Da Last Christmas a All I Want For Christmas Is You: perché ci piacciono tanto le canzoni di Natale
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Ogni anno è sempre la stessa storia: arriva il Natale e con lui l’albero, la lotta tra pandoro e panettone e le canzoni natalizie. Per molti queste ultime vengono messe come sottofondo per settimane, anche molto prima e molto dopo i giorni festivi, mentre si cucina, si pulisce o ci si rilassa semplicemente in casa. Ma perché piacciono così tanto le canzoni di Natale?
Riducono lo stress e rendono più felici
Ascoltare le canzoni di Natale è per gli appassionati di questa festività una pratica fondamentale da cui è impossibile esimersi. Ma la motivazione per cui si è così legati a canzoni che sono state ascoltate migliaia di volte è anche scientifica: la musica ci suscita emozioni, ha effetti curativi e rafforza il sistema immunitario del corpo riducendo lo stress, come rilevato da uno studio del 2013.
In particolare, le canzoni di natale per molti sono motivo di gioia e allegria e sono in grado di trasformare un periodo dell'anno tendenzialmente buio e grigio in un momento desiderato e agognato da molti. Allo stesso tempo, alcuni ricercatori hanno dimostrato che anche emozionarsi e piangere ascoltando musica più "triste" e malinconica può essere un utile conforto, oltre che piacevole.
Tra i regali sotto l'albero: un salto nel passato
Da White Christmas di Bing Crosby a All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey, oltre a renderci più felici, la musica natalizia ha un non so ché di evocativo e nostalgico. Riascoltare le canzoni di Natale ogni anno, infatti, ci permette di rivivere un tempo passato o un momento dell’infanzia o della gioventù a cui associamo sentimenti piacevoli. La stessa festività è costruita sul riproporre ogni 24 e 25 dicembre "il solito classico Natale": menù del cenone, addobbi e regali, tutto ripresentato, con poche variazioni, proprio per rievocare le stesse emozioni di sempre.
Secondo il professor Joe Bennett, musicologo del Berklee College of Music, il Natale “è il momento in cui ritorniamo da dove veniamo”, perché ci permette di evocare ricordi ed emozioni del passato, come sottolineato anche da Daniel Levitin, autore e musicista di Los Angeles e professore di psicologia e neuroscienze alla McGill University di Montreal.
A Natale non si tende quindi ad essere avanguardisti o innovatori, ma si va alla ricerca di ciò che è conosciuto e amato. Questo vale anche per le canzoni: lo scorso anno il Guardian ha rilevato che tra le 100 canzoni di Natale più popolari su Spotify, due terzi sono state diffuse almeno 30 anni fa. Ad esempio, le canzoni Rockin' Around the Christmas Tree, Jingle Bell Rock, The Christmas Song (Merry Christmas To You) e A Holly Jolly Christmas sono tutte state pubblicate negli anni '50 e '60. Questo non significa che non sia stata creata della musica natalizia nuova: generalmente, o vengono riproposte vecchie canzoni cantate da nuovi artisti oppure vengono prodotte nuove canzoni che per ritmo e genere si rifanno a quelle del passato.
Ma può anche fare effetto "Grinch"
Ovviamente non a tutti piacciono le canzoni di Natale. Per alcuni può essere dovuto al significato che viene associato alla festività stessa, per altri può essere proprio per una questione di gusto musicale. Un sondaggio di Consumer Reports del 2011 ha rilevato che quasi il 25% degli americani ritiene che la musica di Natale è uno degli aspetti più temuti delle festività, subito dopo “vedere certi parenti”.
In alcuni casi poi questo odio può essere giustificato: chi lavora nel pubblico, soprattutto nei luoghi di vendita, può essere costretto ad ascoltare le canzoni natalizie tutti i giorni, a tutte le ore lavorative, per settimane. Questo può innescare un senso di pienezza e disgusto per questo genere musicale che non si esaurisce con la fine delle festività.
Come affrontarle
Che piacciano o meno, le canzoni natalizie fanno parte delle festività e ogni anno sono tra gli elementi più divisivi: c'è chi scappa o si chiude in casa per non sentirle e chi teme il giorno in cui dovrà smontare l'albero di Natale e smettere di ascoltare Michael Bublé. L'unica cosa certa è che ogni anno sarà sempre la stessa storia e per molti la stessa playlist.
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