare le emozioni, sia per gestire il cambiamento, anche nel ruolo genitoriale. Degli incontri che coinvolgano il sistema familiare possono aiutare anche i figli ad elaborare quanto successo in un contesto protetto. Lavorare da un punto di vista professionale aiuta gli ex coniugi a elaborare il divorzio e a collaborare successivamente come genitori. Nel caso di figli minori e di affidamento condiviso, è di primaria importanza garantire ai figli continuità nella condivisione del tempo e degli affetti. Un errore che spesso si compie è portare i figli ad allearsi con uno dei partner, contro l’altro. Questa dinamica che, in psicologia chiamiamo “triangolazione”, è estremamente dannosa.

Prendersi cura di sé 

In questo momento della vita, ma non solo, ritagliarsi degli spazi per la cura di sé aiuta a prendersi cura della propria autostima e del proprio benessere psicofisico. La cura di sé passa anche attraverso il contatto con le proprie emozioni. Non si deve fuggire da ciò che si sente, trattandolo come polvere da nascondere sotto al tappeto. Stare nel dolore aiuta a elaborarlo e a voltare pagina.