Tirocinante violentata da un collega infermiere durante il turno di notte in ospedale
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Stagisti e tirocinanti, da sempre, rappresentano l’ultima ruota del carro di un ambiente lavorativo: lo abbiamo capito soprattutto davanti alle tragiche e ingiustificate morti di giovanissimi ragazzi, spesso minori, alle prese con il loro primo ambiente lavorativo, che non ha saputo evidentemente tutelarli e proteggerli a dovere. Qualcosa di simile è accaduto a Roma, al Policlinico Umberto I. Una giovane tirocinante è stata infatti violentata da un collega infermiere, di 35 anni più grande.
La denuncia della violenza sessuale
Durante la notte di due giorni fa, una giovane tirocinante di soli 20 anni è stata assalita da un collega di lavoro, durante il turno notturno presso il policlinico Umberto I, a Roma. Il tutto si è svolto all’interno di un lurido sgabuzzino, dento il quale la studentessa ha vissuto un vero e proprio incubo a occhi aperti. Dopo il fatto, la giovane si è immediatamente recata verso il pronto soccorso dell’ospedale stesso, dove i presenti colleghi hanno potuto verificare e confermare sul corpo della giovane gli effetti, e quindi le prove, dello stupro subìto. Dopodiché, una volta messa in atto la procedura del codice del soccorso rosa, pensato per le vittime di violenza, gli agenti delle forze dell’ordine hanno sequestrato il materiale, indumenti e lenzuola, trovato all’interno del locale di servizio incriminato, nel padiglione 29: l’obiettivo è confermare la ricostruzione della vittima attraverso analisi di laboratorio su possibili tracce di Dna.
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Il rammaricato commento del direttore generale dell'ospedale
Dopo la denuncia della ragazza presso i preposti uffici di polizia, sul gravissimo accaduto si è espresso il direttore generale del Policlinico stesso, Fabrizio d’Alba, sottolineando come l’azienda ospedaliera stessa sia parte lesa del fatto. A seguito del gravissimo fatto accaduto all’interno di un reparto ai danni di una giovane tirocinante ho depositato questa mattina denuncia – querela”. Prosegue: ““Il responsabile, indicato dalla vittima è stato identificato e denunciato all’autorità giudiziaria mentre l’Azienda ha provveduto ad avviare il procedimento di sospensione immediata dal servizio. Lavoratori della sanità che quotidianamente all’interno dei reparti del nostro ospedale si impegnano per la cura delle persone e non per atti di violenza contro le donne”.
La vicinanza dell'assessore alla Sanità alla giovane tirocinante
Dell’incresciosa violenza, che macchia quindi con questo crimine la categoria professionale degli infermieri e degli operatori sanitari, figure su cui dovremmo poter porre la nostra fiducia in serenità, è stato immediatamente messo a conoscenza anche Alessio D’Amato, l’assessore alla Sanità della Regione Lazio. “Non appena informato del gravissimo episodio ho chiesto all’azienda ospedaliera universitaria Policlinico Umberto I di adottare provvedimenti immediati e proporzionali alla gravità dell’accaduto. Andrà coinvolto anche l’ordine professionale per assumere tutte le opportune iniziative. Si è tradito il codice deontologico ed è inaccettabile. Alla vittima deve essere dato tutto il sostegno di natura psicologica e di tutela legale. L’azienda deve costituirsi parte civile”.
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