L'amicizia tra uomini e donne etero è davvero impossibile?
L’amicizia tra uomini e donne eterosessuali sembra impossibile. Le rappresentazioni cinematografiche e letterarie, da sempre, mostrano come tra uomo e donna l’amicizia non sia realistica. C’è sempre uno dei due che si innamora o che si sente attratto dall’altro. Cosa ne pensa la scienza? Scoprilo nell’articolo.
È passato molto tempo da quando Oscar Wilde nel 1892 scriveva: “Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia” (Lady Windermere's Fan).
Eppure, quando si parla di amicizia tra i due sessi, i dibattiti e le speculazioni sono molto frequenti. Sembrerebbe che la pura amicizia, priva di attrazione sessuale e/o romantica, non sia possibile. Infatti, la credenza popolare sul tema ne è molto convinta e da sempre influenza la letteratura e la cinematografia. Basti pensare al film “Harry ti presento Sally”, dove Harry sostiene che non sia possibile essere amici tra uomo e donna perché l’uomo, in realtà, desidera trasformare quel rapporto in un’interazione sessuale.
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Amicizia uomo donna: da dove nasce l’idea che sia impossibile?
Il modo in cui ci si approccia alle interazioni umane è vittima di una combinazione di credenze, pressioni e aspettative dettata dalla cultura in cui si vive. Questi elementi portano le persone a incasellare le relazioni tra gli individui in categorie predefinite e identiche per tutti, senza considerare la complessità delle persone e, quindi, delle relazioni tra esse. Un primo tassello di questo puzzle è costituito dagli stereotipi. Uno stereotipo è una generalizzazione eccessiva e distorta che viene riferita a un gruppo di persone. Gli stereotipi sono il risultato di influenze culturali e sociali e servono a semplificare la complessità della realtà. Attraverso gli stereotipi ci si costruisce un’idea del mondo, utile a prevedere ciò che potrebbe accadere e a risparmiare risorse cognitive. Ed è proprio da qui che nascono i pregiudizi.
Nel caso dell’amicizia uomo-donna, uno stereotipo di genere decisamente comune sancisce che l’uomo eterosessuale sia sempre alla ricerca di interazioni sessuali e che le sue relazioni con l’altro sesso siano veicolate esclusivamente da questa pulsione. Sulla base di questo stereotipo, quindi, ci si aspetta che l’uomo possa interagire con l’altro sesso solo sulla base di una pulsione sessuale (riduttivo, no?). Questi stereotipi diventano come un paio di occhiali che portano a una visione del mondo “filtrata” (e viziata, direi), da queste credenze di base.
Alla base di questa visione di impossibilità vi sono anche le pressioni sociali. La pressione, infatti, va nella direzione della relazione. Non è un segreto, d’altronde, che socialmente parlando, l’aspettativa è che l’interazione tra uomo e donna debba necessariamente avere un tono romantico e/o sessuale. Questa visione spinge le persone a interpretare le relazioni di amicizia in modo errato, ricercando segnali e/o dati che confermino che in realtà alla base vi sia un altro tipo di interesse. Menzione a parte la merita l’amicizia che nasce in seguito a una relazione romantica. In alcuni casi, infatti, un uomo e una donna eterosessuali, trasformano la loro relazione in amicizia in seguito a una relazione sessuale e/o romantica. In questi casi, la credenza comune è che sia impossibile mantenere la relazione esclusivamente su un piano amicale perché ci sono necessariamente dei sentimenti irrisolti tra le due persone. È chiaro che questo potrebbe essere vero, ma non è necessariamente così. E anzi, una tale generalizzazione non fa altro che contribuire alle idee errate su queste tipologie di relazioni.
Che cosa dicono gli studi?
Nel paragrafo precedente ho scritto ciò che portano a sostenere gli stereotipi e le credenze, contribuendo a generare nella popolazione l’idea di impossibilità di un’amicizia tra uomini e donne eterosessuali. Ma cosa dicono gli studi? In realtà gli studi a riguardo sono davvero esigui e la maggior parte di essi prende in considerazione un campione davvero ristretto oppure basato su strumenti di ricerca soggetti a errori. Per questo motivo, preferisco non riportarli perché contribuirei al rinforzo degli stereotipi e dei pregiudizi di cui parlavo in precedenza.
Qual è la verità?
La verità, come sempre, sta nel mezzo. Sta nel grigio e nelle sue sfumature. L’essere umano è complesso, come scrivo spesso. Si muove nel mondo e nelle relazioni sulla base di ciò che ha imparato, delle sue propensioni e preferenze. Per questo motivo non ci si può aspettare che ciò che non è possibile per alcune persone non possa esserlo per altre, proprio perché esistono differenze individuali. E questo vale per l’amicizia tra uomini e donne, ma anche per il resto. L’importante, come sempre, è parlarsi e rispettarsi. E soprattutto non farsi limitare dagli stereotipi di cui si scriveva prima.