La Lav ha trovato un rifugio per l'orsa, che potrebbe quindi essere salvata dall'abbattimento
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La Lav ha trovato un rifugio per l’orsa
Lav è un’associazione che si impegna a “salvaguardare la vita e i diritti degli animali con azioni dirette, investigazioni e interventi in emergenza”, proponendo uno “stile di vita consapevole, interamente cruelty free, che possa rappresentare per tutti la scelta più giusta”. Anche davanti alla possibilità che il Trentino vaglia di procedere con l’abbattimento degli orsi nella area, la Lega Anti Vivisezione ha cercato di trovare e proporre una soluzione che evitasse la crudeltà sugli animali. L’alternativa offerta per salvare l’orsa JJ4, il codice identificativo tramite cui è stata rintracciata l’orsa che ha ucciso il runner Andrea Papi, consiste nello spostarla all’interno di un rifugio, già reso disponibile ad accogliere l’animale. La proposta è stata formalizzata attraverso una lettera inviata direttamente al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.
Convivenza tra popolazione locale e orsi: è possibile?
Oltre a ciò, l’associazione vuole battersi anche per diffondere maggior consapevolezza sui modi tramite cui è possibile raggiungere una “pacifica convivenza tra umani e plantigradi”. Si richiede l’istituzione di un progetto di convivenza fondato sulla prevenzione, l’unico elemento necessario e richiesto per raggiungere l’obiettivo, come molti esperti in tutto il mondo specificano.
“Questo può essere riassunto in formazione e informazione a popolazione residente e turisti, efficace gestione dei rifiuti, vietare l’accesso ad alcune aree in determinati periodi dell’anno esattamente come accade in altri Paesi dove vivono gli orsi”, dichiara l’associazione. “Infine, ma non meno importante, attivare tutti i sistemi di tutela e monitoraggio della popolazione dei plantigradi che sono tornati a vivere in Trentino per volontà della Provincia di Trento con il contributo economico dell’Unione Europea”.
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Federparchi ancora a favore dell’abbattimento in Trentino
Contro Lav si è espressa Federparchi, che approva l’abbattimento dell’orsa poiché previsto nel Piano d’Azione per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali. “Il piano traccia precise linee guida per la gestione dell’orso, tra cui la rimozione di esemplari problematici, proprio per salvaguardare la specie e garantire l’incolumità delle persone e delle attività umane”.
Il presidente della Federazione, Luca Santini, ha dichiarato inoltre: “Riteniamo che sulla vicenda il dibattito vada riportato nella sua corretta dimensione. Occorre tener conto della necessità di trovare sempre il giusto equilibrio fra le esigenze di conservazione della natura e di tutela della biodiversità con quelle di sicurezza e sviluppo sostenibile delle comunità e dei territori che racchiudono i nostri meravigliosi scrigni di capitale naturale. Ricordiamo sempre che l’Italia in Europa è il Paese con la più ricca biodiversità, un patrimonio prezioso da preservare e valorizzare”.
Spopola l’hashtag #testamentowild
Nel frattempo, sui social nasce e cresce di popolarità l’hashtag #testamentowild, attraverso il quale le persone, schierandosi evidentemente più dalla parte di Lav che di Federparchi, lascia ai posteri online il proprio desiderio post mortem, nel caso venissero attaccati e uccisi da un animale selvatico. Nella maggior parte dei casi, la volontà è di non abbattere l’animale in questione.
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