La fuga dei dipendenti di Twitter da Elon Musk: cosa sta succedendo?
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Nelle ultime settimane Twitter è, non ironicamente parlando, spesso ai vertici dei trend di Twitter stesso. Questo “inception” di hashtag è dovuto principalmente all’acquisizione da parte del miliardario e imprenditore Elon Musk della società, per una cifra non indifferente di 44 miliardi di dollari. Gli obiettivi di trasformazione di Musk rispetto alla piattaforma sono stati chiari fin da subito e, soprattutto, criticati fin da subito. Per raggiungere i propri ambiziosi scopi, il proprietario del marchio Tesla ha agito immediatamente con operazioni chirurgiche sui dipendenti, che non hanno reagito bene.
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Dopo aver rilevato la società Twitter alla modica cifra di 44 miliardi di dollari, l’imprenditore e CEO di Tesla ha tagliato la testa ai quattro top manager della società, annunciando poi il suo arrivo nell’azienda sul social omonimo con un tweet che riprende il suo ingresso nella sede di Twitter con un lavandino in mano. Lavandino che, tradotto in inglese, significa “sink”: “let that sink in”, il copy del tweet, si traduce in “pensateci un attimo” e “fate entrare quel lavandino”. Una testimonianza indelebile dell’attitudine di Elon Musk nei riguardi della rilevazione della società. Come se non bastasse, dopo aver tagliato la testa ai 4 top manager, l’imprenditore ha anche, disordinatamente e in maniera irruenta, licenziato circa 3.700 lavoratori su 7.500, suddivisi in diverse aree dell’azienda, tra cui quelle che gestiscono la moderazione dei contenuti sulla piattaforma. Il reparto diritti umani si sarebbe, secondo le fonti, completamente disgregato.
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Le dimissioni di massa dei dipendenti di Twitter
Ora è stato reso noto dal Washington Post che dei poco più dei 3.500 superstiti alle decapitazioni di massa di Elon Musk, almeno mille avrebbero deciso di dimettersi "volontariamente". Il motivo risiederebbe in una email inviata dall’ora proprietario della società ai lavoratori, in cui ha richiesto di sottoscrivere un impegno lavorativo ai limiti del sadico. Nel testo, si legge che ai dipendenti è stata avanzata la pretesa di lavorare “con grande intensità e per un numero elevato e imprecisato di ore". Rifiutando la richiesta, avebbero dovuto abbandonare l’azienda, ricevendo una buonauscita pari a circa tre mesi di stipendio: e così hanno fatto. Il problema, ora, è che la fuga di massa è stata intrapresa anche e soprattutto dagli ingegneri informatici dell’azienda, che compongono la maggioranza dello staff e, soprattutto, operano nei servizi essenziali di Twitter.
I vip italiani più ricchi: a quanto ammonta il loro patrimonio?
È inutile nasconderlo, le star dello mondo dello spettacolo e dello sport guadagnano bene e parecchio. C'è chi è riuscito ad arrivare a questa fortuna in termini di benessere economico grazie alla propria carriera di attore o regista, chi facendo il cantante o il presentatore e chi, ancora, come calciatore.
Ovviamente, quanto guadagnano all'anno le star può variare a seconda dei ruoli he accettano, dei dischi che pubblicano, dell'ingaggio a cui ambiscono o per altri aspetti simili. Tuttavia, risulta più facile conoscere il loro patrimonio netto, ovvero quanto i vip italiani abbiano "accumulato" in termini di ricchezza.
La fortuna stimata del "meno ricco" di questa classifica si aggira attorno ai 4 milioni di dollari, mentre quella più sbalorditiva supera di gran lunga il miliardo. Un indizio? Si tratta di uno stilista...
Nel mondo del cinema italiano, i patrimoni variano parecchio, a seconda degli attori che si prendono i considerazione. Per esempio, Monica Bellucci è la terza attrice più ricca del panorama italiana, con un patrimonio pari a 45 milioni di dollari.
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L'idea di Twitter secondo Elon Musk
L’assenza di operatori che lavorino sulla moderazione dei contenuti pubblicati su Twitter non è una scelta bizzarra, se pensiamo a quello che per Elon Musk il social dell’uccellino blu dovrebbe essere: “una super app”, una “piazza cittadina digitale, dove si dibattono domande vitali per il futuro dell’umanità” e dove, lo aveva detto lo stesso Musk, sarebbe il caso di riammettere la presenza di Donald Trump, rimosso dopo alcuni tweet che sembravano legittimare l’attacco al Congresso. Per gli investitori, però, Musk ha specificato che: “ovviamente Twitter non può diventare un inferno libero dove si può dire qualsiasi cosa senza conseguenze! Oltre ad aderire alle leggi nazionali, la nostra piattaforma deve essere accogliente per tutti e permettere di scegliere l’esperienza che si desidera in base alle proprie preferenze, nello stesso modo in cui si può scegliere di vedere film o giocare a videogiochi dedicati a fasce d’età diverse”.
Spunta blu e altri dibattiti
Mentre il New York Times indaga sulla legittimità dei licenziamenti in massa condotti da Musk, l’imprenditore ribadisce che “purtroppo non c’è altra scelta quando l’azienda perde 4 milioni di dollari al giorno”. Una conseguenza delle prime sue azioni intraprese in società, tra cui l’inserimento della possibilità di acquistare l’agognata spunta blu tramite un abbonamento di circa 8 euro al mese. La spunta blu, però, è sempre stata utilizzata come certificato di garanzia sulla fonte del tweet, per non confondere (banalmente) il presidente Joe Biden con un ragazzino annoiato del liceo che ha deciso di fingersi politico per un giorno. L’assenza di questa certezza di veridicità dell’account ha ovviamente incontrato molte critiche. Si teme, per tutta questa serie di scivoloni di Musk che, a questo punto, possiamo credere che siano voluti (che il suo obiettivo primario fosse far fallire l’azienda?), che Twitter possa chiudere. In Italia, accanto all’hashtag #RipTwitter, è virale anche #Sanremo: d’altronde, senza il social più istantaneo di sempre, come potremmo commentare i look della kermesse?
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