Perché questo Sanremo ha segnato la rivincita del rosa (anche e finalmente per gli uomini)
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Il rosa è un colore da femmine: ce lo insegnano da che siamo bambini. Eppure, fortunatamente, qualcosa negli ultimi tempi sta cambiando, complici i dibattiti attualissimi su identità di genere fluida e gender. Gli artisti di Sanremo non si sono lasciati sfuggire l’occasione di atterrare sul tema (a modo loro).
La storia del rosa
Crediamo che il rosa sia una tinta da sempre associata al genere femminile, ma in realtà è tutto il contrario! In tempi antichi, infatti, il rosa era per gli uomini, poiché vicino al rosso e quindi associato ai concetti di sangue, combattimento e doti militari. È in tempi non sospetti, con l’esplodere del consumismo dopo la seconda guerra mondiale, che il rosa viene strategicamente attribuito alle donne dal marketing e dai commercianti.
E se le donne sono deboli, fragili e frivole, allora lo è anche il rosa.
Men in pink: queste star ci dimostrano che il rosa non è un colore da donne!
La scorsa settimana uno dei principali sindacati della Polizia di Stato, il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), si è lamentato del colore delle mascherine FFP2 rilasciate agli agenti in molte stazioni di polizia del nostro paese. Nella loro lettera di protesta, hanno affermato che il colore rosa dei dispositivi di protezione era “inopportuno” ed “eccentrico” per gli agenti di polizia e che avrebbe potuto compromettere l’immagine dell’istituzione.
il disappunto della polizia sembra nascere dallo stereotipo del colore rosa attribuito dalla società alla donna, dovendo quindi, per forza, rendere un colore sinonimo di un genere. Se il rosa è un colore femminile significa automaticamente che ad esso vengono associati tutti gli stereotipi di genere collegati al "sesso debole", come la fragilità e la delicatezza assolutamente distanti dalla virilità che i poliziotti vogliono giornalmente evidenziare come specchio della loro professione.
Insomma, questo bisogno così palese di non essere associati agli aggettivi o connotati tipicamente femminili e ad un colore che socialmente li rispecchia, sembra essere solamente un altro esempio di mascolinità tossica che, ancora una volta, vede come protagonisti degli uomini spaventati. Spaventati da un innocua mascherina.
Moltissimi sono gli uomini del mondo dello spettacolo ad indossare questo bellissimo colore che, oltre a donargli uno stile unico ed elegante, non è da sempre sinonimo di femminilità ma anzi: storicamente era un colore attribuito agli uomini, grazie alla sua vicinanza con il rosso del sangue e delle battaglie, lo stesso delle camicie e delle divise. Alle donne, al contrario, era assegnato il celeste virginale del velo della Madonna.
Nel 1927 il Time realizzò un sondaggio fra tutti i grandi magazzini e i maggiori negozi di vestiti negli Stati Uniti per sapere quali colori associassero ai vestiti per ragazze. I risultati mostrarono che il blu e il rosa erano ancora del tutto interscambiabili, con una lieve preferenza del rosa per i maschi e del blu per le femmine.
Stiamo vivendo in un’epoca di grandi cambiamenti dal punto di vista sociale, sessuale e culturale, che stanno ridefinendo modelli, confini e qualità legate al genere. Il significato dei colori non è innato ma è frutto di un processo culturale, arbitrario e influenzato dal contesto sociale ed è giunto il momento di liberarsi da queste arcaiche convenzioni.
Sfogliate la gallery per vedere le star vestite con abiti rosa senza assolutamente che esso comporti una connotazione di genere.
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Il soft boy
A riportare in auge questo colore ci pensa ciclicamente la moda, ma a renderlo bandiera contro le imposizioni dettate dagli stereotipi di genere sono stati i nuovi vips, come Harry Styles, Frank Ocean e Timothée Chalamet. Non solo indossano il rosa senza vergogna, ma lo abbinano a cardigan, unghie smaltate e collane di perle: un’estetica, questa, che è stata definita “soft boy”.
Un look che lascia agli uomini lo spazio per essere romantici, sfidando i principi della mascolinità tossica.
Il rosa a Sanremo 2022
Come poteva l’evento più atteso d’Italia non accodarsi a questa tendenza? Il rosa ha predominato i makeup e gli outfit di molte star, tra cui Emma Marrone, Noemi e Arisa. Con la differenza, rispetto ad anni precedenti, che anche gli uomini si sono fatti notare; specialmente i più giovani, quelli della Gen Z, conosciuta per essere presentissima nei dibattiti culturali e sociali.
Sia Aka7even che Sangiovanni ci hanno deliziato con dei total look rosa durante entrambe le loro esibizioni; Dargen d’Amico, un’outsider (anagraficamente parlando) rispetto agli altri due artisti, ha bucato lo schermo della prima serata con un completo rosa modernissimo.
Che sia giunto il momento, anche per l’Italia, di abbandonare gli stereotipi di genere e lasciare che la moda abbracci chiunque indiscriminatamente, in ogni sua forma e colore? Dalle polemiche dei poliziotti sulle mascherine rosa all’annullarsi delle discriminazioni la strada non è breve, ma la stiamo percorrendo.
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